Sabato 6 giugno 2026
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Pillola 5 giorni dopo ancora ferma. Interrogazione radicale

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Sta andando per le lunghe la vicenda della pillola dei 5 giorni dopo, che doveva essere commercializzata in Italia gia' alla fine dello scorso anno e che invece attende ancora, da oltre 7 mesi, un parere del consiglio Superiore di Sanita'.
Il parere e' stato chiesto lo scorso settembre dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, per verificare la compatibilita' di EllaOne (il nome commerciale della pillola) con la legge 194 e "chiarire" se il farmaco, che funziona fino a cinque giorni dopo un rapporto sessuale non protetto, sia di natura abortiva o contraccettiva.
La pillola dei 5 giorni dopo e' 'bloccata dall'Aifa da questioni politiche e non tecnico scientifiche", spiega la senatrice radicale e segretario della commissione Sanita' di palazzo Madama, Donatella Poretti, che proprio oggi, col senatore Marco Perduca, ha presentato al ministro della Salute, Ferruccio Fazio, un interrogazione parlamentare per sapere a quale titolo sia stato richiesto il parere del Css.
'Una situazione simile era gia' avvenuta con la Ru486 -aggiunge Poretti- quando per una procedura di immissione in commercio di un farmaco per mutuo riconoscimento l'Aifa invece dei 90 giorni previsti ne impiego' ben 763. Ma l'Italia, in quanto membro dell'Emea, si e' gia' espressa a favore della commercializzazione del farmaco come 'contraccettivo femminile d'emergenza' e dunque ora e' obbligata a dare il via libera'. La pillola contraccettiva ha gia' avuto l'ok alla vendita negli Usa e in Europa ha ricevuto l'autorizzazione dell'autorita' farmacologica europea (Emea) ed e' gia' reperibile in Gran Bretagna, Francia, Germania e Spagna. In Italia l'HRA Pharma ha presentato all'Agenzia Italiana del Farmaco la richiesta di commercializzazione nel gennaio del 2010 ma successivamente il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, aveva fatto sapere di voler chiedere un parere del Css sulla "compatibilita' del farmaco con la normativa vigente". Parere che sarebbe dovuto essere pronto "entro un mese", come aveva sottolineato il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, ma che invece ancora non e' arrivato. 'Il via libera alla pillola dei 5 giorni dopo puo' ritardare ma alla fine deve necessariamente arrivare. Altrimenti, si deve aprire un arbitrato a livello europeo, ma per farlo ci devono essere validi motivi", spiega il farmacologo Silvio Garattini, sottolineando che "in quanto membro dell'Ema anche il nostro Paese si e' espresso a favore della commercializzazione del farmaco ed e' obbligato a dare il via libera'.
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