Preoccupa un po' tutti l'introduzione del reato di immigrazione clandestina
Il reato di immigrazione clandestina "non sarà retroattivo". A spiegarlo è il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, nel corso di Matrix, andata in onda ieri sera su Canale 5. "Il reato varrà per coloro che entrano illegalmente in Italia da quando il reato medesimo entrerà in vigore. Non abbiamo intenzione di mettere in carcere 500mila persone...". In buona sostanza, secondo la spiegazione di Maroni, "chi è in Italia irregolarmente da prima dell'entrata in vigore del reato verrà espulso" ma non subirà le conseguenze di chi invece entrerà all'interno dei nostri confini senza averne titolo dopo l'introduzione nel Codice della fattispecie di reato".
LE CRITICHE DELLA CHIESA. "Le misure piú efficaci per contrastare insicurezza e violenze consistono, come auspicato dalla Commissione Europea, nell'equiparazione la piú ampia possibile degli immigrati ai cittadini nazionali, attraverso l'attribuzione di un'ampia gamma di diritti sociali": cosí l'Osservatore romano' interviene, con un articolo a firma del direttore della Caritas italiana Vittorio Nozza, nel dibattito su sicurezza e immigrazione che in questi giorni si è sviluppato dopo l'adozione di un pacchetto di norme da parte del nuovo governo di Silvio Berlusconi. "Una politica puramente di contrasto, non promozionale n, lungimirante - prosegue don Nozza in un corsivo intitolato 'Il fenomeno migratorio e l'Europa' pubblicato sulla prima pagina del quotidiano della Santa Sede - non riuscirà mai a ridimensionare traffici, trafficanti, criminalità e tensioni. Anzi contribuisce ad alimentare un pregiudizio culturale, che porta a ritenere gli immigrati di per s, una minaccia per le regole fondamentali sancite nella costituzione del Paese che li accoglie".
LE CRITICHE DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI. "Non scarichino su di noi il problema degli immigrati. Prevedo tribunali intasati piu' di quanto gia' non lo siano". Lo ha dichiarato Luca Palamara, presidente dell'Anm in un'intervista al quotidiano 'La Repubblica' riguardo all' introduzione del reato di clandestinita'. "Penso che alcune norme di questo nuovo pacchetto sicurezza - ha precisato Palamara - siano positive e condivisibili, come quelle contro la mafia, ma sul reato e sull'aggravante fino a tre anni per il clandestino che delinque siamo perplessi.Che differenza c'e' tra il delitto commesso da tal Palamara e quello fatto da tal Mitrescu?I comportamenti vanno colpiti nello stesso modo. Non si puo' tornare al delitto penale dell'autore. Ora che l'aggravante e' operativa non potremo far altro che applicare la legge, non si discute, ma saranno studiati e valutati eventuali profili di costituzionalita'.Potrebbero esserci dei ricorsi alla consulta ma sia chiaro che anche a noi sta a cuore il problema della sicurezza, abbiamo presente la necessita' di punire chi ha commesso un crimine". "E' condivisibile che il legislatore voglia espellere chi sta irregolarmente in Italia - ha aggiunto il presidente dell'Anm - ma un reato ad hoc rischia di essere inutile.La misura piu' efficace e' accompagnare lo straniero alla frontiera per farlo tornare nel suo paese. Il reato ad hoc , non solo puo' aumentare la popolazione carceraria, ma affida al sistema giudiziario la soluzione del problema. Anziche' agevolare le espulsioni, questo reato rischia di appesantire il sistema, ma non cambia il risultato perche' con o senza il processo il clandestino va allontanato lo stesso". Riguardo alla proposta di Alfano di distinguere con piu' nettezza il lavoro di giudice e pm, Palamara afferma: "Siamo per l'unicita' delle carriere e ci riconosciamo in questo valore, gia' esiste una netta distinzione tra le due funzioni. Su questo argomento sara' impossibile un incontro a mezza strada".
