Domenica 7 giugno 2026
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Polizia alla disperata ricerca di 25mila clandestini da espellere entro l'anno

U.E. - FRANCIA
Notizia ·
Mancano dieci giorni alla fine dell'anno e la polizia francese sta facendo i salti mortali per raggiungere la quota di espulsioni di clandestini fissata dal presidente della Repubblica, Nicolas Sarkozy, all'inizio dell'anno, quando era ancora ministro dell'Interno, come uno dei pilastri della sua politica di controllo dell'immigrazione.

Entro il 31 dicembre infatti 25.000 stranieri in situazione irregolare dovrebbero essere stati espulsi dalla Francia. Un numero ragguardevole, che ha spinto le forze dell'ordine a moltiplicare le iniziative "originali". Dalle retate sui marciapiedi di fronte alle sedi delle associazioni che aiutano i migranti agli arresti dei bambini all'uscita dalla scuola alle convocazioni-trabocchetto in questura: la Cimade, la principale associazione di assistenza ai migranti, le ha registrate tutte.

'Charlie Hebdo' le rivela, e alcune tecniche usate dalla polizia per fare numero "suscitano l'ammirazione" per la loro perversità, osserva il settimanale satirico. Come quella per esempio che consiste nell'arrestare gli extracomunitari che risiedono in un altro Paese dell'Unione e sono in visita in Francia negli aeroporti o nelle stazioni ferroviarie mentre sono in procinto di ripartire, di trattenerli nei centri di fermo amministrativo e di "riaccompagnarli" nel loro Paese di residenza "a spese del contribuente" francese. Circa il 7% delle espulsioni avvengono secondo questo metodo, denuncia la Cimade.

Un altro sistema consiste nell'arrestare gli extracomunitari i cui visti sono scaduti, anche se sono sulla via del ritorno, magari al confine. Anche in questo caso all'arresto seguono una più o meno lunga detenzione in un centro e poi l'espulsione o l'accompagnamento a casa a spese dello Stato. Ancora più kafkiano è il caso degli extracomunitari entrati illegalmente in Francia e arrestati anche loro alla stazione o all'aeroporto mentre stavano lasciando il Paese. Per poterli rimpatriare occorre un lasciapassare consolare, ma se, come è già successo, il loro Paese non possiede un consolato o un'ambasciata in Francia, devono essere liberati con l'obbligo di lasciare il territorio.
Già, osserva 'Charlie Hebdo', proprio quello che si accingevano a fare, solo che ora hanno perso il biglietto e non è detto possano pagarsene un altro.

Una fortuna, ironizza il settimanale, "poiché, trasformati in 'sans-papiers', potranno essere arrestati ed espulsi più volte".
E' il caso dei romeni e dei bulgari, che, prima che i rispettivi Paesi entrassero a far parte dell'Unione europea, il primo gennaio scorso, costituivano il 30% delle espulsioni. Ora la polizia "ha trovato un nuovo modo per espellerli", osserva 'Charlie Hebdo', i "rimpatri umanitari volontari": gli immigrati, molto spesso rom, vengono caricati su pullman, rimpatriati su voli charter e vengono dati loro 300 euro per le prime spese.
"Solo che", prosegue il settimanale, "solitamente, dopo qualche settimana tornano in Francia, dove potranno essere nuovamente arrestati e cosi' via".

Ed ecco spiegato in parte il numero di 21.000 espulsioni compiute dalla polizia dall'inizio dell'anno fino "a fine novembre", annunciato la settimana scorsa dal ministro dell'Immigrazione, dell'integrazione e della cooperazione allo sviluppo Brice Hortefeux. Poco meno dei 21.500 registrati sullo stesso periodo del 2006.

Una serie di associazioni, fra le quali 'Act Up' e la 'Rete educazione senza frontiere', hanno per parte loro lanciato una campagna per denunciare la "politica del numero" del governo in materia di espulsioni. Le associazioni denunciano il moltiplicarsi delle retate contro i clandestini e alcune conseguenze nefaste del clima che ne deriva, citando come esempio gli immigrati che si gettano nel vuoto dalla finestra della loro abitazione per non essere arrestati.
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