Lunedì 8 giugno 2026
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Primo congresso nazionale degli stranieri in Italia

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Un neo costituito Direttivo nazionale, formato da rappresentanti dei principali gruppi etnici presenti in Italia, e un documento unitario, democraticamente approvato, da offrire alla societa' italiana come espressione del "punto di vista degli immigrati d'Italia" sui temi caldi dell'agenda politica: questi i due risultati ottenuti dal Primo Congresso Nazionale del Comitato Immigrati in Italia, conclusosi ieri pomeriggio a Roma. Lo rende noto un comunicato.
Lavoro, casa, sanita', istruzione, diritti, famiglia, imprenditoria, laicita', cittadinanza, immigrazione: i quasi duecento delegati locali, provenienti da quasi tutte le regioni, ne hanno discusso per due giorni in altrettanti tavoli tematici, giungendo a formulare proposte concrete su ciascun argomento, stimoli al confronto per tutti i soggetti istituzionali che, a vario titolo, si occupano di immigrazione.
"Auto rappresentarci e' l'unica strada verso una reale integrazione - ha dichiarato alla conclusione dei lavori assembleari Edgar Galiano, rappresentante del Comitato - e, in questo senso, la scelta del 25 aprile non e' stata casuale. Il nostro auspicio e' che l'anniversario della Liberazione segni da oggi anche un'altra 'liberazione' in questo Paese: quella degli immigrati dalla prigione del silenzio e della marginalita' sociale". Livia Turco oggi, cosi' come i senatori Pedica e Della Seta ieri, insieme con numerosi rappresentanti di sindacati e associazioni italiane, hanno presenziato a questo Primo Congresso degli immigrati d'Italia, raccogliendo da subito la sfida proposta dal Comitato. Padre Gianromano Gnesotto, di Migrantes, ha portato la solidarieta' del mondo cattolico, e in tanti, come Luigi De Magistris, hanno espresso la loro vicinanza e solidarieta'.
I prossimi passi del Comitato - organizzazione indipendente di auto-rappresentanza che dal 2002 si batte per la promozione e la difesa dei diritti dei cittadini immigrati - d'ora in poi andranno tutti nella stessa direzione: porsi come voce autorevole degli immigrati italiani di fronte al governo, alle istituzioni e ai sindacati, per cercare - attraverso la lotta sociale - di ottenere tutti quei diritti di cittadinanza che oggi in Italia gli sono ancora negati.
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