Mercoledì 10 giugno 2026
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Il presidente dell’Abi ritiene che le banche abbiano informato correttamente sulle obbligazioni in default

Notizia ·
Per evitare il ripetersi di nuovi casi Cirio e Argentina nel collocamento dei bond, bisogna che sia chiaro come "l'alto rendimento non sia altro che lo specchio dell'alto rischio". E' il messaggio lanciato dal presidente dell'Abi Maurizio Sella, nel corso dell'assemblea annuale dell'associazione. C'e' l'assoluta necessita', secondo il presidente dell'associazione che rappresenta i banchieri italiani, di "legare strettamente, nella percezione e nelle abitudini della clientela, due concetti inestricabilmente ed direttamente collegati: livello di rendimento e livello di rischio, quest'ultimo diversamente modulato in ragione della natura dell'emittente, sia esso banca, stato sovrano o impresa". "Quando, come dobbiamo ritenere sia avvenuto nella grande maggioranza dei casi -mette in evidenza Sella- alla clientela sia stata fornita la prescritta informativa, quest'ultima non puo' poi dolersi di non aver conseguito il risultato atteso: cio' equivarrebbe a cambiare in corsa le regole del gioco". Quanto poi all'accertamento delle eventuali responsabilita' nel collocamento delle obbligazioni oggetto di indagini da parte di Consob e Bankitalia, Sella osserva come "non sia agevole interpretare le singole fattispecie, avendo le banche volta a volta assunto, secondo ordinamenti diversi, spesso emissione per emissione, ruoli e funzioni diversificate: lead manager, di collocamento, di negoziazione sul mercato primario e secondario, di puro brokeraggio".

Comprendiamo che il presidente dell'ABI non possa far altro che difendere le banche.
Fino ad oggi, pero', aveva tenuto un profilo di (piu' decoroso) silenzio.
Ritenere che nella "grande maggioranza dei casi" ci sia stata informazione, suona irrealistico per chiunque conosca il funzionamento degli sportelli bancari.
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