Preti brasiliani contro il Vaticano: fa apologia dell'aborto
Rivolta dei preti brasiliani dell'arcidiocesi di Recife contro il presidente della Pontificia Accademia della Vita, mons. Rino Fisichella, colpevole, a loro dire, di aver fatto 'una apologia dell'aborto'. Argomento del contendere e' sempre la scomunica della madre e dei medici di una bambina di nove anni, che ha abortito per essere rimasta incinta di due gemelli dopo essere stata ripetutamente violentata dal patrigno.
Il comportamento dell'arcivescovo di Recife di fronte a questo caso, mons. Jose' Cardoso Sobrinho, e' stato criticato da un articolo di mons. Fisichella sull'Osservatore Romano del 14 marzo, in cui si parlava di 'giudizio che pesa come una mannaia' di fronte ad una questione trattata 'sbrigativamente', senza 'rendere giustizia' ne' alla fragile persona' della bambina 'ne' a quanti sono coinvolti a diverso titolo nella vicenda'. 'Non c'era bisogno di tanta urgenza e pubblicita' nel dichiarare' una scomunica latae sententiae, ovvero automatica, concludeva il presidente della Pontificia Accademia della Vita, 'cio' di cui si sente maggiormente il bisogno in questo momento e' il segno di una testionianza di vicinanza con chi soffre, un atto di misericordia'.
Ora, cinque preti di Recife, tra cui il cancelliere e il vice-cancelliere dell'arcidiocesi, il rettore del seminario e il parroco del paese Alagoinha dove si e' svolta la vicenda, hanno scritto una dura lettera a mons. Fisichella, contestandone l''attacco' al loro arcivescovo. 'Non siamo d'accordo con mons. Fisichella, quando scrive che si tratta di una 'decisione ardua per la stessa legge morale'. La nostra Santa Chiesa continua a proclamare che la legge morale e' estremamente chiara: non e' mai lecito eliminare la vita di una persona innocente per salvare un'altra vita'.
'Siamo convinti - affermano i sacerdoti - che la pena terapeutica, la scomunica, fara' molto bene a molti cattolici, inducendoli ad evitare questo peccato terribile. Il silenzio della Chiesa sarebbe dannoso, se si considerano i 50 milioni di aborti praticati ogni nel mondo; solo in Brasile ogni anno vengono terminate un milione di vite innocenti. Il silenzio puo' essere interpretato come collusione o complicita''.
I preti attaccano anche la comprensione mostrata da Fisichella per il medico che si e' trovato a dover scegliere in coscienza di fronte ad un caso cosi' delicato e complesso: la minaccia della scomunica dovrebbe bastare a risolvere il dubbio se praticare o meno un aborto - dubbio 'che ci sembra comunque estremamente improbabile', scrivono - e comunque, basterebbe che 'si cerchi un direttore spirituale'.
Fisichella sarebbe colpevole di aver parlato 'di una situazione che non conosceva' e 'quel che e' peggio, non si e' preso nemmeno il disturbo di parlare al suo fratello nell'episcopato e, per il suo atteggiamento imprudente, sta provocando un grande scandalo tra i cattolici brasiliani, indotti a credere che mons. Sobrinho sia stato imprudente nelle sue affermazioni. Invece di cercare il suo fratello nell'episcopato, ha scelto di credere alla nostra stampa apertamente anti-clericale'.
Per i preti, l'articolo del presidente della Pontificia Accademia per la Vita sarebbe 'un attacco diretto alla difesa di tre bambini fatto da mons. Sobrinho'. 'Un testo - rincarano la dose - che puo' essere interpretato come una apologia dell'aborto, in violazione del magistero della Chiesa. I dottori abortisti non si trovavano affatto al crocevia morale menzionato nel testo; invece, hanno praticato un aborto con piena consapevolezza e in coerenza con quanto credono e insegnano... I medici che hanno agito da boia dei due gemelli hanno dichiarato, e ancora dichiarano, alla stampa che hanno fatto cio' che sono soliti fare 'con grande orgoglio''.
Il comportamento dell'arcivescovo di Recife di fronte a questo caso, mons. Jose' Cardoso Sobrinho, e' stato criticato da un articolo di mons. Fisichella sull'Osservatore Romano del 14 marzo, in cui si parlava di 'giudizio che pesa come una mannaia' di fronte ad una questione trattata 'sbrigativamente', senza 'rendere giustizia' ne' alla fragile persona' della bambina 'ne' a quanti sono coinvolti a diverso titolo nella vicenda'. 'Non c'era bisogno di tanta urgenza e pubblicita' nel dichiarare' una scomunica latae sententiae, ovvero automatica, concludeva il presidente della Pontificia Accademia della Vita, 'cio' di cui si sente maggiormente il bisogno in questo momento e' il segno di una testionianza di vicinanza con chi soffre, un atto di misericordia'.
Ora, cinque preti di Recife, tra cui il cancelliere e il vice-cancelliere dell'arcidiocesi, il rettore del seminario e il parroco del paese Alagoinha dove si e' svolta la vicenda, hanno scritto una dura lettera a mons. Fisichella, contestandone l''attacco' al loro arcivescovo. 'Non siamo d'accordo con mons. Fisichella, quando scrive che si tratta di una 'decisione ardua per la stessa legge morale'. La nostra Santa Chiesa continua a proclamare che la legge morale e' estremamente chiara: non e' mai lecito eliminare la vita di una persona innocente per salvare un'altra vita'.
'Siamo convinti - affermano i sacerdoti - che la pena terapeutica, la scomunica, fara' molto bene a molti cattolici, inducendoli ad evitare questo peccato terribile. Il silenzio della Chiesa sarebbe dannoso, se si considerano i 50 milioni di aborti praticati ogni nel mondo; solo in Brasile ogni anno vengono terminate un milione di vite innocenti. Il silenzio puo' essere interpretato come collusione o complicita''.
I preti attaccano anche la comprensione mostrata da Fisichella per il medico che si e' trovato a dover scegliere in coscienza di fronte ad un caso cosi' delicato e complesso: la minaccia della scomunica dovrebbe bastare a risolvere il dubbio se praticare o meno un aborto - dubbio 'che ci sembra comunque estremamente improbabile', scrivono - e comunque, basterebbe che 'si cerchi un direttore spirituale'.
Fisichella sarebbe colpevole di aver parlato 'di una situazione che non conosceva' e 'quel che e' peggio, non si e' preso nemmeno il disturbo di parlare al suo fratello nell'episcopato e, per il suo atteggiamento imprudente, sta provocando un grande scandalo tra i cattolici brasiliani, indotti a credere che mons. Sobrinho sia stato imprudente nelle sue affermazioni. Invece di cercare il suo fratello nell'episcopato, ha scelto di credere alla nostra stampa apertamente anti-clericale'.
Per i preti, l'articolo del presidente della Pontificia Accademia per la Vita sarebbe 'un attacco diretto alla difesa di tre bambini fatto da mons. Sobrinho'. 'Un testo - rincarano la dose - che puo' essere interpretato come una apologia dell'aborto, in violazione del magistero della Chiesa. I dottori abortisti non si trovavano affatto al crocevia morale menzionato nel testo; invece, hanno praticato un aborto con piena consapevolezza e in coerenza con quanto credono e insegnano... I medici che hanno agito da boia dei due gemelli hanno dichiarato, e ancora dichiarano, alla stampa che hanno fatto cio' che sono soliti fare 'con grande orgoglio''.
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