Prc su ordinanza Cittadella: ministro Amato intervenga
"L'ordinanza del sindaco leghista di Cittadella, che prevede di subordinare la richiesta di residenza al reddito, è contraria ad ogni senso di umanità e di rispetto della persona, contrasta con le direttive europee ed è un vulnus per la civiltà giuridica e democratica del nostro Paese": lo dichiarano Gennaro Migliore e Giovanni Russo Spena, presidenti dei gruppi di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea di Camera e Senato, e Roberto Musacchio, capogruppo al Parlamento Europeo, in merito all'ordinanza firmata due giorni fa da Massimo Bitonci.
"Occorre un intervento immediato del Ministro dell'Interno e del Commissario europeo per la Giustizia, la libertà e la sicurezza - spiegano Migliore e Russo Spena in una nota - affinché non possano costituirsi dei precedenti amministrativi che seguano una cultura che produce xenofobia e razzismo. La cittadinanza non può essere subordinata al reddito: abolì questa precondizione persino Solone nell'antica Grecia. I nostri gruppi parlamentari - conclude Musacchio - si attiveranno sia in sede europea che a livello nazionale, per questo, annunciamo la presentazione di interrogazioni come primo segnale di indisponibiltà ad accettare simili provvedimenti".
Non si placano le polemiche dopo l'ordinanza del sindaco di Cittadella, Massimo Bitonci che impone agli immigrati l'obbligo di reddito per ottenere la residenza.
Il 'modello Cittadella' avrebbe convinto anche il sindaco di Montegrotto, Luca Claudio di An sempre in provincia di Padova e anche il presidente della giunta regionale del Veneto interviene in una nota rispondendo al ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero che ha aspramente criticato il provedimento definendolo "razzista".
"Prima di opporsi o di criticare ciò che si sta cercando di fare a Cittadella - sottolinea Galan - e in altri comuni del Veneto, è bene si sappia che il sindaco Massimo Bitonci intende agire nel pieno rispetto di leggi e regolamenti approvati da governi di centrosinistra, proprio a proposito della concessione o meno della residenza a cittadini comunitari. Leggi e regolamenti- prosegue - che andrebbero in realtà estesi anche agli extracomunitari, se intendiamo attenerci a quanto riteniamo essere il dovuto rispetto della legge e della civile convivenza".
"Incubatori di razzismo - incalza il governatore - sono i ministri come Ferrero e tutti coloro che gli danno ragione. Per Ferrero quanto accade in una simile materia dall'Inghilterra all'Australia è il frutto di politiche razziste, addirittura naziste".
"In breve - spiega ancora il presidente del Veneto - che una comunità intenda accogliere al proprio interno solo uomini e donne che dimostrino di poter fare affidamento su ciò che richiedono leggi e regolamenti e quindi di vivere e lavorare secondo i più elementari principi di onestà e di condiviso rispetto di quanto appartiene ad una società democratica dal volto umano, agli occhi dei Ferrero del nostro Paese diventa vocazione al razzismo, anzi, al nazismo".
"A Cittadella non si vieta nulla a nessuno - puntualizza Galan - a Cittadella ciò che si chiede è di sapere se il cittadino comunitario o extracomunitario abbia o non abbia i requisiti necessari a ottenere la residenza. L'entità delle risorse economiche necessarie a ottenere la residenza è stata stabilita già con decreti leggi e circolari, decreti e circolari voluti dal centrosinistra, ma che gli amministratori del centrosinistra tendono a non applicare, a non rispettare".
"Insomma - esemplifica - se un sindaco chiede alla Guardia di Finanza di verificare se quanto dichiarato su l'entità delle proprie risorse da un cittadino comunitario corrisponda al vero, se un sindaco chiede al Prefetto di sapere se un tale ha o non ha commesso dei reati in vista della concessione della residenza, questo, secondo una certa sinistra, è razzismo".
