Sabato 6 giugno 2026
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Portogallo. Cure contro la leucemia bloccate per la paura della clonazione

U.E. - PORTOGALLO
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Un articolo a firma Ana Machado, apparso sul quotidiano portoghese "Pùblico" domenica 19 gennaio, spiega come la confusione con la clonazione impedisce ai ricercatori di trattare la leucemia. Nel 2000 un'equipe del Centro de Histocompatibilidade do Norte (CHN), Porto, aveva sviluppato una tecnica di selezione genetica degli embrioni perche' una coppia potesse avere un figlio che, a sua volta, potesse essere un donatore di midollo osseo compatibile con il fratello, malato di leucemia. Il progetto visto come rivoluzionario, fu perfino finanziato con 25 mila euro. Ma ancora l'equipe non puo' utilizzare questi finanziamenti perche' sono stati avanzati dei dubbi sul fatto che la selezione degli embrioni per fini terapeutici non potrebbe essere equiparata alla clonazione terapeutica. Helena Alves, immunoterapeuta dell'Universita' di Porto e oggi direttrice del CHN, racconta come la coppia aveva gia' avuto un secondo figlio per aiutare il primo malato di leucemia, ma quando nacque la sorellina, la compatibilita' non si verifico'. La probabilita' che un fratello possa nascere compatibile e' appena del 25%, dice la Alves, che poi ricorda come fu lei a suggerire alla coppia di sottoporsi ad un procedimento di fertilizzazione "in vitro", dove se si fosse selezionato un embrione compatibile, le probabilita' sarebbero salite al 100%. Se poi si fosse verificato che il bimbo avesse avuto la stessa malattia del fratellino, si sarebbe sempre potuto fare un aborto terapeutico. L'anno successivo un deputato del Partito Social Democratico interpello' direttamente in Parlamento il ministro della Salute socialista, Correia de Campos, sulla legittimita' e legalita' dell'esperimento. La Alves a questo punto ricorda che il CHN e' un centro statale e anche se tutto era gia' pronto, avevano sospeso in attesa di un avallo del Consiglio di Etica, che da un anno e' in attesa che vengano nominati i nuovi membri.
Nel novembre 2001 un bimbo negli Stati Uniti era nato grazie ad una selezione di un embrione compatibile per aiutare la sorellina, e la Alves rimpiange che non fosse stata opera della sue equipe, bloccata senza spiegazioni. Il CHN ha tutta la tecnologia e la conoscenza per portare avanti la clonazione terapeutica, per creare tessuti, finanziati dall'Unione Europea, ma nulla puo' essere usato. "Da cinque anni sappiamo che la clonazione di cellule staminali puo' essere usata per rendere minima l'incompatibilita' degli organi da trapiantare e diminuire gli effetti negativi dei farmaci immunodepressivi, ma questo non interessa le industrie farmaceutiche", denuncia la Alves. Se non saranno gli Stati a sviluppare queste tecnologie, in futuro le dovranno comprare e saranno molto care.
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