Pollastrini: aiutare donne straniere a respingere abusi
Una campagna di informazione con messaggi efficaci, tradotti nelle principali lingue, per aiutare donne straniere vittime di abusi. Questa la prima proposta della ministra delle Pari opportunita', Barbara Pollastrini, durante l'incontro, avvenuto ieri, con la presidente e la vicepresidente dell'associazione italiana donne marocchine, Souad Sbai e Dounia Ettaib. Accolte nel salotto-ufficio della ministra, le due donne sono state ricevute per parlare della situazione delle donne immigrate ed in particolare di quelle marocchine, spesso segregate in casa, senza alcuna istruzione.
"Solo ieri- ricorda Sbai- abbiamo ricevuto l'ennesima denuncia di una ragazza di sedici anni, a Brescia, segregata in casa dai genitori". Pollastrini ha confermato, durante gli incontri gli impegni gia' annunciati all'audizione della conferenza di Schengen la possibilita' di fornire di permesso di soggiorno per le donne che decidono di denunciare le violenze subite e un corso di alfabetizzazione di italiano, "da concordare con Fioroni e Mussi e che deve avvenire in luoghi pubblici perche' garantiscono sicurezza".
La ministra ha, infine, annunciato che per luglio intende investire l'Istat di una nuova ricerca sulla violenza contro le donne: "In modo da avere- conclude- dei dati aggiornati sui quali riflettere, perche' quello dei diritti umani da difendere e' un impegno che non puo' andare in vacanza".
"Solo ieri- ricorda Sbai- abbiamo ricevuto l'ennesima denuncia di una ragazza di sedici anni, a Brescia, segregata in casa dai genitori". Pollastrini ha confermato, durante gli incontri gli impegni gia' annunciati all'audizione della conferenza di Schengen la possibilita' di fornire di permesso di soggiorno per le donne che decidono di denunciare le violenze subite e un corso di alfabetizzazione di italiano, "da concordare con Fioroni e Mussi e che deve avvenire in luoghi pubblici perche' garantiscono sicurezza".
La ministra ha, infine, annunciato che per luglio intende investire l'Istat di una nuova ricerca sulla violenza contro le donne: "In modo da avere- conclude- dei dati aggiornati sui quali riflettere, perche' quello dei diritti umani da difendere e' un impegno che non puo' andare in vacanza".
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