Procreazione assistita. Corte diritti uomo si pronuncera' su legge
Il 23 febbraio la Corte europea dei diritti dell'uomo 'e' chiamata a pronunciarsi in via definitiva sulla conformita' alla Convenzione dei diritti dell'uomo della disciplina austriaca che pone un divieto analogo a quello italiano alla procreazione assistita di tipo eterologo'. Lo spiega l'associazione Hera, annunciando che e' stata accolta dalla Corte 'l'istanza di intervento' della stessa associazione, insieme all'associazione Sos Infertilita' ' che, 'come altre associazioni di pazienti che operano in tutta Europa avevano chiesto di intervenire'.
'Si tratta di una decisione importante afferma il presidente di Hera, Francesco Gerardi - che permettera' alle associazioni italiane di rappresentare compiutamente le ragioni secondo cui il divieto assoluto di fecondazione eterologa risulta ingiusto e discriminatorio'.
La decisione europea 'avra' un peso anche in Italia', spiegano Marilisa D'Amico, ordinario di diritto costituzionale all'Università statale di Milano e Maria Paola Costantini del Foro di Firenze che hanno promosso l'azione. 'Considerato che l'Italia aderisce al sistema della Convenzione dei diritti dell'uomo, e' tenuta ad adeguarsi alle pronunce definitive della Corte Edu'.
'Sarebbe fondamentale - aggiunge il collegio difensivo dell'associazione che nel 2010 ha promosso una decina di ricorsi davanti ai Tribunali di Catania, Bologna e Milano per il cambiamento della legge italiana - andare davanti alla Corte costituzionale italiana con una pronuncia positiva della Corte di Strasburgo'.
'Si tratta di una decisione importante afferma il presidente di Hera, Francesco Gerardi - che permettera' alle associazioni italiane di rappresentare compiutamente le ragioni secondo cui il divieto assoluto di fecondazione eterologa risulta ingiusto e discriminatorio'.
La decisione europea 'avra' un peso anche in Italia', spiegano Marilisa D'Amico, ordinario di diritto costituzionale all'Università statale di Milano e Maria Paola Costantini del Foro di Firenze che hanno promosso l'azione. 'Considerato che l'Italia aderisce al sistema della Convenzione dei diritti dell'uomo, e' tenuta ad adeguarsi alle pronunce definitive della Corte Edu'.
'Sarebbe fondamentale - aggiunge il collegio difensivo dell'associazione che nel 2010 ha promosso una decina di ricorsi davanti ai Tribunali di Catania, Bologna e Milano per il cambiamento della legge italiana - andare davanti alla Corte costituzionale italiana con una pronuncia positiva della Corte di Strasburgo'.
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