La polizia libica fa strage di immigrati nei campi di detenzione
Almeno venti rifugiati somali sono stati uccisi dalla polizia libica che ha represso un tentativo di fuga dal centro di detenzione di Ganfuda. A renderlo noto il sito web di Peace Reporter.
Dalle prime ricostruzioni, cinque somali sarebbero caduti vittima dei colpi della polizia, al momento della fuga. Gli altri quindici invece, sarebbero morti per l'azione repressiva successiva della polizia che, armata di manganelli e coltelli, ha ferito altre cinquanta persone.
La notizia e' stata data ai primi del mese dal sito internet della diaspora somala, Shabelle Media Network, quindi riportata da organismi della stampa internazionale, fra cui Voice of America e Fortress Europe in Italia, che l'ha definita 'la piu' grave strage avvenuta nei campi di detenzione libici'.
Fortress Europe ha denunciato inoltre l'ultimo respingimento di ottanta somali, avvenuto in mare il 12 agosto.
Berlusconi non vada il 30 agosto in Libia: lo chiede Matteo Mecacci, deputato radicale. I deputati radicali hanno infatti oggi presentato un'interrogazione urgente al Presidente del Consiglio e al Ministro degli Esteri riguardo alle notizie dell'uccisione da parte della polizia libica di 20 cittadini somali e del ferimento di oltre 50, detenuti in un centro di detenzione a Bengasi.
'Per mesi - prosegue Mecacci - abbiamo chiesto che il Governo non si assumesse la responsabilita' di respingere in Libia richiedenti asilo e rifugiati provenienti da paesi dove sono in corso guerre e conflitti. Rimetterli nelle mani della polizia libica, infatti, significa negare loro quegli stessi diritti fondamentali che vengono violati in paesi come la Somalia o in altre zone dell'Africa subsahariana. Solo lo scorso 12 agosto il nostro paese avrebbe respinto in Libia circa 80 cittadini somali richiedenti asilo'.
'Se le notizie del massacro avvenuto a Bengasi all'inizio di agosto - conclude Mecacci - fossero confermate, nonostante il tentativo delle autorita' libiche di impedirne la conoscenza, si pone drammaticamente la questione della complicita' oggettiva del nostro Governo in azioni di repressione violenta da parte del regime libico. Per questo sarebbe bene che Berlusconi rinunciasse a celebrare il prossimo 30 agosto l'anniversario della firma del Trattato con la Libia, che e' stata e sara' una pagina nera da cancellare e non a celebrare, nella storia del nostro paese'.
Dalle prime ricostruzioni, cinque somali sarebbero caduti vittima dei colpi della polizia, al momento della fuga. Gli altri quindici invece, sarebbero morti per l'azione repressiva successiva della polizia che, armata di manganelli e coltelli, ha ferito altre cinquanta persone.
La notizia e' stata data ai primi del mese dal sito internet della diaspora somala, Shabelle Media Network, quindi riportata da organismi della stampa internazionale, fra cui Voice of America e Fortress Europe in Italia, che l'ha definita 'la piu' grave strage avvenuta nei campi di detenzione libici'.
Fortress Europe ha denunciato inoltre l'ultimo respingimento di ottanta somali, avvenuto in mare il 12 agosto.
Berlusconi non vada il 30 agosto in Libia: lo chiede Matteo Mecacci, deputato radicale. I deputati radicali hanno infatti oggi presentato un'interrogazione urgente al Presidente del Consiglio e al Ministro degli Esteri riguardo alle notizie dell'uccisione da parte della polizia libica di 20 cittadini somali e del ferimento di oltre 50, detenuti in un centro di detenzione a Bengasi.
'Per mesi - prosegue Mecacci - abbiamo chiesto che il Governo non si assumesse la responsabilita' di respingere in Libia richiedenti asilo e rifugiati provenienti da paesi dove sono in corso guerre e conflitti. Rimetterli nelle mani della polizia libica, infatti, significa negare loro quegli stessi diritti fondamentali che vengono violati in paesi come la Somalia o in altre zone dell'Africa subsahariana. Solo lo scorso 12 agosto il nostro paese avrebbe respinto in Libia circa 80 cittadini somali richiedenti asilo'.
'Se le notizie del massacro avvenuto a Bengasi all'inizio di agosto - conclude Mecacci - fossero confermate, nonostante il tentativo delle autorita' libiche di impedirne la conoscenza, si pone drammaticamente la questione della complicita' oggettiva del nostro Governo in azioni di repressione violenta da parte del regime libico. Per questo sarebbe bene che Berlusconi rinunciasse a celebrare il prossimo 30 agosto l'anniversario della firma del Trattato con la Libia, che e' stata e sara' una pagina nera da cancellare e non a celebrare, nella storia del nostro paese'.
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