Venerdì 5 giugno 2026
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Processi troppo lunghi. In calo le domande di indennizzo

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Sono 5.680 i procedimenti avviati nei primi sei mesi di quest'anno, il 62,7% in meno dei 15.246 del primo semestre del 2012. Calo correlato sui procedimenti pendenti: dai 56.348 di fine 2012 ai 45.500 dei primi sei mesi 2013.
Sono i primi risultati della riforma dell'anno scorso, pensata per scoraggiare ricorsi infondati.
I dati sono del “Data warehouse della giustizia civile”, il sistema informativo del ministero della Giustizia che raccoglie i dati dei registri delle cancellerie civili di tribunali e Corti d'appello.
La riforma dell'anno scorso (Dl 83/2012) ha modificato la legge Pinto (89/2001), che ha dato la possibilità di fare ricorso per ottenere un'«equa riparazione» a chi subisce un danno «patrimoniale o non patrimoniale» per i processi che sforano il «termine ragionevole» di durata stabilito dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo (Cedu). Grazi a questa legge, nei primi sei mesi del 2009 furono presentati 18.033 ricorsi, con evidenti conseguenze di intasamento per le Corti d'appello.
La nuova legge ha disincentivato i ricorsi infondati: il giudice che dichiara la domanda «inammissibile» o «manifestamente infondata», può condannare il ricorrente a una "multa" di almeno 1.000 euro e fino a 10mila euro. Inoltre non spetta indennizzo a chi ha agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave o che, comunque, ha fatto allungare i tempi abusando dei poteri processuali. Con la nuova legge, inoltre, non è più possibile fare domanda mentre il processo è in corso, ma occorre attendere la decisione definitiva per poi proporre ricorso entro sei mesi, pena di decadenza.
Infine, c'è in piu', rispetto al passato, l'onere di produrre tutti gli atti rilevanti del caso, in copia autentica (pagando le spese).
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