Polonia continua a bloccare giornata Ue contro pena di morte
Non si sblocca il veto della Polonia contro l'istituzione della 'Giornata europea contro la pena di morte'. La presidenza di turno portoghese ha deciso di non provare nemmeno a inserire la questione nell'agenda della riunione odierna del 'Coreper', il comitato che riunisce gli ambasciatori dei Ventisette presso l'Ue, visto che da Varsavia non è giunto alcun segnale conciliante. Lo riferisce ad Apcom Maria Rui, portavoce della presidenza Ue.
La discussione sarà rinviata quindi ai ministri della Giustizia Ue, che si riuniscono a Bruxelles martedì 18 con la partecipazione del Guardasigilli Clemente Mastella. "La questione è già stata inserita in agenda", conferma Rui.
La 'Giornata europea' dovrebbe essere celebrata il 10 ottobre a Lisbona in contemporanea con la 'Giornata mondiale contro la pena di morte', istituita nel 2003 da una rete di Ong. La Polonia vorrebbe allargare l'evento creando una 'Giornata europea in difesa della vita' che condanni anche l'aborto e l'eutanasia. Una posizione isolata tra i Ventisette, e che è stata duramente condannata dal vicepresidente della Commissione europea alla Giustizia, Franco Frattini.
La discussione sarà rinviata quindi ai ministri della Giustizia Ue, che si riuniscono a Bruxelles martedì 18 con la partecipazione del Guardasigilli Clemente Mastella. "La questione è già stata inserita in agenda", conferma Rui.
La 'Giornata europea' dovrebbe essere celebrata il 10 ottobre a Lisbona in contemporanea con la 'Giornata mondiale contro la pena di morte', istituita nel 2003 da una rete di Ong. La Polonia vorrebbe allargare l'evento creando una 'Giornata europea in difesa della vita' che condanni anche l'aborto e l'eutanasia. Una posizione isolata tra i Ventisette, e che è stata duramente condannata dal vicepresidente della Commissione europea alla Giustizia, Franco Frattini.
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