Piu' severe le norme sull'immigrazione
In periodo di crisi, l'immigrazione entra nell'occhio del ciclone. Colpiti dalla recessione e dal repentino aumento della disoccupazione, gli Stati europei frenano il ricorso ai lavoratori stranieri, e le brutte cifre del primo trimestre (crescita negativa del 2,5% in Eurolandia) rischiano d'irrigidire ancora di piu' questa tendenza. Il 14 maggio e' stato il Portogallo, tradizionale fornitore di mano d'opera, ad annunciare la riduzione della meta' delle sue quote d'immigrazione extra Unione Europea. "E' normale che nel contesto economico attuale si proceda a un aggiustamento del contingente in funzione della realta'", si e' giustificato il presidente Pedro Silva Pereira.
Stessa strategia del suo vicino spagnolo, che per anni ha accolto a braccia aperte la mano d'opera straniera per sostenere la forte crescita. In poco piu' di dieci anni la Spagna e' passata da 500.000 a 5 milioni d'immigrati su una popolazione di 46 milioni. Oggi, il Governo propone un piano di rientro al loro Paese, con il pagamento dell'indennita' di disoccupazione e il rimborso del biglietto di ritorno.
Piu' severe anche le norme vigenti da aprile in Gran Bretagna e Irlanda.
Stessa strategia del suo vicino spagnolo, che per anni ha accolto a braccia aperte la mano d'opera straniera per sostenere la forte crescita. In poco piu' di dieci anni la Spagna e' passata da 500.000 a 5 milioni d'immigrati su una popolazione di 46 milioni. Oggi, il Governo propone un piano di rientro al loro Paese, con il pagamento dell'indennita' di disoccupazione e il rimborso del biglietto di ritorno.
Piu' severe anche le norme vigenti da aprile in Gran Bretagna e Irlanda.
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