Alle critiche di parte della magistratura risponde Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl. "Il pacchetto sicurezza contiene indicazioni e soluzioni chiare per affrontare l'emergenza della vivibilita' delle nostre citta'. Con questo spirito e' stato introdotto il reato di immigrazione clandestina e su questi presupposti si possono individuare i criteri per regolarizzare badanti o collaboratori'. L'esponente idi An assicura: 'Nessuna espulsione o sanatoria di massa. Ci auguriamo che tutti, l'opposizione ma soprattutto la magistratura, collaborino per il ripristino della legalita'. Non abbiamo alcun interesse ad intasare carceri gia' colme ne' rimandare tutto alla lungaggine processuale. Vogliamo muoverci subito per allontanare chi vive in Italia fuori legge, delinque e minaccia le nostre famiglie. In Senato, dove il pacchetto e' stato assegnato. Lavoreremo alacremente per garantire immediata attuazione ai provvedimenti. In questa fase serve agire, non dilungarsi in polemiche pretestuose".
LE CRITICHE DELLA POLIZIA. Critiche al 'pacchetto sicurezza' dall'Associazione nazionale funzionari di polizia, che critica il governo per non aver dato segnali sulla "certezza della pena" e offre un consiglio all'esecutivo: assumete "giovani immigrati" per combattare il traffico di droga. E' quanto si legge in una nota diffusa da Enzo Marco Letizia, segretario dell'Associazione nazionale funzionari di polizia. Si legge nel comunicato: "Nel 'pacchetto sicurezza' ci saremmo aspettati che in tema di certezza della pena si fosse data una stretta alla Gozzini ed invece, dopo aver escluso la possibilita' di sospendere l'esecuzione a chi incendia boschi, sfrutta la prostituzione minorile, scippa, rapina o ruba in casa, si puo' continuare a sospendere la condanna a chi produce o fa traffico di sostanze stupefacenti, nonostante nei primi 4 mesi del 2008 sono 105 i morti per abuso di droghe". E ancora: "Si auspicava anche l'assunzione nella Polizia di Stato di giovani delle comunita' di immigrati, utilissimi per contrastare in modo efficace i reati in materia di stupefacenti, poiche' il trend degli stranieri denunciati per droga e' passato dal 17,3%, nel decennio 1987-96, al 30% nel decennio 1997-2006". Poi, si legge: "Inoltre puo' vedersi sospesa l'esecuzione della pena anche chi stupra o commette gravi reati in materia di armi. Resta dunque aperta, in questi e altri rilevanti casi, la questione della certezza della pena, la cui soluzione e' essenziale per l'efficacia deterrente dell'intero sistema di prevenzione criminale e per la sicurezza dei cittadini".
LE CRITICHE DELLA CHIESA. "Le misure piú efficaci per contrastare insicurezza e violenze consistono, come auspicato dalla Commissione Europea, nell'equiparazione la piú ampia possibile degli immigrati ai cittadini nazionali, attraverso l'attribuzione di un'ampia gamma di diritti sociali": cosí l'Osservatore romano' interviene, con un articolo a firma del direttore della Caritas italiana Vittorio Nozza, nel dibattito su sicurezza e immigrazione che in questi giorni si è sviluppato dopo l'adozione di un pacchetto di norme da parte del nuovo governo di Silvio Berlusconi. "Una politica puramente di contrasto, non promozionale n, lungimirante - prosegue don Nozza in un corsivo intitolato 'Il fenomeno migratorio e l'Europa' pubblicato sulla prima pagina del quotidiano della Santa Sede - non riuscirà mai a ridimensionare traffici, trafficanti, criminalità e tensioni. Anzi contribuisce ad alimentare un pregiudizio culturale, che porta a ritenere gli immigrati di per s, una minaccia per le regole fondamentali sancite nella costituzione del Paese che li accoglie".
