Primarie Michigan: dove andra' il voto arabo?
Nel 2000 diedero il loro sostegno a George Bush jr, che seppe corteggiarli abilmente. Poi venne l'11 settembre, che cambio' tutto. Domani, i musulmani del Michigan che voteranno alle primarie si troveranno di fronte a una scelta non facile: seguire la loro naturale "anima" repubblicana o dar sfogo alla rabbia per la crescente retorica anti-islamica su cui i candidati del Gop hanno incentrato la campagna elettorale. Nello stato dei laghi e in particolare a Dearborn, citta' nei pressi di Detroit che per l'altissima percentuale di "arab americans" si e' guadagnata il titolo di capitale musulmana degli Usa, gli occhi sono puntati soprattutto su Rudolph Giuliani. Alla comunita' islamica il suo spot, che mostra immagini di attentati terroristici alternate a manifestazioni di radicali islamici, non e' andato proprio giu', specie per l'accenno ad una "religione tradita" e ad "un popolo abusato". "Cercano di appellarsi al potere del pregiudizio e dell'odio??.ed e' sciocco. Tutti sanno che abbiamo un problema con il terrorismo. Focalizziamo allora i nostri sforzi sul modo di affrontarlo, invece che sulla fede delle persone", osserva Victor Ghalib Begg, 60 anni, proprietario di un negozio di mobili a Bloomfield Hills e attivista repubblicano. Sul quotidiano "Detroit Free Press", Begg spiega che la comunita' musulmana locale si sente letteralmente sotto assedio a causa delle parole infuocate dei candidati dell'Elefantino. Il veterano John McCain, per esempio, ha dichiarato piu' volte che "la sfida dell'Islam radicale" e' il motivo principale che lo ha spinto alla corsa per la Casa Bianca. E in un recente dibattito in South Carolina ha annunciato con enfasi di non essere interessato a "fare affari con Al-Qaeda. L'unica cosa che vogliono commerciare sono burqa". Un affermazione che ai musulmani del Michigan e' parsa non solo sprezzante, ma anche infelice, considerato che McCain ha una figlia adottiva, Bridget, che proviene dal musulmano Pakistan. Retorica da battaglia anche per il miliardario Mitt Romney, che ai media del New Hampshire ha consegnato un'improvvisata arringa contro "l'Islam radicale e il jihad globale che minacciano tutti noi". Per non parlare del predicatore battista Mike Huckabee, che sul suo sito web ha lanciato un anatema contro i "fascisti islamici" che "hanno dichiarato guerra al nostro mondo e al nostro stile di vita".
Parole e toni che rischiano ora di far saltare il supporto al Gop della comunita' islamica del Michigan, "cuore" pulsante dei maomettani statunitensi che fin dal 1800 scelsero lo stato dei laghi come dimora d'elezione. Nel 1913, quando Henry Ford offri' il generoso salario di 5 dollari al giorno per gli operai della sua fabbrica di Highland Park, a Detroit affluirono centinaia di immigrati libanesi. Poi fu la volta di iracheni e palestinesi, tra cui molti rifugiati politici, e degli yemeniti, attratti dalle innumerevoli opportunita' economiche.
Oggi la citta' di Dearborn rappresenta, dopo Parigi, la piu' grande comunita' musulmana al di fuori del Medio Oriente.
Qui sorge la seconda moschea costruita negli Usa; qui viene prodotta "Razanne", la versione musulmana di Barbie con tanto di Corano in miniatura. Per questo Saul Anuzis, alla guida del partito repubblicano del Michigan, ci tiene a smorzare i toni.
"C'e' una vera e propria apprensione a causa della retorica politica - osserva sul "DetroitFree Press" - e qualche volta essere trascurati con il vocabolario??.Dobbiamo stare piu' attenti alle parole", avverte il leader locale dell'Elefantino.
Perche' "la maggior parte dei seguaci dell'Islam in questo paese e' gente onesta". E perche' i musulmani d'America, "per la loro religiosita', per i valori familiari, per l'impostazione politica", sono tutti tendenzialmente elettori del Partito repubblicano.
Parole e toni che rischiano ora di far saltare il supporto al Gop della comunita' islamica del Michigan, "cuore" pulsante dei maomettani statunitensi che fin dal 1800 scelsero lo stato dei laghi come dimora d'elezione. Nel 1913, quando Henry Ford offri' il generoso salario di 5 dollari al giorno per gli operai della sua fabbrica di Highland Park, a Detroit affluirono centinaia di immigrati libanesi. Poi fu la volta di iracheni e palestinesi, tra cui molti rifugiati politici, e degli yemeniti, attratti dalle innumerevoli opportunita' economiche.
Oggi la citta' di Dearborn rappresenta, dopo Parigi, la piu' grande comunita' musulmana al di fuori del Medio Oriente.
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"C'e' una vera e propria apprensione a causa della retorica politica - osserva sul "DetroitFree Press" - e qualche volta essere trascurati con il vocabolario??.Dobbiamo stare piu' attenti alle parole", avverte il leader locale dell'Elefantino.
Perche' "la maggior parte dei seguaci dell'Islam in questo paese e' gente onesta". E perche' i musulmani d'America, "per la loro religiosita', per i valori familiari, per l'impostazione politica", sono tutti tendenzialmente elettori del Partito repubblicano.
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