Privacy, il Wppj boccia il registro dei richiedenti asilo e degli irregolari
Per il gruppo di esperti europei istituito dalle autorita' nazionali garanti della privacy (Wppj) e presieduto da Francesco Pizzetti la proposta avanzata dalla Commissione europea per ampliare l'accesso a Eurodac (la banca dati dei richiedenti asilo e degli immigrati clandestini) e' 'ingiustificata'.
In una nota, il gruppo di esperti 'esprime le proprie preoccupazioni in relazione alla decisione della Commissione europea di adottare un emendamento che consentirebbe alle autorita' di polizia di accedere ad Eurodac, la banca dati dell'Ue contenente le impronte digitali dei richiedenti asilo'.
Il gruppo ricorda che Eurodac e' stato creato 'per uno scopo specifico e contiene dati molto sensibili relativi a soggetti particolarmente vulnerabili, quali sono i richiedenti asilo'.
Il Wppj sottolinea che esistono gia' numerose altre banche dati e numerosi canali informativi a disposizione delle autorita' di polizia per la lotta al terrorismo e ad altre gravi forme di criminalita'.
La Commissione non ha ancora dimostrato la necessita' di un accesso al database di Eurodac per queste finalita'. Tale accesso contrasta, peraltro, con altri principi fondamentali della protezione dei dati relativi alla proporzionalita' dei trattamenti e al rispetto delle loro finalita'.
Il Wppj - conclude la nota - intende analizzare con attenzione la proposta della Commissione e fornire un piu' motivato parere, ma invita sin d'ora Parlamento e Consiglio a un dibattito approfondito che tenga conto delle pesanti ricadute che tali iniziative possono avere sui diritti e le liberta' fondamentali dei cittadini.
In una nota, il gruppo di esperti 'esprime le proprie preoccupazioni in relazione alla decisione della Commissione europea di adottare un emendamento che consentirebbe alle autorita' di polizia di accedere ad Eurodac, la banca dati dell'Ue contenente le impronte digitali dei richiedenti asilo'.
Il gruppo ricorda che Eurodac e' stato creato 'per uno scopo specifico e contiene dati molto sensibili relativi a soggetti particolarmente vulnerabili, quali sono i richiedenti asilo'.
Il Wppj sottolinea che esistono gia' numerose altre banche dati e numerosi canali informativi a disposizione delle autorita' di polizia per la lotta al terrorismo e ad altre gravi forme di criminalita'.
La Commissione non ha ancora dimostrato la necessita' di un accesso al database di Eurodac per queste finalita'. Tale accesso contrasta, peraltro, con altri principi fondamentali della protezione dei dati relativi alla proporzionalita' dei trattamenti e al rispetto delle loro finalita'.
Il Wppj - conclude la nota - intende analizzare con attenzione la proposta della Commissione e fornire un piu' motivato parere, ma invita sin d'ora Parlamento e Consiglio a un dibattito approfondito che tenga conto delle pesanti ricadute che tali iniziative possono avere sui diritti e le liberta' fondamentali dei cittadini.
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