Giovedì 4 giugno 2026
Menu

Prezzi energia. +6,5% luce. +8,2% gas

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Le tensioni internazionali e la conseguente forte accelerazione delle quotazioni del petrolio, cresciute del 57% in un anno1 e del 9% solo nell’ultimo mese di maggio, hanno pesantemente influenzato anche i prezzi nei mercati all’ingrosso dell’energia, con ripercussioni sui prezzi per i clienti finali sia del mercato libero che del mercato tutelato. Andamenti che si riflettono sull’aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori in tutela per il terzo trimestre 2018. Per il settore elettrico, allo scopo di mitigare l’impatto dell’attuale congiuntura, l’Autorità è intervenuta con una modulazione degli oneri generali di sistema, in modo da ridurre l’aumento di spesa per i clienti domestici e non domestici, con pari effetti sia sul mercato tutelato che su quello libero. Di conseguenza, dal prossimo 1° luglio la spesa per l’energia per la famiglia tipo in tutela registrerà un incremento del 6,5% per l’energia elettrica e dell’8,2% per il gas naturale, in controtendenza rispetto ai forti ribassi (-8% per l’elettricità e -5,7% per il gas) del secondo trimestre 2018. Per il gas l’impatto sulla spesa per i clienti domestici risulta meno significativo in considerazione dei bassissimi consumi del periodo estivo. Come detto, l’aumento per l’elettricità sarebbe stato più consistente in assenza dell’importante intervento di ‘scudo’ congiunturale attivato dall’Autorità tramite gli oneri di sistema3 , il cui valore complessivo per il 2018 è stimato in 14 miliardi di euro. Per contenere nell’immediato parte degli aggravi sui consumatori, l’Autorità ha deciso di allegerire in parte il prelievo tariffario degli oneri generali, compensandolo con giacenze-scudo di cassa. Una misura di cui beneficeranno allo stesso modo tutti i consumatori, in tutela e nel mercato libero, resa possibile dalla politica di risanamento finanziario attuata dal Regolatore negli ultimi 7 anni, pur in una traiettoria di triplicazione del fabbisogno degli oneri e che ha consentito di colmare i deficit finanziari presenti nel 2011. La riduzione degli oneri per il trimestre luglio-settembre 2018 dovrà essere reintegrata, con futuri interventi di recupero sulle medesime utenze.
Per l’elettricità la spesa (al lordo tasse) per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole4 (compreso tra il 1° ottobre 2017 e il 30 settembre 2018) sarà di 537 euro, con una variazione del +4,8% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° ottobre 2016 – 30 settembre 2017), corrispondente a un aumento di circa 24 euro/anno. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.050 euro, con una variazione del +2% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° ottobre 2016 – 30 settembre 2017), corrispondente a circa 21 euro/anno. In particolare, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità (il PUN – Prezzo unico nazionale) a maggio ha segnato decisi incrementi rispetto allo stesso mese del 2017 e il pre-consuntivo di giugno risulta in ulteriore aumento; nello stesso periodo, aumenti significativi si registrano anche in numerose borse europee5 . Inoltre, le indicazioni provenienti dai mercati a termine, sebbene con oscillazioni e segnali recenti di attenuazione della crescita, sembrano confermare un trend rialzista anche per il prossimo trimestre luglio-settembre. A ciò si aggiungono: l’effetto stagionalità, che nel terzo trimestre vede prezzi dell’elettricità tradizionalmente più alti degli altri trimestri (nell’ultimo triennio le quotazioni sono state mediamente più alte del 17%); prezzi all’ingrosso del gas al PSV (il mercato all’ingrosso italiano) a maggio superiori del 30% circa rispetto al maggio di un anno fa (con aumenti ancor più marcati nei principali hub europei, con il prezzo al TTF olandese che nello stesso mese sale del +38% su base annuale) e attesi su livelli sostenuti anche per il prossimo trimestre luglio-settembre. Alti prezzi del gas determinati da fattori geopolitici, ma anche dall’elevata domanda per riempire gli stoccaggi in vista dell’inverno, e che stanno spingendo al rialzo gli stessi prezzi alla produzione dell’energia elettrica. Energia elettrica – Nel dettaglio, l’aumento per l’energia elettrica per la famiglia tipo avrebbe determinato una forte crescita dei costi di approvvigionamento, che contribuirebbe per un +12,5% alla variazione complessiva della spesa per il cliente tipo (già al netto di un leggero calo dei costi di dispacciamento, specie per la diminuzione dei costi per le centrali interrompibili). Aumento controbilanciato dalla riduzione del -6% degli oneri generali di sistema (effetto dell’intervento di ‘scudo’), deteminato dal -2,3% per la componente ASOS (gli oneri generali relativi al sostegno delle energie rinnovabili) e dal -3,7% per la componente ARIM (a copertura degli altri oneri). In particolare tutte le aliquote della componente ARIM vengono azzerate per un trimestre per tutti i clienti, domestici e non domestici, mentre le aliquote variabili della componente ASOS vengono ridotte per i soli clienti domestici. Si arriva così al +6,5% finale per la spesa complessiva del cliente domestico tipo. Gas naturale – Nel dettaglio, l’aumento per il gas è determinato principalmente dalla forte crescita della componente CMEM relativa ai costi di approvvigionamento, +8,3% sulla spesa per il cliente tipo, riflettendo il rialzo atteso delle quotazioni all’ingrosso nei mercati a termine in Italia e in Europa. In leggera crescita anche la compoenente relativa al servizio di trasporto Qt (+0,4% sulla spesa del cliente tipo), dovuta all’aumento del corrispettivo a copertura dei costi di trasporto dal PSV al punto di riconsegna della rete per gli oneri derivanti dalla nuova disciplina del settlement gas. Leggero calo (-0,5%) invece per la componente a copertura degli oneri di morosità per i servizi di ultima istanza UG3. Si arriva così al complessivo +8,2% per la spesa del cliente tipo, il cui impatto risulta meno significativo in considerazione dei bassissimi consumi del periodo estivo.
