Prevenzione droga con approccio di genere. Unicri e Dpa
Un approccio "di genere" al problema droga e dipendenze: è quello che si prefigge una prossima pubblicazione dell'Unicri (istituto di ricerca delle Nazioni Unite sul crimine e la giustizia) insieme al Dipartimento politiche antidroga italiano (Dpa), che verrà presentata domani presso la Sala Polifunzionale di Palazzo Chigi. Si tratta, spiega il Dpa, di una raccolta di contributi redatti da singoli esperti, agenzie specializzate e organizzazioni governative operanti a livello internazionale, raccogliendo spunti e prospettive sulle differenze esistenti tra la dipendenza al femminile e al maschile e le rispettive peculiarità. Il progetto Dad.net, realizzato e finanziato dal Dpa, nel quale il volume è inserito, mira ad assistere i professionisti del settore e i decisori politici a comprendere e applicare un approccio di genere nella loro agenda. Le donne, avverte il Dpa, hanno rischi aggiuntivi rispetto ai maschi per una serie di situazioni critiche. I dati evidenziano ad esempio come la trasmissione dell'infezione per via eterosessuale da hiv colpisca più le donne rispetto ai maschi; inoltre, il precoce consumo di alcol nelle adolescenti incrementa anche il rischio di cancro al seno. Preoccupante inoltre l'aumento dell'uso delle droghe "da stupro" come il Ghb: si stratta di sostanze, alcune delle quali facilmente reperibili su Internet, che agiscono velocemente e che producono un'amnesia che cancella il ricordo. Inoltre varie segnalazioni portano alla ribalta un altro fenomeno allarmante che riguarda le ragazzine, come quello di procurarsi droga i cambio di sesso. "Purtroppo - spiega Giovanni Serpelloni, capo del Dpa - sino a oggi il dato di genere è stato spesso trascurato. Nell'ambito del consumo di sostanze da parte delle ragazze in Italia, in un'età compresa tra i 15 e i 19 anni, è salito in modo preoccupante l'abuso di farmaci non prescritti. E' quindi importante, ai fini dei trattamenti e ancor più nel campo della prevenzione, sapere che l'approccio metodologico differenziato tra maschi e femmine talvolta può fare davvero la differenza; di conseguenza offrire l'opportunità servizi e trattamenti personalizzati può contribuire ad avere successi maggiori". "Le donne hanno sempre avuto un fattore di resistenza all'uso di sostanze stupefacente maggiore rispetto agli uomini, invece negli ultimi tempi stanno mostrando interesse verso delle sostanze tipicamente di uso prevalente maschile come la cocaina, utilizzata tra l'altro anche come anoressizzante dalle adolescenti per controllare e inibire la fame. Inoltre la differenza di sesso si manifesta anche nella capacita' di metabolizzare l'alcol: le donne sono piu' sensibili e metabolizzano meno e piu' lentamente, rischiando di entrare in coma etilico anche con un consumo di alcol minore rispetto ai maschi. Quindi vanno sostenute e supportate nelle loro scelte di salute con un'offerta attiva di percorsi di cura e riabilitazione sempre più precoci ed efficaci" conclude Serpelloni.
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