Pillola contraccettiva. Federazione farmacisti chiede obiezione di coscienza, Consulta di Bioetica: siamo senza parole
Botta e risposta tra la Fofi, la Federazione degli ordini dei farmacisti italiani, e la Consulta di Bioetica dopo che in una nota la federazione ha fatto appello al Parlamento affinchè "approvi una normativa che da un lato consenta al farmacista di appellarsi alla propria coscienza individuale, come previsto dal Codice deontologico della categoria, dall'altro garantisca al cittadino la reperibilità di ogni tipo di farmaco la cui distribuzione sia autorizzata dallo Stato". La Consulta di Bioetica si dice "senza parole" e spiega che "questo atto ufficiale della Federazione mostra come ormai nel nostro paese sono a rischio i normali servizi di utilità pubblica richiesti dalla convivenza in società avanzate".
La presa di posizione della Fofi arriva dopo la solidarietà espressa Vittorio Baldini, titolare della farmacia S. Antonio di Bologna, pesantemente contestato l'8 marzo scorso per aver esercitato obiezione di coscienza nella dispensazione della 'pillola del giorno dopo'. "Al momento -dicono i farmacisti- esiste un autentico vuoto legislativo in tema di obiezione di coscienza per il farmacista, che svolge un servizio pubblico quanto un delicato ruolo di filtro tra cittadino e farmaco. Anche il Papa, sottolineando il ruolo educativo e le alte implicazioni etiche connesse alla professione dei farmacisti, aveva postulato il diritto all'obiezione di coscienza per la categoria".
La Consulta di Bioetica sottolinea, a stretto giro di posta, che "i servizi essenziali riguardanti l'assistenza sanitaria debbano essere disponibili a tutti i cittadini, come previsto per altro dalle normative europee, senza ricorrere a pretestuose obiezioni di coscienza che non hanno alcun fondamento razionale e che solo acuiscono le tensioni sociali. Infatti dopo i farmacisti potrebbero chiedere l'obiezione di coscienza anche i giornalai, i sarti e chiunque altro", conclude la nota.
"Dalla Consulta di Bioetica giunge una presa di posizione liberticida. Il diritto all'obiezione di coscienza e' un'espressione di liberta' garantita a tutti, a partire dai farmacisti che possono scegliere se commercializzare o no la 'pillola del giorno dopo'. E' sconcertante la facile generalizzazione con cui si accomunano i normali servizi di utilita' pubblica, per la cura della persona, con la vendita di strumenti che sono laicamente e scientificamente causa di morte.
La Consulta di Bioetica, che dovrebbe essere indipendente, si rivela cosi' sempre piu' come portavoce del ministro della Salute pro tempore, che in proposito ha gia' espresso dichiarazioni simili e dello stesso tenore". Lo afferma il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volonte'.
Un farmacista che nega la pillola del giorno dopo compie "un vero e proprio atto eversivo contro il diritto alla contraccezione e all'aborto dallo Stato italiano". E forse, anziche' una farmacia, sarebbe il caso che aprisse un supermercato. Lo afferma il leader dei Verdi di Bologna, Carlo Bottos, che esprime solidarieta' ai 17 attivisti del Tpo che in seguito al blitz di venerdi' pomeriggio davanti alla farmacia Sant'Antonio di via Massarenti a Bologna sono stati denunciati dalla Digos per interruzione di servizio di pubblica utilita' e imbrattamento. L'accusa di danneggiamento, in un primo tempo comunicata dalla Questura, non e' stata ipotizzata.
Per Bottos, "un farmacista ha certo il diritto di fare cio' che preferisce come uomo, ma come titolare di un pubblico servizio sottosta' alla legislazione italiana" e per questo "non puo' agire con libero arbitrio, compiendo un atto di violenza contro le donne, negando loro il diritto di scelta". Secondo il presidente dei Verdi il comportamento del farmacista "e' un vero e proprio atto eversivo contro il diritto alla contraccezione e all'aborto dallo Stato italiano", diritto conquistato con "battaglie civili di altissimo valore morale". Nell'esprimere dunque la "massima vicinanza" ai ragazzi denunciati, Bottos conclude cosi': "Forse e' il caso che chi si dichiara obiettore in tal senso non possa aprire una farmacia, ma un supermercato".
La presa di posizione della Fofi arriva dopo la solidarietà espressa Vittorio Baldini, titolare della farmacia S. Antonio di Bologna, pesantemente contestato l'8 marzo scorso per aver esercitato obiezione di coscienza nella dispensazione della 'pillola del giorno dopo'. "Al momento -dicono i farmacisti- esiste un autentico vuoto legislativo in tema di obiezione di coscienza per il farmacista, che svolge un servizio pubblico quanto un delicato ruolo di filtro tra cittadino e farmaco. Anche il Papa, sottolineando il ruolo educativo e le alte implicazioni etiche connesse alla professione dei farmacisti, aveva postulato il diritto all'obiezione di coscienza per la categoria".
La Consulta di Bioetica sottolinea, a stretto giro di posta, che "i servizi essenziali riguardanti l'assistenza sanitaria debbano essere disponibili a tutti i cittadini, come previsto per altro dalle normative europee, senza ricorrere a pretestuose obiezioni di coscienza che non hanno alcun fondamento razionale e che solo acuiscono le tensioni sociali. Infatti dopo i farmacisti potrebbero chiedere l'obiezione di coscienza anche i giornalai, i sarti e chiunque altro", conclude la nota.
"Dalla Consulta di Bioetica giunge una presa di posizione liberticida. Il diritto all'obiezione di coscienza e' un'espressione di liberta' garantita a tutti, a partire dai farmacisti che possono scegliere se commercializzare o no la 'pillola del giorno dopo'. E' sconcertante la facile generalizzazione con cui si accomunano i normali servizi di utilita' pubblica, per la cura della persona, con la vendita di strumenti che sono laicamente e scientificamente causa di morte.
La Consulta di Bioetica, che dovrebbe essere indipendente, si rivela cosi' sempre piu' come portavoce del ministro della Salute pro tempore, che in proposito ha gia' espresso dichiarazioni simili e dello stesso tenore". Lo afferma il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volonte'.
Un farmacista che nega la pillola del giorno dopo compie "un vero e proprio atto eversivo contro il diritto alla contraccezione e all'aborto dallo Stato italiano". E forse, anziche' una farmacia, sarebbe il caso che aprisse un supermercato. Lo afferma il leader dei Verdi di Bologna, Carlo Bottos, che esprime solidarieta' ai 17 attivisti del Tpo che in seguito al blitz di venerdi' pomeriggio davanti alla farmacia Sant'Antonio di via Massarenti a Bologna sono stati denunciati dalla Digos per interruzione di servizio di pubblica utilita' e imbrattamento. L'accusa di danneggiamento, in un primo tempo comunicata dalla Questura, non e' stata ipotizzata.
Per Bottos, "un farmacista ha certo il diritto di fare cio' che preferisce come uomo, ma come titolare di un pubblico servizio sottosta' alla legislazione italiana" e per questo "non puo' agire con libero arbitrio, compiendo un atto di violenza contro le donne, negando loro il diritto di scelta". Secondo il presidente dei Verdi il comportamento del farmacista "e' un vero e proprio atto eversivo contro il diritto alla contraccezione e all'aborto dallo Stato italiano", diritto conquistato con "battaglie civili di altissimo valore morale". Nell'esprimere dunque la "massima vicinanza" ai ragazzi denunciati, Bottos conclude cosi': "Forse e' il caso che chi si dichiara obiettore in tal senso non possa aprire una farmacia, ma un supermercato".
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