L’aggiornamento trimestrale nel dettaglio
Le aggregazioni e i grafici rispettano le novità introdotte dalla ‘bolletta 2.0’6 Energia elettrica - Nel dettaglio, dal 1° luglio 2018, il prezzo di riferimento dell’energia elettrica per il cliente tipo sarà di 20,22 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse, così suddiviso7 : Spesa per la materia energia: ? 8,81 centesimi di euro (43,57% del totale della bolletta) per i costi di approvvigionamento dell’energia; ? 1,67 centesimi di euro (8,26%) per la commercializzazione al dettaglio. Spesa per il trasporto e la gestione del contatore: ? 3,87 centesimi di euro (19,14%) per i servizi di distribuzione, misura, trasporto, perequazione della trasmissione e distribuzione, qualità. Spesa per oneri di sistema: ? 3,22 centesimi di euro (15,92%) per gli oneri generali di sistema, fissati per legge. Imposte: ? 2,65 centesimi di euro (13,11%) per le imposte che comprendono l’IVA e le accise.
Nel III trimestre del 2018, gli oneri di sistema risultano così ripartiti: In attuazione di quanto previsto dal decreto-legge 210/15 e in considerazione della decisione della Commissione europea in merito alla compatibilità delle misure a favore delle imprese a forte consumo di energia elettrica con le norme europee in materia di aiuti di Stato (decisione C (2017) 3406), con la deliberazione 481/2017 l’Autorità ha aggiornato la struttura generale dei raggruppamenti e delle componenti degli oneri generali del sistema elettrico. Dal 1° gennaio 2018 ha così previsto che le aliquote degli oneri generali relative alle componenti A2, A3, A4, A5, As, MCT, UC4 e UC7 e delle ulteriori componenti da applicare a tutte le tipologie di contratto saranno distinte nei seguenti raggruppamenti: “Oneri generali relativi al sostegno delle energie rinnovabili ed alla cogenerazione” (ASOS), che include tutti gli oneri fino al 31 dicembre 2017 coperti dalla componente tariffaria A3, con l’esclusione delle voci di costo riferite alla produzione ascrivibile a rifiuti non biodegradabili ; “Rimanenti oneri generali” (ARIM). La componente ASOS, visto l’azzeramento della componente ARIM, nel III trimestre 2018 risulta essere pari al 100% degli oneri generali, e ripartita tra i seguenti due elementi: ? 78,74% per gli incentivi alle fonti rinnovabili e alla cogenerazione CIP 6/92 (quota della vecchia componente A3); ? 21,26% per le agevolazioni alle imprese a forte consumo di energia elettrica (vecchia componente ‘Ae’). Si ricorda che la componente ARIM risulta ripartita tra i seguenti elementi: ? elemento per la promozione dell’efficienza energetica (componente UC7); ? elemento oneri per la messa in sicurezza del nucleare e per compensazioni territoriali (componente A2 e MCT), comprensivi dei 135 milioni di euro/anno destinati al Bilancio dello Stato; ? elemento per il sostegno alla ricerca di sistema (componente A5);? elemento per le compensazioni alle imprese elettriche minori (componente UC4); ? elemento per i regimi tariffari speciali per il servizio ferroviario universale e merci (componente A4); ? elemento per il bonus elettrico (componente As); ? elemento per gli incentivi alla produzione di energia da rifiuti non biodegradabili (quota della vecchia componente A3).
(comunicato Arera)
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →