Domenica 7 giugno 2026
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Polemiche su test Dna per ricongiungimenti. Commissione Ue: niente di irregolare

U.E. - FRANCIA
Notizia ·
Com'era prevedibile l'approvazione questa notte da parte dei senatori francesi dell'emendamento alla legge sull'immigrazione che introduce i test genetici ai candidati al raggruppamento familiare ha provocato numerose reazioni ostili. Le maggiori garanzie introdotte dai senatori in seguito alle polemiche degli ultimi giorni non hanno convinto gli oppositori, che annunciano battaglia.
Anzitutto quelle delle associazioni antirazziste: la Lega internazionale contro il razzismo e l'antisemitismo (Licra) ha denunciato il fatto che, attualmente in Francia i test genetici "sono ammessi soltanto per dimostrare un rapporto di figliazione". Il Movimento contro il razzismo, l'antisemitismo e l'amicizia tra i popoli (Mrap) ha invece definito "un grave errore etico e morale", "una regressione, una macchia sulla storia dei diritti e delle libertà fondamentali" e "un'umiliazione nei confronti degli uomini, delle donne e dei bambini alla ricerca di una vita dignitosa". Il Mrap ha anche invitato l'opposizione ad adire il Consiglio costituzionale per "bloccare questo progetto che struttura in modo razzista la societa' francese".
Proposta accolta dal Partito socialista (Ps), il cui segretario, Francois Hollande, ha annunciato che, se il Parlamento approverà la legge nella sua forma attuale, il Ps adirà il Consiglio costituzionale e "userà tutti i mezzi di ricorso affinché questo disdicevole simbolo dei test genetici per l'immigrazione familiare sia ritirato". Per parte sua l'ex guardasigilli, Robert Badinter, a suo tempo all'origine dell'abolizione della pena di morte, ha definito "un errore" il testo, aggiungendo che esso "avrà in Africa e in altri Paesi una eco totalmente negativa".
Ma il controverso emendamento ha suscitato diverse riserve anche in seno alla maggioranza. Da ultimo l'ex primo ministro centrista, Edouard Balladur, ha dichiarato di non pensare "alcun bene" del testo, affermando di essere "personalmente profondamente choccato all'idea dei test genetici".
E' intanto giunta a quota diecimila adesioni la petizione lanciata ieri dal giornale satirico 'Charlie Hebdo' per chiedere l'abrogazione dell'emendamento sui test genetici. Tra i firmatari ci sono il leader centrista Francois Bayrou, l'ex primo ministro, Dominique de Villepin, i socialisti Francois Hollande, Segolene Royal e Laurent Fabius, il genetista Axel Kahn, il calciatore Lilian Thuram e le attrici Isabelle Adjani e Jeanne Moreau. I firmatari chiedono a Sarkozy e al governo di ritirare l'emendamento, per non "contribuire a far venir meno per molto tempo le condizioni per una discussione democratica, serena e costruttiva sulle questioni legate all'immigrazione". Contrari all'emendamento Mariani si sono detti anche alcuni rappresentanti dell'episcopato e del mondo della ricerca.
L'emendamento ha anche provocato un'alzata di scudi in diversi Paesi dell'Africa francofona, da dove provengono la maggior parte degli immigrati, dove viene accusato di porre problemi sia pratici che morali. Il presidene della Commissione dell'Unione africana Alpha Oumar Konaré ha così definito il testo "inaccettabile a livelo etico, morale e culturale per l'Africa, sostenendo che i test genetici "non sono affatto conformi alla concezione africana della famiglia e della societa'", riferendosi in particolare ai suoi effetti sulle famiglie poligame o nelle quali (come avviene spesso in Africa) ci sono bambini adottati.
Anche il presidente del Senegal Abdulaye Wade si e' detto fortemente ostile alla misura, definita "un grave errore". In Algeria la politica dell'immigrazione francese è definita "assurda" dal quotidiano L'Expression, mentre per il quotidiano marocchino Aujourd'hui Le Maroc i test genetici sono un "portasfortuna per Sarkozy".

