Domenica 7 giugno 2026
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Il presidente di Confindustria su Cirio, Parmalat e risparmiatori

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"Quello che nella vicenda Cirio e' mancato e' una qualsiasi censura morale". Cosi' il presidente di Confindustria, Antonio D'Amato, in un'intervista a Radio Radicale che verra' trasmessa domani, commenta la crisi del gruppo agroalimentare ex Cragnotti.
Secondo il numero uno degli industriali italiani, in Italia "non siamo attrezzati, non solo con norme, con regole, ma anche con sanzioni". Viceversa, "in altri Paesi episodi simili sono sanzionati innanzitutto dalla stampa, dalla coscienza civile, oltre che dagli organismi di controllo". Mercati opachi, aggiunge D'Amato, "possono dare credito a chi non lo merita. E in Italia c'e' stato per troppo tempo un grande silenzio. Questa ombra del dubbio, questo sentimento di poca trasparenza, e' quel che danneggia di piu' i mercati".
Il presidente di Confindustria dice inoltre di non vedere assonanze tra il caso Cirio e il caso Parmalat: "Sono due situazioni completamente diverse. La Parmalat sta affrontando una crisi molto grave, complessa, ma stiamo parlando di una grandissima impresa italiana che ha portato l'Italia nel mondo, una realta' industriale che fa prodotti eccellenti. I contorni di questa crisi per ora sono molto confusi, ed e' difficile capirne le ragioni. Tutt'altra cosa e' il caso Cirio. Ci sono profili molto delicati, e molto gravi, si parla di tutela del risparmio, di bond emessi senza rating, consapevolmente dati in mano a risparmiatori da parte di quegli istituti di credito che erano fortemente indebitati con l'azienda e che conoscevano in maniera molto chiara lo stato di difficolta' e magari anche il possibile stato di incombenza".
Per D'Amato, "acquisire una maggiore trasparenza e una maggiore capacita' di risposta a situazioni come queste garantisce anche, per il futuro, che il sistema sappia riprendere una rotta persa. Ed e' grave che ancora non vi siano state quelle assunzioni di responsabilita' che pure ci si aspetterebbe di vedere".
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