Polemiche per la barriera anti-messicani
Crescono nei confronti del Governo americano le polemiche sulle barriere anti-immigrazione ai confini col Messico. Da un lato il ministero della Sicurezza Interna difende l'efficacia dell'iniziativa, sostenendo che gli ingressi illegali sono diminuiti del 20% grazie alle barriere. Dall'altro le opposizioni, e molte associazioni bipartisan, replicano che quei muri sono inutili, non risolvono affatto il problema ma semmai aggravano la situazione. Nel frattempo in Florida le autorita' Usa hanno usato la mano pesante contro una rete di trafficanti di immigrati illegali. Il New York Times, riportando una ennesima denuncia presentata nei giorni scorsi in Texas nei confronti della amministrazione Bush, coglie l'occasione per fare il punto sul progetto governativo di costruire in Arizona e Texas mille chilometri di muri e barriere al confine col Messico. Piu' le autorita' procedono nella costruzione di questi muri, piu' crescono le polemiche di segno opposto: da una parte ci sono coloro che vorrebbero una mano piu' pesante nei confronti degli immigrati, mentre sull'altro fonte vi sono coloro che sottolineano l'aspetto umano del fenomeno e chiedono misure diverse, ribadendo che non sono i muri a risolvere il problema. L'ultima protesta in ordine di tempo viene dalla denuncia presentata nei confronti del ministro della Sicurezza Interna, Michael Chertoff, da una associazione di sindaci, autorita' provinciali ed economisti del Texas, riuniti nella Texas Border Coalition. Gli oppositori della barriere hanno fatto ricorso alla Corte Federale, sostenendo che Chertoff, prima di ordinare il via libera ai lavori, doveva procedere con una consultazione piu' allargata, in modo da tener conto delle esigenze territoriali, dei proprietari dei terreni, dell'impatto che quella barriera ha sui loro territori. E dunque quei tratti di barriera che sono gia' stati costruiti devono essere abbattuti. Il ministro si difende precisando che proprio grazie all'esistenza di quelle prime barriere l'immigrazione clandestina in quelle zone e' calata del 17% nell'ultimo anno, e del 20% nel 2007. 'Non e' certo lo strumento risolutivo - ha detto Chertoff - ma e' una misura utile che rende piu' difficile per le persone entrare illegalmente negli Stati Uniti'. Nel frattempo il governo americano intende essere sempre piu' severo nei confronti di chi traffica in esseri umani. A Miami e' stata sgominata una banda che si faceva pagare anche 70 mila dollari per organizzare un viaggio clandestino da Cuba alla Florida. I 28 incriminati rischiano adesso 10 anni di carcere ciascuno. (Luciano Clerico / Ansa)
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