LE CRITICHE DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI. "Non scarichino su di noi il problema degli immigrati. Prevedo tribunali intasati piu' di quanto gia' non lo siano". Lo ha dichiarato Luca Palamara, presidente dell'Anm in un'intervista al quotidiano 'La Repubblica' riguardo all' introduzione del reato di clandestinita'. "Penso che alcune norme di questo nuovo pacchetto sicurezza - ha precisato Palamara - siano positive e condivisibili, come quelle contro la mafia, ma sul reato e sull'aggravante fino a tre anni per il clandestino che delinque siamo perplessi.Che differenza c'e' tra il delitto commesso da tal Palamara e quello fatto da tal Mitrescu?I comportamenti vanno colpiti nello stesso modo. Non si puo' tornare al delitto penale dell'autore. Ora che l'aggravante e' operativa non potremo far altro che applicare la legge, non si discute, ma saranno studiati e valutati eventuali profili di costituzionalita'.Potrebbero esserci dei ricorsi alla consulta ma sia chiaro che anche a noi sta a cuore il problema della sicurezza, abbiamo presente la necessita' di punire chi ha commesso un crimine". "E' condivisibile che il legislatore voglia espellere chi sta irregolarmente in Italia - ha aggiunto il presidente dell'Anm - ma un reato ad hoc rischia di essere inutile.La misura piu' efficace e' accompagnare lo straniero alla frontiera per farlo tornare nel suo paese. Il reato ad hoc , non solo puo' aumentare la popolazione carceraria, ma affida al sistema giudiziario la soluzione del problema. Anziche' agevolare le espulsioni, questo reato rischia di appesantire il sistema, ma non cambia il risultato perche' con o senza il processo il clandestino va allontanato lo stesso". Riguardo alla proposta di Alfano di distinguere con piu' nettezza il lavoro di giudice e pm, Palamara afferma: "Siamo per l'unicita' delle carriere e ci riconosciamo in questo valore, gia' esiste una netta distinzione tra le due funzioni. Su questo argomento sara' impossibile un incontro a mezza strada".
Alle critiche di parte della magistratura risponde Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl. "Il pacchetto sicurezza contiene indicazioni e soluzioni chiare per affrontare l'emergenza della vivibilita' delle nostre citta'. Con questo spirito e' stato introdotto il reato di immigrazione clandestina e su questi presupposti si possono individuare i criteri per regolarizzare badanti o collaboratori'. L'esponente idi An assicura: 'Nessuna espulsione o sanatoria di massa. Ci auguriamo che tutti, l'opposizione ma soprattutto la magistratura, collaborino per il ripristino della legalita'. Non abbiamo alcun interesse ad intasare carceri gia' colme ne' rimandare tutto alla lungaggine processuale. Vogliamo muoverci subito per allontanare chi vive in Italia fuori legge, delinque e minaccia le nostre famiglie. In Senato, dove il pacchetto e' stato assegnato. Lavoreremo alacremente per garantire immediata attuazione ai provvedimenti. In questa fase serve agire, non dilungarsi in polemiche pretestuose".
LE CRITICHE DELLA POLIZIA. Critiche al 'pacchetto sicurezza' dall'Associazione nazionale funzionari di polizia, che critica il governo per non aver dato segnali sulla "certezza della pena" e offre un consiglio all'esecutivo: assumete "giovani immigrati" per combattare il traffico di droga. E' quanto si legge in una nota diffusa da Enzo Marco Letizia, segretario dell'Associazione nazionale funzionari di polizia. Si legge nel comunicato: "Nel 'pacchetto sicurezza' ci saremmo aspettati che in tema di certezza della pena si fosse data una stretta alla Gozzini ed invece, dopo aver escluso la possibilita' di sospendere l'esecuzione a chi incendia boschi, sfrutta la prostituzione minorile, scippa, rapina o ruba in casa, si puo' continuare a sospendere la condanna a chi produce o fa traffico di sostanze stupefacenti, nonostante nei primi 4 mesi del 2008 sono 105 i morti per abuso di droghe". E ancora: "Si auspicava anche l'assunzione nella Polizia di Stato di giovani delle comunita' di immigrati, utilissimi per contrastare in modo efficace i reati in materia di stupefacenti, poiche' il trend degli stranieri denunciati per droga e' passato dal 17,3%, nel decennio 1987-96, al 30% nel decennio 1997-2006". Poi, si legge: "Inoltre puo' vedersi sospesa l'esecuzione della pena anche chi stupra o commette gravi reati in materia di armi. Resta dunque aperta, in questi e altri rilevanti casi, la questione della certezza della pena, la cui soluzione e' essenziale per l'efficacia deterrente dell'intero sistema di prevenzione criminale e per la sicurezza dei cittadini".
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