Il primo polmone coltivato in provetta
Funziona il primo polmone coltivato in provetta. Regola lo scambio fra ossigeno e anidride carbonica nell'organismo di un ratto, come dimostrano le prime immagini diffuse online dalla rivista Science, a corredo dell'articolo pubblicato dal dipartimento di bioingegneria dell'universita' americana di Yale. Per la coordinatrice della ricerca, Laura Niklason, 'e' un primo passo verso la rigenerazione dei polmoni per animali piu' grandi ed eventualmente per l'uomo'.Il primo organo complesso mai costruito in laboratorio ha anticipato tutte le previsioni. Soltanto sei mesi fa alcuni tra i maggiori esperti internazionali nel campo degli organi biotech prevedevano che per la costruzione del primo alveolo artificiale ci sarebbero voluti ancora cinque anni. Tuttavia la stessa Niklason ritiene che 'c'e' ancora molto lavoro da fare per mettere a punto polmoni artificiali che abbiano una piena funzionalita''. Per la ricercatrice 'ci vorranno ancora anni di ricerca con le cellule staminali adulte prima di poter applicare questa tecnica ai pazienti'.
Indubbiamente si e' aperta una nuova strada e quella che finora era solo fantascienza oggi e' una prospettiva reale: diventa possibile rigenerare in laboratorio i polmoni di pazienti colpiti da malattie che ne hanno compromesso in modo irreparabile la funzionalita', evitando in questo modo molti trapianti.
Punto di partenza dell'esperimento e' stato prelevare i polmoni da un ratto adulto e rimuovere da essi i componenti cellulari, conservando soltanto la struttura di base per utilizzarla come 'impalcatura' sulla quale far crescere le nuove cellule. Finora si era cercato di utilizzare solo strutture artificiali su cui far crescere le cellule, ma ora il gruppo di Yale ha dimostrato che l'impalcatura naturale dei polmoni in realta' 'dialoga' con le cellule: scambia messaggi capaci di indirizzarne la crescita. E' come se dicesse loro quello che devono fare e dove devono andare.
E' stato questo il successo della seconda fase dell'esperimento, la vera e propria 'coltivazione' delle cellule. L'altra grande novita' e' che questa e' avvenuta all'interno di un bioreattore progettato per imitare alcuni aspetti dell'ambiente nel quale di sviluppano i polmoni durante lo sviluppo fetale.
Attorno alla struttura sono cosi' cresciute nuove popolazioni di cellule, finche' non si sono completamente rigenerati i polmoni. Questi sono stati quindi impiantati nel ratto e hanno cominciato a funzionare regolarmente per un periodo considerevole, compreso fra 45 minuti e due ore.
Il gruppo di Novelli, con Federica Sangiuolo, ha appena presentato dati importanti sulla rigenerazione del tessuto dei polmoni nel convegno internazionale sulle cellule staminali di San Francisco: polmoni di ratto lesionati dall'esposizione a sostanze tossiche sono stati rigenerati trasferendo nelle aree danneggiate delle cellule staminali embrionali. Un grande risultato, ma molto diverso da quello annunciato su Science.
Quello ottenuto a Yale, osserva Novelli, 'e' un risultato che va al di la' di tutto quanto e' stato fatto finora: fino ad oggi ci siamo limitati a inoculare cellule staminali, mentre i ricercatori di Yale hanno dimostrato di poter costruire un organo complesso'. Ci vorranno ancora anni di lavoro per arrivare ad applicare questa tecnologia nei pazienti, conclude, ma e' indubbiamente la 'prima esperienza di applicazione reale dell'ingegneria dei tessuti'.
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