I PRINCIPALI PUNTI DELLA LEGGE (Scheda Apcom)- Il Senato dovrebbe approvare nel corso della notte tra oggi e domani il disegno di legge sul "controllo dell'immigrazione" contenente il discusso emendamento che introduce i test genetici per i candidati al ricongiungimento famigliare.
Ecco i principali punti del disegno di legge in esame al Senato.
- Valutazione del livello di conoscenza del francese: la legge prevede che un sistema di valutazione della conoscenza del francese venga messo in piedi nel Paese di origine del candidato all'immigrazione. Il test è obbligatorio per le persone che abbiano compiuto 16 anni. In caso di esito negativo una formazione puo' essere organizzato.
- Risorse minime: I candidati al ricongiungimento familiare dovranno giustificare risorse "almeno uguali" al salario minimo.
Per le famiglie con sei o più membri, le risorse devono essere pari ad almeno 1,33 volte il salario minimo.
- Contratto di integrazione: I genitori, i cui figli sono stati oggetto di ricongiugimento familiare, devono concludere con lo Stato un "contratto di accoglienza e di integrazione per la famiglia", con il quale "si impegnano a seguire una formazione sui diritti e i doveri dei genitori in Francia".
- Test genetici: Il controverso emendamento proposto dal deputato della maggioranza Thierry Mariani e modificato dal senatore della maggioranza Jean-Jacques Hyest per renderlo più "digesto" prevede che i candidati al ricongiungimento familiare debbano sottoporsi a un test genetico per accertare che sono figli della madre dichiarata. Inoltre le autorità consolari francesi dovranno adire il tribunale di Nantes (ovest) affinché questo si pronunci sulla necessità o meno di procedere al test. I test sono compiuti su richiesta del candidato e a spese dello Stato.
- Diritto d'asilo: Lo straniero che, arrivato in Francia, chiedesse asilo politico potrà, in caso di rifiuto, chiedere entro 24 ore una misura cautelare sospensiva. Il tribunale amministrativo dovra' rispondere entro 48 ore.
- Censimento: Viene introdotta un'eccezione al divieto di censire le origini etniche o razziali delle persone per i casi necessari ai fini di ricerche sociologiche.
Una volta approvato dal Senato, il testo sarà elaborato dalla Commissione bicamerale paritaria che dovrà raggiungere un accordo su un testo comune che sara' poi sottoposto a un nuovo voto - definitivo - dei deputati e dei senatori.

UE; NESSUN DIVIETO TEST DNA SU RICONGIUNGIMENTI - Il diritto europeo sul ricongiungimento familiare non vieta il ricorso ai test del Dna per dimostrare l'esistenza di legami di sangue: lo ha detto oggi un portavoce della Commissione europea, sollecitato a pronunciarsi per la vivace polemica che l'argomento sta sollevando in Francia proprio in queste ore.
Una direttiva adottata nel 2003 dai governi europei - ha ricordato Friso Roscam Abbin, portavoce del commissario alla Giustizia, Liberta' e Sicurezza, Franco Frattini - stabilisce che 'per ottenere la prova dell'esistenza di legami familiari, gli stati membri possono procedere a colloqui con la persona e i membri della sua famiglia e a qualsiasi indagine ritenuta necessaria'. Nessuna menzione esplicita, dunque, per i test del Dna, ma questa formulazione vaga 'lascia molta liberta' agli stati membri' sugli strumenti per accertare la veridicita' dei legami familiari, ha affermato il portavoce.
Il testo europeo prevede fra l'altro che 'la procedura sia efficace e gestibile', ma anche 'trasparente ed equa, per offrire un adeguato livello di sicurezza giuridica alle persone coinvolte'. Il Senato francese ha adottato stanotte una versione edulcorata del contestatissimo emendamento che autorizza il ricorso ai test del Dna per ovviare alla mancanza, in alcuni paesi a forte emigrazione, di un'anagrafe affidabile.
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