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Premio Sapio. Cellule staminali adulte: applicazioni terapeutiche e prospettive di ricerca

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Riceviamo e pubblichiamo

Milano, 21 novembre 2008 - Si è svolta quest'oggi (ieri, ndr) la quarta giornata di studio del Premio Sapio per la Ricerca Italiana 2008, kermesse scientifica tra le più attese in Italia, dedicata ai temi delle biotecnologie.


Nell'incontro, dal titolo "Cellule staminali adulte: applicazioni terapeutiche e prospettive di ricerca" sono state discusse le applicazioni cliniche e le incoraggianti prospettive terapeutiche delle cellule staminali. Molte malattie degenerative e danni indotti da traumi ischemici vengono sempre più spesso trattate con cellule staminali che hanno dimostrato un incredibile potenziale terapeutico. Inoltre le incoraggianti ricerche sulle cellule staminali da cordone ombelicale, dalla placenta e le più recenti staminali pluripotenti indotte (cellule adulte riprogrammate in staminali) rappresentano una controversa, ma potenziale alternativa terapeutica. Questo ha determinato la necessità di istituire strutture e regolamenti adeguati per la loro manipolazione e conservazione, per un loro successivo utilizzo nel trattamento di una gamma di malattie sempre più ampia. Di particolare rilevanza sarà l'intervento della prof.ssa Gluckman, il primo medico ad aver utilizzato cellule staminali cordonali per terapia trapiantologica.

A dare il benvenuto agli ospiti e a presentare il Premio Sapio per la Ricerca Italiana: Marcello Fontanesi, Rettore - Università degli Studi di Milano - Bicocca, Maurizio Colombo, Vice Presidente Gruppo Sapio e Pasquale De Blasio, Amministratore Delegato di BioRep, coordinatore dell'intera giornata.

"Il Gruppo Sapio ha fatto, da sempre, dell'etica e della responsabilità sociale uno dei punti cardine della propria struttura" - ha commentato Maurizio Colombo, Vice Presidente del Gruppo Sapio - "e di questo dobbiamo essere orgogliosi. Grazie ad iniziative come il Premio Sapio, abbiamo dimostrato negli anni la nostra credibilità e oggi siamo convinti più che mai dell'importanza di investire sulla ricerca e l'innovazione perché senza ricerca non c'è progresso! Per la decima edizione di questo riconoscimento scientifico anche noi puntiamo al progresso proponendo innovazioni e strumenti nel settore della multimedialità".

Oggi a Milano si è duscusso di terapie trapiantologiche con utilizzo di cellule staminali adulte alcuni tra i maggiori esperti di tutta la comunità scientifica italiana ed internazionale. In particolare: Eliane Gluckman, Professoressa e Direttrice del Dipartimento di Ematologia e Trapianto di Midollo Osseo, Ospedale Saint Louis di Parigi. La Professoressa effettuò il primo trapianto di cellule staminali cordonali su un bambino nel 1998, ha presentato quindi l'esperienza ventennale in ambito trapiantologico di cellule staminali cordonali; Joan Garcia Lopez, Direttore del Dipartimento di Terapia Celllulare e Criobiologia, Ospedale Llobregat di Barcellona, ha descritto il network di bio-banche cordonali nel mondo; Paolo Rebulla, Direttore del Centro di Medicina Trasfusionale della Fondazione Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena di Milano, ha trattato l'esperienza italiana riguardante le biobanche cordonali; Franco Locatelli, Direttore del Dipartimento di Oncoematologia Pediatrica dell'Ospedale San Matteo di Pavia, ha presentato la casistica di trapianti su bambini affetti da neoplasie emopoietiche; Riccardo Saccardi, Responsabile medico del Centro di Conservazione della Banca Toscana di Sangue di Cordone Ombelicale dell'Ospedale Careggi di Firenze e Chairman del Working Party sulle Malattie Autoimmuni della Società Europea di Trapianto di Midollo Osseo (EBMT); Angelo Vescovi, Professore di Biologia Cellulare, Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze Università Milano-Bicocca, Direttore della Banca di Cellule Staminali Cerebrali di Terni; Michele De Luca, Professore di Biochimica della Facoltà di Bioscienze e Biotecnologie, Università di Modena e Reggio Emilia e Direttore del Centro di Medicina Rigenerativa "Stefano Ferrari", una realtà di ultima generazione, che ha come obbiettivo quello di sviluppare le terapie di medicina rigenerativa, finalizzata alla ricostruzione di tessuti danneggiati; la dott.ssa Scuteri che ha affrontato il tema del differenziamento di cellule staminali mesenchimali, estratte da midollo osseo; Ettore Biagi, Direttore del Laboratorio di Terapie Cellulari "Stefano Verri" dell'Ospedale San Gerardo di Monza, da sempre coinvolto nello studio di leucemie pediatriche e malattie del sangue pediatriche; Fiorenza Bariani, del Centro Nazionale Trapianti che ha illustrato i processi di accreditamento delle strutture GMP per la terapia cellulare avanzata; Michele Piovella Responsabile Marketing BioRep, che ha presentato la collaborazione tra BioRep e il Coriell Institute for Medical Research (USA) nel settore dei centri di risorse biologiche a livello globale.

