Pillola abortiva Ru486, l'Aifa vota sulla delibera di immissione in commercio
"Rigoroso rispetto" della legge 194, obbligo di assumere il farmaco nelle strutture sanitarie individuate dalla legge ed entro la settima settimana di amenorrea, attento monitoraggio di tutto l'iter abortivo.
Questo il contenuto della delibera che, secondo l'Agi, il Cda dell'Aifa si appresta a votare questo pomeriggio per l'immissione in commercio della pillola abortiva RU486. In particolare, la delibera stabilisce alcuni vincoli nell'utilizzo della RU486 nel nostro paese: "L'impiego del farmaco - si legge nel testo - deve trovare applicazione nel rigoroso rispetto dei precetti normativi previsti dalla Legge 22 maggio 1978, n.194 a garanzia e a tutela della salute della donna; in particolare il farmaco deve essere assunto in una delle strutture sanitarie individuate dalla citata Legge 194/78 ed alle medesime condizioni ivi previste, sotto la stretta sorveglianza di un medico del servizio ostetrico ginecologico cui e' demandata la corretta informazione sull'utilizzo del medicinale, sui farmaci da associare, sulle metodiche alternative e sui possibili rischi connessi, nonche' l'attento monitoraggio del percorso abortivo onde ridurre al minimo le reazioni avverse segnalate, quali emorragie, infezioni ed eventi fatali". Quanto alla tempistica di assunzione, l'agenzia del farmaco precisa: "Con particolare riguardo alle possibili reazioni avverse, tenuto conto anche del riassunto delle caratteristiche del prodotto approvato dall'Agenzia europea del farmaco, della citata nota dell'ufficio di farmacovigilanza del 29 luglio 2009 nonche' della bibliografia disponibile, che avvertono sui rischi connessi alla possibilita' del fallimento dell'interruzione farmacologica di gravidanza e del sensibile incremento del tasso di complicazioni in relazione alla durata della gestazione, l'assunzione del farmaco deve avvenire entro la settima settimana di amenorrea e deve essere garantito l'accertamento dell'espulsione dell'embrione e la verifica di assenza di complicanze con idonei strumenti di imaging".
Infine, "e' rimesso alle autorita' competenti, nell'ambito delle proprie funzioni, di assicurare che le modalita' di utilizzo della specialita' medicinale Mifegyne ottemperino alla normativa vigente in materia di interruzione volontaria di gravidanza".
Questo il contenuto della delibera che, secondo l'Agi, il Cda dell'Aifa si appresta a votare questo pomeriggio per l'immissione in commercio della pillola abortiva RU486. In particolare, la delibera stabilisce alcuni vincoli nell'utilizzo della RU486 nel nostro paese: "L'impiego del farmaco - si legge nel testo - deve trovare applicazione nel rigoroso rispetto dei precetti normativi previsti dalla Legge 22 maggio 1978, n.194 a garanzia e a tutela della salute della donna; in particolare il farmaco deve essere assunto in una delle strutture sanitarie individuate dalla citata Legge 194/78 ed alle medesime condizioni ivi previste, sotto la stretta sorveglianza di un medico del servizio ostetrico ginecologico cui e' demandata la corretta informazione sull'utilizzo del medicinale, sui farmaci da associare, sulle metodiche alternative e sui possibili rischi connessi, nonche' l'attento monitoraggio del percorso abortivo onde ridurre al minimo le reazioni avverse segnalate, quali emorragie, infezioni ed eventi fatali". Quanto alla tempistica di assunzione, l'agenzia del farmaco precisa: "Con particolare riguardo alle possibili reazioni avverse, tenuto conto anche del riassunto delle caratteristiche del prodotto approvato dall'Agenzia europea del farmaco, della citata nota dell'ufficio di farmacovigilanza del 29 luglio 2009 nonche' della bibliografia disponibile, che avvertono sui rischi connessi alla possibilita' del fallimento dell'interruzione farmacologica di gravidanza e del sensibile incremento del tasso di complicazioni in relazione alla durata della gestazione, l'assunzione del farmaco deve avvenire entro la settima settimana di amenorrea e deve essere garantito l'accertamento dell'espulsione dell'embrione e la verifica di assenza di complicanze con idonei strumenti di imaging".
Infine, "e' rimesso alle autorita' competenti, nell'ambito delle proprie funzioni, di assicurare che le modalita' di utilizzo della specialita' medicinale Mifegyne ottemperino alla normativa vigente in materia di interruzione volontaria di gravidanza".
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