Portogallo. Il divieto di clonazione in Costituzione?
Polemica sulla proposta del ministro della Difesa e leader del Cds-Pp (Centro Democratico Sociale-Partito Popolare), Paulo Portas di inserire direttamente nella Costituzione il divieto di clonazione. Portas nel presentare quella che sara' la mozione per il congresso che il suo partito terra' alla fine di marzo, aveva detto: "il Portogallo ha bisogno di una Costituzione (.) che protegga la vita da qualunque forma di sperimentazione scientifica che metta in causa il carattere irripetibile di ciascuna vita".
Maria de Belém Roseira, membro della segreteria nazionale del Ps (Partito Socialista) e vicepresidente del gruppo parlamentare, ha dichiarato che per quanto i socialisti sono contrari alla clonazione riproduttiva, non vede la necessita' di scriverlo in Costituzione. Anche il leader parlamentare del Psd (Partito Social Democratico), Guilherme Silva, non e' entusiasta: "il diritto alla vita e' gia' consacrato costituzionalmente come diritto fondamentale".
Duramente contrari a questa possibilita' di modifica della Costituzione sono il Pcp (Partito Comunista Portoghese) e il Be ("Bloco de Esquerda", Blocco di Sinistra). La parlamentare comunista Odete Santos sostiene infatti che "non e' tema da Costituzione". "L'obbiettivo di Paulo Portas non e' la clonazione, e' molto di piu'. Attraverso quella frase si vuole arrivare alle conclusioni in merito alla protezione giuridica degli embrioni e, da li', far derivare una serie di proibizioni, nelle leggi ordinarie, su vari temi come la ricerca sugli embrioni e l'aborto". Il Pcp e' favorevole alla clonazione terapeutica, mentre su quella riproduttiva non ha ancora preso una posizione, ecco perche' secondo la Santos questi temi devono essere trattati con leggi ordinarie: "scriverli come proibizioni costituzionali e' molto pericoloso".
Per Francisco Louçã, per il Be, questa modifica della Costituzione non ha nessun senso: "la clonazione riproduttiva non deve essere permessa, ma semplicemente proibita e punita, per legge, non ha senso farlo in Costituzione". L'accusa a Portas e' quella di introdurre un dibattito, ma non in maniera esplicita, e il dibattito e' quello dell'aborto. "Il dottor Paulo Portas deve dire se sostiene o no la posizione del Vaticano sulla protezione costituzionale del feto e dei diritti del feto. Se vuole o no criminalizzare come omicidio l'aborto".
Maria de Belém Roseira, membro della segreteria nazionale del Ps (Partito Socialista) e vicepresidente del gruppo parlamentare, ha dichiarato che per quanto i socialisti sono contrari alla clonazione riproduttiva, non vede la necessita' di scriverlo in Costituzione. Anche il leader parlamentare del Psd (Partito Social Democratico), Guilherme Silva, non e' entusiasta: "il diritto alla vita e' gia' consacrato costituzionalmente come diritto fondamentale".
Duramente contrari a questa possibilita' di modifica della Costituzione sono il Pcp (Partito Comunista Portoghese) e il Be ("Bloco de Esquerda", Blocco di Sinistra). La parlamentare comunista Odete Santos sostiene infatti che "non e' tema da Costituzione". "L'obbiettivo di Paulo Portas non e' la clonazione, e' molto di piu'. Attraverso quella frase si vuole arrivare alle conclusioni in merito alla protezione giuridica degli embrioni e, da li', far derivare una serie di proibizioni, nelle leggi ordinarie, su vari temi come la ricerca sugli embrioni e l'aborto". Il Pcp e' favorevole alla clonazione terapeutica, mentre su quella riproduttiva non ha ancora preso una posizione, ecco perche' secondo la Santos questi temi devono essere trattati con leggi ordinarie: "scriverli come proibizioni costituzionali e' molto pericoloso".
Per Francisco Louçã, per il Be, questa modifica della Costituzione non ha nessun senso: "la clonazione riproduttiva non deve essere permessa, ma semplicemente proibita e punita, per legge, non ha senso farlo in Costituzione". L'accusa a Portas e' quella di introdurre un dibattito, ma non in maniera esplicita, e il dibattito e' quello dell'aborto. "Il dottor Paulo Portas deve dire se sostiene o no la posizione del Vaticano sulla protezione costituzionale del feto e dei diritti del feto. Se vuole o no criminalizzare come omicidio l'aborto".
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