Il compito di concludere i lavori della giornata è stato affidato a Pasquale De Blasio, Amministratore Delegato di BioRep.

Il Gruppo Sapio, azienda leader da 85 anni nella produzione e nella commercializzazione di gas tecnici, gas puri ed ultra puri, gas refrigeranti, di gas medicinali e servizi domiciliari, da sempre si è dimostrato attento alla ricerca scientifica e si è distinto nel valorizzare ed incentivare l'impegno dei ricercatori italiani, nel tentativo di combattere l'ormai tradizionale fuga di cervelli, che tanto ha rallentato l'evoluzione della ricerca nel nostro Paese.

Il Premio Sapio nasce proprio con l'intento di promuovere l'innovazione, la circolazione di idee, la discussione scientifica, la conoscenza di nuove tecnologie e ha il suo punto di forza nella sinergia, ormai forte e consolidata, tra Istituzioni, Università e Imprese, soggetti diversi per ruolo e funzioni, ma uniti dall'intento di creare sviluppo puntando in modo netto sull'innovazione. Si tratta di un esempio concreto di come la ricerca scientifica possa essere sostenuta, attraverso il dialogo diretto, costante ed efficace tra pubblico e privato, nella consapevolezza dell'importanza che essa riveste per la competitività del Sistema Italia e per la qualità della nostra vita.

La decima edizione di Premio Sapio per la Ricerca Italiana 2008 si presenta con due grandi novità. La pubblicazione del libro "Premio Sapio per la Ricerca Italiana, i primi 10 anni", in cui verrà fatto uno storico del Premio e degli sviluppi delle carriere dei ricercatori premiati nelle scorse edizioni. Sarà l'occasione per evidenziare i risultati delle varie tappe evolutive, intraprese dalla Ricerca Scientifica negli ultimi anni. Obiettivo rendere pubblici e divulgare in modo capillare i risultati ottenuti dalle ricerche innovative premiate nelle scorse edizioni per la loro valenza scientifica.

Strettamente legata alla pubblicazione la seconda novità 2008: la possibilità di ampliare l'accesso in Streaming alle Giornate di Studio, trasmettendole non soltanto sul sito del Premio Sapio (www.premiosapio.it) e del Gruppo Sapio (www.sapio.it), ma anche sui Portali delle principali Università d'Italia (Genova, Foggia, Sassari, Milano, Lecce, Bologna, Catania, Camerino e Federico II di Napoli).

L'edizione 2008 del Premio è stata articolata in cinque Giornate di Studio:

- Giornata di Studio dedicata all'Ambiente e ai cambiamenti climatici - 7 ottobre 2008 - dal titolo "Protocollo di Kyoto, quali tecnologie innovative?", presso il Politecnico di Torino.

- Giornata di Studio dedicata alla Divulgazione Scientifica - 21 ottobre 2008 - dal titolo "La divulgazione scientifica e la diffusione dei risultati della ricerca", presso la Camera dei Deputati a Roma.

- Giornata di Studio dedicata all'Economia e all'Energia - 30 ottobre 2008 - dal titolo "Economia verde, nuova energia per il business europeo. Esperienze innovative di ricerca applicata e di trasferimento tecnologico", presso l'Università degli Studi di Ferrara.

- Giornata di Studio dedicata alle Biotecnologie - 21 novembre 2008 - dal titolo "Workshop on Adult Stem Cells: Therapeutics applications and research perspectives", presso l'Università di Milano-Bicocca, Milano.

- Giornata di Studio dedicata alla Salute e Sociale - 27 novembre 2008 -dal titolo "Il percorso riabilitativo delle miolesioni: dall'acuzie al territorio", presso il Comune di Bologna.

Al termine della Kermesse, come ogni anno, l'attesissima Cerimonia finale, in saranno assegnati i Premi, riservati a rilevanti contributi, anche interdisciplinari, per l'avanzamento della ricerca in campo tecnico-scientifico e socioeconomico.

