Portogallo. Un dibattito sulle staminali embrionali
"Cellule Staminali e Medicina Rigenerativa" e' stato il titolo dell'incontro (23-25 giugno) che ha visto riuniti a Lisbona politici e scienziati nella Facolta' di Farmacia. Questioni scientifiche, etiche e di ordine legale in merito alla ricerca con le cellule staminali embrionali, e ancora lo statuto dell'embrione, le regole della procreazione medicalmente assistita, il tutto nel contesto delle istanze europee e le sfide etiche della scienza sono stati i punti all'ordine del giorno.
Giugno era il tempo massimo che si era dato il Governo per la discussione sul libro bianco sull'utilizzo degli embrioni, lanciato lo scorso marzo anche sul sito Internet del ministero della Scienza e dell'Istruzione Superiore ( clicca qui), poi avrebbe presentato una proposta di legge. Ora i tempi sono slittati: il dibattito resta aperto, e la proposta di legge arrivera' in Parlamento a settembre.
Il deputato José Pinheiro Torres del Partito social democratico (Psd) e' stata l'unica voce discordante nel dibattito piu' prettamente "parlamentare". Pur chiarendo che il suo partito "ancora non ha assunto una posizione definita sulla questione" e che aspettera' la proposta governativa dalla quale far partire una discussione, a titolo personale la sua posizione e' chiara: "l'embrione e' una persona umana dal momento del concepimento e la scienza non puo' passarci sopra e attaccare l'embrione". Pinheiro Torres e' fra l'altro uno dei fondatori del movimento contro l'aborto in Portogallo "Juntos pela Vida" e ha definito certi scienziati "avidi di embrioni". Dalla platea Mario de Sousa, dell'Istituto di Scienze Biomediche di Abel Salazar, Porto, gli ha duramente risposto: "non siamo avidi di embrioni, rispettiamo i protocolli etici. Abbiamo bisogno degli embrioni per il loro potenziale. Invece di mandarli all'inceneritore, possiamo prendere alcune cellule per poi, se un giorno verificheremo che sara' possibile, ottenerne cellule differenziate per i trapianti".
Su una cosa Pinheiro Torres ha ricevuto il consenso anche degli altri partecipanti: la prossima legge dovrebbe indicare "solo principi molto generali, perche' la scienza va avanti", il modello indicato dal parlamentare e' stato quello della legge britannica. Poi a regolare "caso per caso" le ricerche dovrebbe esserci una "autorita' che esaminira' i principi etici dei progetti, la metodologia, la loro imprescindibilita', che autorizzi, o no, i progetti".
Questa proposta e' stata condivisa anche dagli altri interlocutori politici che invece sono dichiaratamente per la ricerca con gli embrioni sovrannumerari delle cliniche di fecondazione assistita. Maria de Belém Roseira, del Partito Socialista (Ps), ha sottolineato che sarebbe "una ipocrisia politica" proibire la ricerca in Portogallo in questa area, dato che comunque si sviluppera' in altri Paesi, che poi verrebbe comunque importata e applicata nei suoi benefici medici e terapeutici.
Giugno era il tempo massimo che si era dato il Governo per la discussione sul libro bianco sull'utilizzo degli embrioni, lanciato lo scorso marzo anche sul sito Internet del ministero della Scienza e dell'Istruzione Superiore ( clicca qui), poi avrebbe presentato una proposta di legge. Ora i tempi sono slittati: il dibattito resta aperto, e la proposta di legge arrivera' in Parlamento a settembre.
Il deputato José Pinheiro Torres del Partito social democratico (Psd) e' stata l'unica voce discordante nel dibattito piu' prettamente "parlamentare". Pur chiarendo che il suo partito "ancora non ha assunto una posizione definita sulla questione" e che aspettera' la proposta governativa dalla quale far partire una discussione, a titolo personale la sua posizione e' chiara: "l'embrione e' una persona umana dal momento del concepimento e la scienza non puo' passarci sopra e attaccare l'embrione". Pinheiro Torres e' fra l'altro uno dei fondatori del movimento contro l'aborto in Portogallo "Juntos pela Vida" e ha definito certi scienziati "avidi di embrioni". Dalla platea Mario de Sousa, dell'Istituto di Scienze Biomediche di Abel Salazar, Porto, gli ha duramente risposto: "non siamo avidi di embrioni, rispettiamo i protocolli etici. Abbiamo bisogno degli embrioni per il loro potenziale. Invece di mandarli all'inceneritore, possiamo prendere alcune cellule per poi, se un giorno verificheremo che sara' possibile, ottenerne cellule differenziate per i trapianti".
Su una cosa Pinheiro Torres ha ricevuto il consenso anche degli altri partecipanti: la prossima legge dovrebbe indicare "solo principi molto generali, perche' la scienza va avanti", il modello indicato dal parlamentare e' stato quello della legge britannica. Poi a regolare "caso per caso" le ricerche dovrebbe esserci una "autorita' che esaminira' i principi etici dei progetti, la metodologia, la loro imprescindibilita', che autorizzi, o no, i progetti".
Questa proposta e' stata condivisa anche dagli altri interlocutori politici che invece sono dichiaratamente per la ricerca con gli embrioni sovrannumerari delle cliniche di fecondazione assistita. Maria de Belém Roseira, del Partito Socialista (Ps), ha sottolineato che sarebbe "una ipocrisia politica" proibire la ricerca in Portogallo in questa area, dato che comunque si sviluppera' in altri Paesi, che poi verrebbe comunque importata e applicata nei suoi benefici medici e terapeutici.
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