"Il dramma - tuona Galan - è che per colpa dei Ferrero che stanno al Governo, loro sì incubatori di razzismo, siamo esposti alla crescita del più odioso razzismo. E questo perché la carità pelosa, il buonismo insensato, l'ignoranza di ciò che ha creato razzismo e nazismo, l'irresponsabilità politica e sociale della sinistra possono spingere l'Italia sulla strada del razzismo, un male cui dobbiamo opporci in tutti i modi, uno dei quali - conclude - è rappresentato proprio dal senso di responsabilità e dalla saggezza politica e amministrativa portata avanti da molti sindaci del Veneto".
"Occorre un intervento immediato del Ministro dell'Interno e del Commissario europeo per la Giustizia, la libertà e la sicurezza - spiegano Migliore e Russo Spena in una nota - affinché non possano costituirsi dei precedenti amministrativi che seguano una cultura che produce xenofobia e razzismo. La cittadinanza non può essere subordinata al reddito: abolì questa precondizione persino Solone nell'antica Grecia. I nostri gruppi parlamentari - conclude Musacchio - si attiveranno sia in sede europea che a livello nazionale, per questo, annunciamo la presentazione di interrogazioni come primo segnale di indisponibiltà ad accettare simili provvedimenti".
Non si placano le polemiche dopo l'ordinanza del sindaco di Cittadella, Massimo Bitonci che impone agli immigrati l'obbligo di reddito per ottenere la residenza.
Il 'modello Cittadella' avrebbe convinto anche il sindaco di Montegrotto, Luca Claudio di An sempre in provincia di Padova e anche il presidente della giunta regionale del Veneto interviene in una nota rispondendo al ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero che ha aspramente criticato il provedimento definendolo "razzista".
"Prima di opporsi o di criticare ciò che si sta cercando di fare a Cittadella - sottolinea Galan - e in altri comuni del Veneto, è bene si sappia che il sindaco Massimo Bitonci intende agire nel pieno rispetto di leggi e regolamenti approvati da governi di centrosinistra, proprio a proposito della concessione o meno della residenza a cittadini comunitari. Leggi e regolamenti- prosegue - che andrebbero in realtà estesi anche agli extracomunitari, se intendiamo attenerci a quanto riteniamo essere il dovuto rispetto della legge e della civile convivenza".
"Incubatori di razzismo - incalza il governatore - sono i ministri come Ferrero e tutti coloro che gli danno ragione. Per Ferrero quanto accade in una simile materia dall'Inghilterra all'Australia è il frutto di politiche razziste, addirittura naziste".
"In breve - spiega ancora il presidente del Veneto - che una comunità intenda accogliere al proprio interno solo uomini e donne che dimostrino di poter fare affidamento su ciò che richiedono leggi e regolamenti e quindi di vivere e lavorare secondo i più elementari principi di onestà e di condiviso rispetto di quanto appartiene ad una società democratica dal volto umano, agli occhi dei Ferrero del nostro Paese diventa vocazione al razzismo, anzi, al nazismo".
"A Cittadella non si vieta nulla a nessuno - puntualizza Galan - a Cittadella ciò che si chiede è di sapere se il cittadino comunitario o extracomunitario abbia o non abbia i requisiti necessari a ottenere la residenza. L'entità delle risorse economiche necessarie a ottenere la residenza è stata stabilita già con decreti leggi e circolari, decreti e circolari voluti dal centrosinistra, ma che gli amministratori del centrosinistra tendono a non applicare, a non rispettare".
"Insomma - esemplifica - se un sindaco chiede alla Guardia di Finanza di verificare se quanto dichiarato su l'entità delle proprie risorse da un cittadino comunitario corrisponda al vero, se un sindaco chiede al Prefetto di sapere se un tale ha o non ha commesso dei reati in vista della concessione della residenza, questo, secondo una certa sinistra, è razzismo".
"Il dramma - tuona Galan - è che per colpa dei Ferrero che stanno al Governo, loro sì incubatori di razzismo, siamo esposti alla crescita del più odioso razzismo. E questo perché la carità pelosa, il buonismo insensato, l'ignoranza di ciò che ha creato razzismo e nazismo, l'irresponsabilità politica e sociale della sinistra possono spingere l'Italia sulla strada del razzismo, un male cui dobbiamo opporci in tutti i modi, uno dei quali - conclude - è rappresentato proprio dal senso di responsabilità e dalla saggezza politica e amministrativa portata avanti da molti sindaci del Veneto".
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