Preoccupato dalla nuova legge sull'aborto, il Vaticano chiede ascolto
La nuova legge sull'aborto annunciata in Spagna dal governo socialista di Jose' Luis Zapatero non va giú al Vaticano e all'opposizione, mentre diversi grandi giornali di centrodestra la criticano sostenendo che si tratta di una 'manovra diversiva' per distogliere l'attenzione politica e mediatica dalla crisi economica che sta investendo il paese iberico.
Da Santiago de Compostela il cardinale William Joseph Levada, prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede, ha affermato di essere "rattristato" per la decisione dell'esecutivo di Madrid, e ha chiesto "dialogo" prima della riforma, perch, il tema dell'aborto "non è meramente politico", dato che "tocca le radici del genere umano". Secondo Lavada, che si trova a Santiago per partecipare ad una conferenza di teologia, "la vita creata, la preziosa dignità di ogni persona che inizia con il concepimento, non è alla base del progetto" socialista. Il governo, attraverso la sua portavoce nonch, vice di Zapatero, Maria Teresa Fernandez de la Vega, ha risposto con toni concilianti, ma fermi: la nuova legge, ha detto de la Vega, sarà frutto del maggior "consenso possibile", e sarà adottata dopo "un dibattito complesso", che l'esecutivo spera sia "ragionato, sostenuto, su basi di rispetto e senza posizioni preconcette". La vice di Zapatero ha indicato che l'obiettivo principale è che donne e medici si sentano sicuri e che "sia assolutamente chiaro in quali condizioni si puó abortire e in quali no".
Attualmente la legge spagnola consente l'aborto in tre soli casi: stupro (entro le 12 settimane), "gravi tare fisiche o psichiche" del nascituro (entro le 22 settimane ma serve il parere di uno specialista) e "grave pericolo per la vita o la salute psichica della madre" (senza limiti temporali, ma anche in questo caso serve il parere di un medico). Obiettivo del Psoe, secondo diversi media iberici, sarebbe fissare un termine di 14 o 18 settimane durante le quali abortire sarebbe un diritto essenzialmente incondizionato, e un termine di 22-24 settimane oltre il quale invece diventerebbe molto piú difficile, e sarebbe consentito solo in caso di grave rischio per la salute fisica della madre o rischio di malformazione del feto. In questo modo si cercherebbe di fissare un limite ad aborti tardivi (anche al sesto-settimo mese) oggi compiuti sul presupposto del rischio per la salute psichica per la madre.
L'opposizione conservatrice del Partido popular (Pp) si è detta contraria a modificare la legge, pur senza alzare piú di tanto il tono della critica: il vicesegretario per la comunicazione e portavoce del partito Esteban Gonzalez Pons ha accusato Zapatero di voler utilizzare questo dibattito come "cortina di fumo" per nascondere la crisi economica, cosa che ha definito un'"infamia".
Secondo la Vanguardia, grande quotidiano di Barcellona di ispirazione moderata, "il Psoe solleva tutti i dibattiti per impedire che la crisi segni l'agenda" politica, riferendosi all'aborto, ma anche al progetto di legge per una 'morte degna' dell'Andalusia, regione autonoma governata dai socialisti, e alla decisione del giudice Baltasar Garzon (considerato vicino al Psoe) di effettuare un 'censimento' sulle vittime della guerra civile. Il quotidiano di centrodestra 'El Mundo' attacca invece il governo non per la riforma della legge in s,, ma per averla intrapresa senza un'ampio dibattito con tutti i settori della società, affidandola al ministero dell'Uguaglianza e non a quello della Sanità e per aver nominato una commissione di esperti che affiancherà i legislatori, che secondo il giornale è composta esclusivamente da "militanti proabortisti".
Da Santiago de Compostela il cardinale William Joseph Levada, prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede, ha affermato di essere "rattristato" per la decisione dell'esecutivo di Madrid, e ha chiesto "dialogo" prima della riforma, perch, il tema dell'aborto "non è meramente politico", dato che "tocca le radici del genere umano". Secondo Lavada, che si trova a Santiago per partecipare ad una conferenza di teologia, "la vita creata, la preziosa dignità di ogni persona che inizia con il concepimento, non è alla base del progetto" socialista. Il governo, attraverso la sua portavoce nonch, vice di Zapatero, Maria Teresa Fernandez de la Vega, ha risposto con toni concilianti, ma fermi: la nuova legge, ha detto de la Vega, sarà frutto del maggior "consenso possibile", e sarà adottata dopo "un dibattito complesso", che l'esecutivo spera sia "ragionato, sostenuto, su basi di rispetto e senza posizioni preconcette". La vice di Zapatero ha indicato che l'obiettivo principale è che donne e medici si sentano sicuri e che "sia assolutamente chiaro in quali condizioni si puó abortire e in quali no".
Attualmente la legge spagnola consente l'aborto in tre soli casi: stupro (entro le 12 settimane), "gravi tare fisiche o psichiche" del nascituro (entro le 22 settimane ma serve il parere di uno specialista) e "grave pericolo per la vita o la salute psichica della madre" (senza limiti temporali, ma anche in questo caso serve il parere di un medico). Obiettivo del Psoe, secondo diversi media iberici, sarebbe fissare un termine di 14 o 18 settimane durante le quali abortire sarebbe un diritto essenzialmente incondizionato, e un termine di 22-24 settimane oltre il quale invece diventerebbe molto piú difficile, e sarebbe consentito solo in caso di grave rischio per la salute fisica della madre o rischio di malformazione del feto. In questo modo si cercherebbe di fissare un limite ad aborti tardivi (anche al sesto-settimo mese) oggi compiuti sul presupposto del rischio per la salute psichica per la madre.
L'opposizione conservatrice del Partido popular (Pp) si è detta contraria a modificare la legge, pur senza alzare piú di tanto il tono della critica: il vicesegretario per la comunicazione e portavoce del partito Esteban Gonzalez Pons ha accusato Zapatero di voler utilizzare questo dibattito come "cortina di fumo" per nascondere la crisi economica, cosa che ha definito un'"infamia".
Secondo la Vanguardia, grande quotidiano di Barcellona di ispirazione moderata, "il Psoe solleva tutti i dibattiti per impedire che la crisi segni l'agenda" politica, riferendosi all'aborto, ma anche al progetto di legge per una 'morte degna' dell'Andalusia, regione autonoma governata dai socialisti, e alla decisione del giudice Baltasar Garzon (considerato vicino al Psoe) di effettuare un 'censimento' sulle vittime della guerra civile. Il quotidiano di centrodestra 'El Mundo' attacca invece il governo non per la riforma della legge in s,, ma per averla intrapresa senza un'ampio dibattito con tutti i settori della società, affidandola al ministero dell'Uguaglianza e non a quello della Sanità e per aver nominato una commissione di esperti che affiancherà i legislatori, che secondo il giornale è composta esclusivamente da "militanti proabortisti".
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