Sabato 6 giugno 2026
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Presentata mozione contro le linee guida della legge 40

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Rimediare al "blitz e al colpo di mano" effettuato dalla ex ministro della Salute, Livia Turco, che alla fine della scorsa legislatura ha diramato le linee guida della legge 40, "stravolgendo lo spirito della legge sulla diagnosi preimpianto", "introducendo surrettiziamente un rischio di eugenetica". Lo chiede una mozione firmata da 130 esponenti del Pdl, della Lega e dell'Udc con cui si chiede al ministro del Welfare, Maurizio Sacconi e al sottosegretario con delega alla Salute, Ferruccio Fazio, di ritirare le linee guida della legge 40, ripristinando il divieto di diagnosi preimpianto degli embrioni. Alla conferenza stampa di presentazione della mozione era presente anche la deputata del Pd, Paola Binetti, che ha precisato di non aver firmato la mozione ma di essere pronta a sostenerla quando arrivera' in aula.
"C'e' uno stravolgimento della diagnosi preimpianto - ha detto Massimo Polledri, primo firmatario della mozione - bisogna ritirare subito le linee guida e renderle conformi alla legge uscente". Secondo Barbara Saltamartini, del Pdl, la mozione serve a "sensibilizzare il governo e il Parlamento perche si ponga rimedio alle decisioni dell'ex ministro Turco, che con le sue linee guida dettate da una visione ideologica ha effettuato un vero blitz e ha usato come un grimaldello la sentenza del Tar del Lazio. L'attuale maggioranza deve chiedere con forza al governo di riportare le norme alla dimensione che avevano prima del blitz della Turco". Per Luca Volonte' (Udc), "e' necessario che le linee guida della legge 40 vengano ritirate immediatamente, perche' la Turco e' andata ben oltre il consentito ad un ministro della Repubblica, dando risposte molto diverse rispetto all'esito del referendum".
La Binetti, presente alla conferenza stampa ma non sul tavolo dei firmatari, ha spiegato di essere d'accordo sulla necessita' di ritirare le linee guida emanate della Turco. "Non ho firmato la mozione, ma se arriva in aula la sostengo senz'altro. Ritirare le linee guida spetta al ministro, io dall'opposizione sfido il governo e il ministro a ritirarle".

"La mozione parlamentare contro le linee guida approvate dal ministro Turco, firmata da 130 parlamentari, tra cui la sottoscritta, difende e tutela un principio sacro nel nostro ordinamento giuridico e nel nostro sistema di valori: il diritto alla vita". Lo afferma Isabella Bertolini, deputata del Pdl. "Noi del Pdl combattiamo da sempre contro i paladini della deriva eugenetica, favorevoli all'aberrazione della selezione artificiale degli embrioni attraverso la diagnosi preimpianto. Quei paladini della cultura della morte che danno una lettura ideologica della sentenza del Tar del Lazio sulla legge 40, piegandola a loro piacimento per mere finalita' politiche. Il Tribunale amministrativo infatti, sollevando la questione alla Corte costituzionale, ha riconosciuto implicitamente - spiega Bertolini - che il divieto di congelamento degli embrioni e l'obbligo di impianto sono imposti dalla legge 40 e non possono essere in alcun modo riconducibili alle scelte compiute ed espresse nelle linee guida. La sentenza, inoltre, affermando la necessita' di rispettare l'integrita' dell'embrione escludeva di fatto l'ammissibilita' della cosiddetta diagnosi pre-impianto a finalita' eugenetiche.
Tale impostazione implicava l'impossibilita', per le nuove linee guida approvate fuori tempo massimo dalla Turco, di consentire il congelamento degli embrioni e la relativa diagnosi pre-impianto. In considerazione di tali rilievi e della delicatezza della materia - conclude Bertolini - occorre modificare quanto prima il provvedimento".

