Martedì 9 giugno 2026
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Pillola del giorno dopo. Gip dispone nuovi accertamenti su medici 'obiettori'. Ass. Coscioni lancia mobilitazione contro l'obbligo di ricetta

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Il gip Luisanna Figliolia ha restituito gli atti al pm disponendo una serie di accertamenti nell'ambito della vicenda della mancata prescrizione, motivata dall'obiezione di coscienza, da parte del personale sanitario del Sant'Eugenio della cosiddetta 'pillola del giorno dopo'.
La decisione del giudice e' giunta oggi all'esito della camera di consiglio fissata in seguito all'opposizione di una donna ventitreenne alla richiesta di archiviazione avanzata dal pm Maria Cristina Palaia, titolare dell'indagine per omissione di atti d'ufficio. I fatti risalgono al 3 giugno del 2006 quando a S.P., che era assieme al suo compagno, tre infermiere del pronto soccorso ginecologico le avrebbero detto che l'unico medico di turno non era presente in quel momento e che, comunque, qualora ci fosse stato, non le avrebbe mai potuto prescrivere quel tipo di farmaco causa obiezione di coscienza. La ragazza riuscira' ad ottenere la prescrizione in serata, dopo essere stata visitata, al Policlinico Tor Vergata.
Nella denuncia si sottolinea che "la tempestivita' e' l'aspetto principale nell'assunzione della pillola del giorno dopo: il farmaco in questione (due compresse a distanza di dodici ore una dall'altra) va assunto, infatti, entro e non oltre le 72 ore successive a un rapporto non protetto, pena la sua perdita di efficacia". Il personale sanitario e' tenuto a considerarlo "una prescrizione d'urgenza, il cui rilascio e' dovuto in assenza di qualsivoglia possibilita' di diagnosi". Nel documento si precisa, inoltre, che il ricorso all'obiezione di coscienza e' immotivato alla luce del meccanismo d'azione pre-concezionale della pillola e del fatto che non c'era una gravidanza in atto. "Secondo la definizione dell'Organizzazione Mondiale della Sanita' - si spiega - la gravidanza non inizia con la fecondazione, ma con l'impianto dell'embrione nell'utero; senza contare che sulla scorta di quanto documentato da pressoche' tutta la letteratura clinica, il levornorgestrel avrebbe prevalentemente un effetto prefertilizzante e non abortivo".
Dal canto suo, il pm Palaia ha concluso per una richiesta di archiviazione perche' durante le indagini non sarebbero emersi elementi utili per l'identificazione dei responsabili e dati certi per ritenere che i professionisti siano stati resi edotti di quanto avveniva all'interno del reparto di ginecologia. Tra l'altro, per il magistrato, non puo' escludersi la sussistenza della causa di giustificazione prevista dall'articolo 51 del codice penale (esercizio di un diritto o adempimento di un dovere) almeno sotto il profilo putativo.
Ma adesso il pm, entro due mesi, come ha stabilito il gip Figliolia, dovra' sentire, oltre al medico ginecologo di turno, il direttore sanitario per conoscere le disposizioni impartite da quest'ultimo al personale sanitario e paramedico con riferimento alle modalita' di prescrizione della cosiddetta pillola del giorno dopo, anche nelle ore in cui l'ufficio della pianificazione familiare e' chiuso al pubblico, come lo era il giorno in cui S.P. aveva bisogno del farmaco. L'ufficio e' aperto, infatti, dal lunedi' al venerdi' dalle 7 alle 12. Il direttore sanitario dovra' essere ascoltato, inoltre, in merito alle direttive date al personale sanitario circa la registrazione obbligatoria delle pazienti che si recano presso il pronto soccorso.
"Sono estremamente soddisfatto della decisione adottata in quanto e' stata accolta la nostra opposizione alla richiesta di archiviazione del pm che non ha approfondito in maniera adeguata tutti gli aspetti della vicenda", ha commentato l'avvocato Alessandro Gerardi (dei Radicali) che assiste la paziente.

ASSOCIAZIONE COSCIONI, MOBILITAZIONE PER PILLOLA GIORNO DOPO PIU' FACILE.
Una mobilitazione nazionale, per alcuni mesi, per aiutare le donne ad accedere alla contraccezione d'emergenza in maniera piu' semplice di quanto non avvenga oggi. L'iniziativa e' dell'Associazione Luca Coscioni per la liberta' di ricerca scientifica, che a partire dalla notte di sabato 14 giugno dara' vita a "una grande iniziativa sul fronte della contraccezione d'emergenza e della liberta' di scelta in tema di maternita'".
Un presidio permanente per alcuni mesi - spiega l'associazione della galassia radicale in una nota - coinvolgera' decine di medici disponibili a prestare una vera e propria opera di 'Soccorso civile'.
E consentira' di denunciare l'imposizione di coscienza che le persone, e in particolar modo le donne, devono quotidianamente subire nelle strutture sanitarie pubbliche. "L'obiettivo politico che si vuole perseguire attraverso l'iniziativa e le denunce che ne scaturiranno - continua l'Associazione Coscioni - e' l'abolizione dell'obbligo di ricetta per l'acquisto della contraccezione d'emergenza, non piu' necessaria in molti Paesi europei e negli Stati Uniti, che restituirebbe alle donne il diritto di scegliere consapevolmente sul proprio corpo e sulla propria maternita'".
L'intera iniziativa sara' presentata contemporaneamente con due conferenze stampa venerdi' 13 giugno alle 12: una a Roma presso la sede del Partito radicale (in via di Torre Argentina 76), alla quale interverranno Marco Cappato, europarlamentare radicale e segretario dell'Associazione Luca Coscioni, Mirella Parachini, ginecologa e membro di direzione dell'Associazione, e Lisa Canitano, ginecologa e presidente dell'Associazione Vita di Donna; l'altra a Milano nella Sala Lanfranchi del Circolo della stampa (corso Venezia 16), alla quale interverranno Valerio Federico, consigliere generale dell'Associazione Luca Coscioni, una dottoressa del consultorio Ced e quattro medici con differenti specializzazioni, che parteciperanno all'iniziativa. Durante l'incontro e' previsto anche un breve contributo telefonico della presentatrice televisiva Camila Raznovich.
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