Pillola del giorno dopo. Chi si informa e difficolta'
In Italia ricorre alla contraccezione di emergenza (la "pillola del giorno dopo") il 2,5 per cento delle donne tra i 15 e i 49 anni, con una prevalenza che e' tra le piu' basse in Europa. Forse anche per via del "percorso a ostacoli" che molte donne devono intraprendere per acquistare la pillola. E' la denuncia dell'Associazione Vita di Donna onlus, che ha presentato oggi il primo Rapporto del servizio SoS Pillola del giorno dopo (2008/2010), un bilancio del servizio di orientamento telefonico sulla contraccezione d'emergenza e della contestuale rete di 100 medici, operatori volontari sul territorio nazionale, pronti ad intervenire nel fine settimana o nei giorni festivi, anche di notte, per prescrivere il contraccettivo d'emergenza. In tre anni, 7.935 donne e uomini hanno chiesto aiuto all'associazione Vita di Donna, per sapere come, dove e quando poter consultare un dottore per la ricetta della "pillola del giorno dopo": il 50,9% ha chiamato dopo aver ricevuto un rifiuto alla richiesta della prescrizione medica, con la motivazione della "clausola di coscienza", a cui e' ricorso l'85% dei dottori. Tra i medici che hanno negato la ricetta il 34% lavora nel pronto soccorso, il 30% in guardia medica, il 25% nei consultori, l'11% sono medici di famiglia. Solo nel 15% dei casi "il rifiuto" e' dovuto all'assenza o alla non disponibilita' immediata del medico, in particolare nei consultori pubblici dove il medico e' presente solo in alcuni giorni feriali ed in alcune fasce orarie. Concorda con i dati emersi dal rapporto Giuseppina Adorno, presidente della Consulta dei Consultori del Comune di Roma. "Per la contraccezione di emergenza il fattore tempo e' cruciale. Questi ragazzi arrivano sfiniti dai tanti giri che devono fare prima di trovare il nostro indirizzo, un medico e poi il farmaco". "Di recente - osserva Vincenzo Spinelli, direttore sanitario dei consultori Aied - una paziente mi ha riferito che il suo medico si era rifiutato di prescrivere il contraccettivo trincerandosi dietro l'obiezione di coscienza.Per la prescrizione della contraccezione di emergenza l'obiezione di coscienza non ha fondamento - aggiunge Spinelli - proprio perche' non e' un farmaco abortivo. Molto spesso cio' avviene perche' gli stessi medici non sono a conoscenza dell'intera questione. In realta' il medico puo' rifiutarsi di prescrivere la contraccezione di emergenza solo in base alla "clausola di coscienza",ossia di un convincimento personale, prevista dall' articolo 22 del Codice deontologico, ma e' comunque tenuto a fornire alla paziente tutte le informazioni necessarie e in modo esaustivo".
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