Procreazione assistita, nati agnellini da baby ovuli e madri anziane
Sono nati in Italia i primi agnellini generati con la fecondazione artificiale utilizzando ovuli di madri giovanissime (appena un mese) o anziane (otto anni): l'obiettivo e' avere, per la prima volta, un modello sperimentale per osservare eventuali rischi dell'uso, nell'uomo, di ovuli prelevati da bambine (ad esempio se devono affrontare aggressive cure anticancro) o da donne vicine alla menopausa.
L'esperimento e' stato condotto dall'universita' di Teramo in collaborazione con l'Istituto Zooprofilattico per l'Abruzzo e il Molise. Obiettivo della ricerca, coordinata da Grazyna Ptak, e' verificare negli animali efficacia e soprattutto eventuali rischi di tecniche di frontiera nel campo della fecondazione artificiale.
Gli agnellini, tre femmine, nati con questa tecnica si chiamano Martina, Mia e Cleo. La prima e' nata dall'ovocita prelevato da una baby-mamma, fatto maturare in un incubatore, fecondato e impiantato nella madre adottiva. Mia e Cleo sono invece figlie di pecore anziane. Questi test preliminari permetteranno ora di osservare, su mammiferi complessi, che cosa succede quando si utilizzano ovuli immaturi oppure anziani, come sempre piu' spesso accade nel mondo, nelle pratiche di fecondazione artificiale.
'Basti pensare che sono 640 nel mondo i bambini nati da madri di oltre 40 anni, con tecniche di 'ringiovanimento' degli ovociti', spiega Pasqualino Loi, 'padre' del primo muflone clonato. In alcuni casi, prosegue, nell'ovocita anziano viene iniettato il citoplasma dell'ovocita di una donna molto piu' giovane; in altri casi il nucleo dell'ovocita anziano viene trasferito nell'ovulo di una donna giovane'. Sono rari, ma reali, anche i casi in cui viene prelevato il tessuto ovarico in bambine colpite da un tumore e che, per le cure aggressive che dovranno affrontare possono perdere la fertilita'. Il tessuto ovarico, prelevato e congelato, potra' essere utilizzato in futuro, quando vorranno avere figli.
'Prima di avventurarsi in manipolazioni invasive - spiega Loi - e' consigliabile osservare che cosa accade: e' necessaria molta attenzione prima di portare innovazioni dal laboratorio alla clinica'.
Per Grazyna Ptak 'si tratta di verificare se l'eta' della madre genetica puo', in quanto tale, influenzare il benessere del nascituro. Di solito la valutazione della salute del soggetto nato in seguito alle tecniche di riproduzione assistita, viene effettuata entro poche ore o alcuni giorni dalla nascita. Le nostre agnelline appena nate stanno benissimo, ma lo scopo della nostra ricerca sara' quello di monitorare il loro benessere e il loro comportamento nel lungo periodo, anche in termini trans-generazionali, cosa mai verificata sino ad oggi'.
L'esperimento e' stato condotto dall'universita' di Teramo in collaborazione con l'Istituto Zooprofilattico per l'Abruzzo e il Molise. Obiettivo della ricerca, coordinata da Grazyna Ptak, e' verificare negli animali efficacia e soprattutto eventuali rischi di tecniche di frontiera nel campo della fecondazione artificiale.
Gli agnellini, tre femmine, nati con questa tecnica si chiamano Martina, Mia e Cleo. La prima e' nata dall'ovocita prelevato da una baby-mamma, fatto maturare in un incubatore, fecondato e impiantato nella madre adottiva. Mia e Cleo sono invece figlie di pecore anziane. Questi test preliminari permetteranno ora di osservare, su mammiferi complessi, che cosa succede quando si utilizzano ovuli immaturi oppure anziani, come sempre piu' spesso accade nel mondo, nelle pratiche di fecondazione artificiale.
'Basti pensare che sono 640 nel mondo i bambini nati da madri di oltre 40 anni, con tecniche di 'ringiovanimento' degli ovociti', spiega Pasqualino Loi, 'padre' del primo muflone clonato. In alcuni casi, prosegue, nell'ovocita anziano viene iniettato il citoplasma dell'ovocita di una donna molto piu' giovane; in altri casi il nucleo dell'ovocita anziano viene trasferito nell'ovulo di una donna giovane'. Sono rari, ma reali, anche i casi in cui viene prelevato il tessuto ovarico in bambine colpite da un tumore e che, per le cure aggressive che dovranno affrontare possono perdere la fertilita'. Il tessuto ovarico, prelevato e congelato, potra' essere utilizzato in futuro, quando vorranno avere figli.
'Prima di avventurarsi in manipolazioni invasive - spiega Loi - e' consigliabile osservare che cosa accade: e' necessaria molta attenzione prima di portare innovazioni dal laboratorio alla clinica'.
Per Grazyna Ptak 'si tratta di verificare se l'eta' della madre genetica puo', in quanto tale, influenzare il benessere del nascituro. Di solito la valutazione della salute del soggetto nato in seguito alle tecniche di riproduzione assistita, viene effettuata entro poche ore o alcuni giorni dalla nascita. Le nostre agnelline appena nate stanno benissimo, ma lo scopo della nostra ricerca sara' quello di monitorare il loro benessere e il loro comportamento nel lungo periodo, anche in termini trans-generazionali, cosa mai verificata sino ad oggi'.
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