Anche quest'anno sono due le categorie di premi previsti: Premi Junior, riservati a giovani ricercatori italiani che si sono distinti nell'ambito della Ricerca nel nostro Paese, e il Premio Industria, da assegnare a un ricercatore impegnato nella Ricerca applicata.

Per maggiori informazioni: clicca qui


COMMENTI



'Il sistema italiano e' pieno di soprusi, di nepotismi, di totale disattenzione e addirittura di violenza psicologica nei confronti dei giovani ricercatori'. Diventa un fiume in piena, Angelo Vescovi, ricercatore dell' Universita' di Milano-Bicocca e direttore del centro di Ingegneria dei tessuti all'Ospedale di Niguarda, quando gli si chiede dello stato della ricerca in Italia. Interrogato dai giornalisti nell'ateneo milanese, dove si e' svolto oggi un convegno sulle applicazioni terapeutiche delle cellule staminali adulte, Vescovi risponde che 'il modo in cui funziona il sistema ricerca nel nostro Paese e' una totale e assoluta vergogna. Noi - continua - non mettiamo i giovani in condizione di produrre, di imparare. Tanto che a un certo punto se ne vanno. E io capisco quelli che non tornano. Tutto sommato anche a me non dispacerebbe andarmene via (ho ricevuto un'offerta proprio la settimana scorsa). Poi si rimane qua, perche' comunque e' il Paese in cui sei cresciuto e vuoi che vada avanti. Pero' le cose continuano a non cambiare: non c'e' ricambio generazionale e io credo che il sistema non possa essere risanato. Va rifondato'. Per il ricercatore milanese, che ha lavorato per cinque anni in Canada prima di tornare in Italia, 'fuori di questo Paese e' piu' fracile lavorare, non si perde tempo in questioni burocratiche. Guardavo giusto ieri - racconta - le borse di studio che pago ai ricercatori del mio laboratorio: il 45% se ne va in tasse. Per quanto riguarda i reagenti, li comperiamo negli Stati Uniti e il materiale ci costa tre volte di piu' e ci paghiamo pure le tasse. Questo Paese, qualunque sia il colore del governo, deve cominciare a guardare alla ricerca non come se fossimo tutti una banda di ladri a cui dover controllare anche il penny che abbiamo in tasca. Devono metterci in condizione di lavorare e chiederci i risultati dopo cinque anni'.   

Triplicare la raccolta di sangue placentare in Italia, le cui cellule staminali possono salvare tanti bambini da talassemia e leucemia. Lo ha sostenuto Paolo Rebulla (Centro di Medicina Trasfusionale, Ospedale Maggiore Policlinico di Milano). 'Lo possiamo fare - dice Rebulla - perche' le raccolte di sangue dal cordone ombelicale sono 20 mila e da noi nascono 500mila bambini l'anno'. Triplicare i prelievi significa poter avere unita' di sangue piu' grosse e quindi maggiormente utilizzabili. 'Questo puo' dare - afferma - ai pazienti di razza caucasica il 90% delle possibilita' di avere un donatore compatibile e a quelli di altre etnie il 50-60%'. Inoltre, le 17 banche del sangue placentare italiane, che producono 634 unita' l'anno (il 36% trapiantate in Italia, il 29% in Europa, il 26% negli Usa), potrebbero esportarne una quantita' maggiore, e col ricavato coprire tutte le spese. Quattro le novita' maggiori nella terapia, secondo Franco Locatelli (Policlinico S.Matteo di Pavia): l'iniezione intraossea e non piu' endovenosa delle cellule staminali, per ottimizzare l'attecchimento dei trapianti; la possibilita' di espandere molto il numero delle staminali che si ricavano; la coinfusione di cellule staminali mesenchimali, che sono un altro tipo di cellule staminali adulte, cosa che favorirebbe l'attecchimento; la possibilita', infine, di coinfondere nei soggetti adulti due differenti unita' di staminali cordonali, sempre per avere una maggiore probabilita' di attecchimento. 'I risultati, nei bambini - conclude Locatelli - sono particolarmente buoni: col sangue placentare oggi si salva il 97% dei bambini affetti da talassemia se il sangue viene da un familiare compatibile. Nei pazienti con leucemie acute i risultati sono un po' meno buoni perche' c'e' il rischio che la malattia si ripresenti, ma sono comunque sovrapponibili, se non migliori, rispetto al trapianto di midollo'.   


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