"E' un'iniziativa tutta e solo politica, che prescinde dal merito: credo che le linee guida non le abbiano mai lette". Cosi' l'ex ministro della Salute, Livia Turco, stigmatizza l'operazione dei 130 deputati firmatari della mozione che chiede il ritiro delle linee guida sulla legge 40 emanate l'11 aprile scorso. "Non c'entra il merito della legge, ne' la valutazione della giurisprudenza".
Inoltre, secondo Turco, "non si' e' mai vista una mozione che vuole orientare un atto amministrativo di un ministro, di natura tecnica. Ne deduco- aggiunge- che non si fidano del ministro, o che sono molto divisi al loro interno". Le linee guida sono perfettamente rispondenti alla legge, conclude l'ex ministro della Salute, che chiosa sarcastica: "Alla fine diventero' la paladina della legge 40".

"Chiediamo al governo di intervenire tempestivamente su un provvedimento contestabile nel merito e nel metodo, adottato in extremis da un ministro ormai dimissionario e che rischia di promuovere una inaccettabile cultura eugenetica".
Lo afferma Barbara Saltamartini, deputato Pdl e responsabile del dipartimento Pari opportunita' di An, tra i primi quattro firmatari della mozione.
"Con un colpo di coda l'ex ministro Turco ha scardinato i principi della legge 40, travisando l'intento terapeutico che essa tentava faticosamente di conservare". Gli italiani, prosegue Saltamartini, "si sono gia' pronunciati nel 2005 con un referendum e non e' facendo leva su tecnicismi che si puo' pensare di aggirare la volonta' popolare. Credo che su un tema cosi' delicato e complesso la sede piu' opportuna per ogni riflessione debba essere il Parlamento".
Ora, conclude Saltamartini, "ci rivolgiamo agli esponenti del Pd che hanno gia' dimostrato grande sensibilita' sull'argomento, a partire dalla Binetti, perche' aderiscano al nostro appello".

"Leggero' attentamente la mozione sottoscritta da molti colleghi che impegna il governo a modificare le linee guida alla legge 40, ma a giudicare dalle anticipazioni di agenzia questa sembra avere come unica finalita' quella di far apparire come indotta dal Parlamento una decisione gia' presa dal governo". Lo dice Silvana Mura, deputata di Idv.
"Infatti due delle motivazioni che sono alla base del dispositivo della mozione sono assolutamente inconsistenti in fatto e in diritto. La terza e' un opinione puramente politica. In particolare non ha alcun senso giustificare la richiesta di modifica delle attuali linee guida richiamandosi al risultato del referendum del 12 e 13 giugno 2005. In quel referendum infatti non vinsero i 'NO', non fu semplicemente raggiunto il quorum perche' il referendum fosse valido, fattispecie questa che non preclude nessuna modifica alla legge stessa. Se invece si vuol far riferimento ai voti espressi allora va detto che i SI superarono l'80% dei voti.
Appare evidente dunque - continua Mura - che la mozione punta ad affermare esclusivamente una convinzione di natura ideologica in spregio a qualsiasi valutazione nel merito sul funzionamento effettivo della legge, e alle molte sentenze emanate da tribunali ordinari e amministrativi. Mi auguro che a questa iniziativa si possa rispondere con una mozione di segno opposto - conclude - in grado di raccogliere il consenso traversale di chi non ha preclusioni ideologiche su un tema come la fecondazione assistita".

"Le linee guida della legge sulla fecondazione medicalmente assistita, emanate dal ministro Turco, hanno, almeno in parte, contenuto i danni derivanti dalla impostazione ideologica, e contro le donne, di una legge sbagliata e in molte parte inapplicabile, dunque sarebbe inaccettabile modificarle". Queste le parole di Chiara Moroni, vicepresidente del gruppo Pdl alla Camera. "Eliminare gli interventi della Turco significherebbe riportare la legge 40 alle origini con tutte le sue storpiature scientifiche, e le crudelta' ideologiche nei confronti delle donne".
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