Popoli Rom e Sinte. Ipotesi Osservatorio e conferenza internazionale
Un fenomeno difficile e complesso quello delle popolazioni rom e sinte lo ha definito il premier Prodi, un fenomeno, comunque, ben presente al Viminale che da tempo si e' mosso per mettere mano ad un tema tra i piu' spinosi sotto l'aspetto dell'integrazione, ancor prima che dell'ordine pubblico.
Non e' un caso che lo stesso ministro Giuliano Amato ha a piu' riprese toccato, anche pubblicamente, il tema mettendo l'accento sulla necessita' di coniugare fermezza contro chi delinque alla necessita' di cercare percorsi di integrazione sociale allo stato praticamente fallimentari. Da qui il percorso scelto non piu' tardi dell'aprile scorso, che prevede, tra l'altro, l'avvio di un Osservatorio permanente in grado di studiare e monitorare il magmatico cosmo dei rom in Italia e giungere poi ad una Conferenza internazionale visto che la questione, si e' convinti, va inquadrata nel piu' ampio ambito dei rapporti transfrontalieri e all'interno dell'Ue. Ed e' in questo senso che sono gia' partiti contatti e progetti comuni con la Romania, paese ormai nell'area Schengen e da dove, si stima, potrebbero partire entro l'anno altri 60 mila rom diretti nel nostro Paese.
Per quanto riguarda le politiche sull'immigrazione, il responsabile del Viminale nel corso di un recentissimo incontro con il collega francese ha ribadito che il nostro Paese ha una posizione che 'coincide con quella dei ministri degli Interni e dell'immigrazione del Consiglio dell'Ue' aggiungendo subito dopo, pero' che 'ormai nell'Europa di Schengen il lavoro deve essere fatto assieme e dalle polizie di tutti i Paesi'.
Ma la questione delle popolazioni rom e sinte e' stata al centro di una delle periodiche riunioni al Viminale del Comitato contro la discriminazione e l'antisemitismo. E' stato in questo consesso che Amato ha annunciato di voler convocare, nei prossimi mesi, una Conferenza internazionale per discutere, 'con un'ottica europea, su una minoranza che e' insieme espressione di diritti non riconosciuti e di problemi'. Si e' anche discussa, in questo senso, l'ipotesi di un riconoscimento delle popolazioni rom e sinte quali minoranze linguistiche, proprio alla luce delle ripetute sollecitazioni del Parlamento europeo che ha richiamato i Paesi dell'Ue ad un impegno particolare contro ogni forma di discriminazione nei loro confronti. Da parte sua il Comitato, nelle sue conclusioni, ha anche valutato l'ipotesi di accompagnare il percorso verso la Conferenza internazionale attraverso l'istituzione di un Osservatorio, 'aperto anche al dialogo con le comunita' rom, per elaborare iniziative e proposte'.
Non e' un caso che lo stesso ministro Giuliano Amato ha a piu' riprese toccato, anche pubblicamente, il tema mettendo l'accento sulla necessita' di coniugare fermezza contro chi delinque alla necessita' di cercare percorsi di integrazione sociale allo stato praticamente fallimentari. Da qui il percorso scelto non piu' tardi dell'aprile scorso, che prevede, tra l'altro, l'avvio di un Osservatorio permanente in grado di studiare e monitorare il magmatico cosmo dei rom in Italia e giungere poi ad una Conferenza internazionale visto che la questione, si e' convinti, va inquadrata nel piu' ampio ambito dei rapporti transfrontalieri e all'interno dell'Ue. Ed e' in questo senso che sono gia' partiti contatti e progetti comuni con la Romania, paese ormai nell'area Schengen e da dove, si stima, potrebbero partire entro l'anno altri 60 mila rom diretti nel nostro Paese.
Per quanto riguarda le politiche sull'immigrazione, il responsabile del Viminale nel corso di un recentissimo incontro con il collega francese ha ribadito che il nostro Paese ha una posizione che 'coincide con quella dei ministri degli Interni e dell'immigrazione del Consiglio dell'Ue' aggiungendo subito dopo, pero' che 'ormai nell'Europa di Schengen il lavoro deve essere fatto assieme e dalle polizie di tutti i Paesi'.
Ma la questione delle popolazioni rom e sinte e' stata al centro di una delle periodiche riunioni al Viminale del Comitato contro la discriminazione e l'antisemitismo. E' stato in questo consesso che Amato ha annunciato di voler convocare, nei prossimi mesi, una Conferenza internazionale per discutere, 'con un'ottica europea, su una minoranza che e' insieme espressione di diritti non riconosciuti e di problemi'. Si e' anche discussa, in questo senso, l'ipotesi di un riconoscimento delle popolazioni rom e sinte quali minoranze linguistiche, proprio alla luce delle ripetute sollecitazioni del Parlamento europeo che ha richiamato i Paesi dell'Ue ad un impegno particolare contro ogni forma di discriminazione nei loro confronti. Da parte sua il Comitato, nelle sue conclusioni, ha anche valutato l'ipotesi di accompagnare il percorso verso la Conferenza internazionale attraverso l'istituzione di un Osservatorio, 'aperto anche al dialogo con le comunita' rom, per elaborare iniziative e proposte'.
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