Procreazione assistita. Tribunale Milano rinvia legge a Corte Costituzionale
Il tribunale civile di Milano e' il terzo a sollevare la questione di incostituzionalita' relativa alla parte della legge 40 del 2004 sulla procreazione della medicalmente assistita che vieta la fecondazione eterologa. Nei mesi scorsi anche i giudici di Catania e di Firenze, infatti, hanno eccepito l'incostituzionalita' della norma, su ricorso di coppie sterili desiderose di avere un bambino utilizzando materiale genetico di un donatore anonimo. A breve, inoltre, anche il tribunale di Bologna dovrebbe rimandare la questione agli ermellini: ai giudici emiliani si sono infatti rivolte altre due coppie sterili.
"La coppia che si e' rivolta al tribunale di Catania - ricorda all'Adnkronos Salute l'avvocato Maria Paola Costantini, curatrice del ricorso - e' siciliana. Il marito ha 40 anni e la moglie 37.
Quest'ultima non puo' avere figli a causa di una menopausa precoce.
Hanno tentato per molto tempo di avere figli con la fecondazione assistita in Italia e si sono anche rivolti all'estero, senza successo. La coppia che ha invece presentato ricorso a Firenze presentava un problema di sterilita' maschile, legata a un disturbo chiamato azoospermia totale". Esattamente quello che affligge la coppia che si e' rivolta al tribunale di Milano, lo stesso che oggi ha sollevato il dubbio di incostituzionalita'.
Nel caso delle coppie che hanno fatto ricorso al tribunale di Bologna, che deve ancora "emettere la sua ordinanza, si tratta di una coppia siciliana e di una bolognese, entrambe composte da persone molto giovani e in cui il marito e' sterile".
"Abbiamo intenzione di riunire le procedure davanti alla Consulta - fa sapere il legale - come accadde nel 2009 nel caso della diagnosi preimpianto". Oggi, intanto, in Gazzetta ufficiale e' stata pubblicata l'ordinanza del tribunale di Firenze, cosa che "implica la calendarizzazione da parte della Corte costituzionale, che normalmente avviene due, tre mesi dopo la pubblicazione in Gazzetta ma che, in questo caso, potrebbe ritardare proprio a causa della nostra intenzione di unificare le ordinanze.
Sappiamo che anche l'ordinanza del tribunale di Catania e' arrivata alla Consulta - assicura l'avvocato - che dovrebbe pubblicarla in Gazzetta a breve".
Costantini rende noto infine che "la Corte europea dei diritti dell'uomo si pronuncera' il prossimo 23 febbraio sulla conformita' alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo della disciplina austriaca che pone un divieto analogo a quello italiano alla procreazione assistita di tipo eterologo. Come altre associazioni di pazienti di tutta Europa - annuncia - anche le associazioni Hera e Sos infertilita' sono state autorizzate a intervenire come rappresentanti italiane".
"Oltre alle giurisdizioni nazionali siamo pronti ad attivare tutte quelle internazionali perche' giustizia sia fatta". Cosi' Marco Cappato, segretario dell'associazione Luca Coscioni, e Filomena Gallo, presidente di Amica Cicogna e vice segretario della Coscioni, dopo che il tribunale di Milano, terzo dopo quelli di Firenze e Catania, ha inviato la legge sulla procreazione medicalmente assistita alla Corte Costituzionale sul divieto di eterologa.
"La strada aperta dalla Corte europea dei diritti dell'uomo lo scorso aprile - sottolinea Cappato - ha consentito che i giudici italiani, quali giudici 'comunitari', sollevassero il dubbio di legittimita' costituzionale sul divieto di eterologa della legge 40.
L'Italia, che si distingue per avere la legge in materia piu' antiscientifica e lesiva dei diritti delle persone, oggi dovrebbe finalmente porre in agenda politica il rispetto del diritto alla salute, del principio di uguaglianza, del rispetto della liberta' di ricerca scientifica e intervenire sulla legge 40 come vorrebbe la maggioranza dei cittadini".
"Dal 2004 a oggi - incalza Gallo - le coppie hanno fatto un passaggio obbligato nei tribunali per poter accedere alla fecondazione assistita nel rispetto del diritto alla salute e del principio di uguaglianza. Ricordiamo che per ben 8 volte i tribunali italiani hanno inviato la legge 40 dinanzi ai giudici costituzionali. Attualmente la legislazione italiana - conclude - e' un caso unico al mondo poiche' dispone divieti tassativi su tecniche mediche, a danno di tante persone che per curarsi devono recarsi all'estero. Purtroppo il Governo nazionale si ostina a difendere tale legge che puntualmente i tribunali condannano cancellandone parti sostanziali".
"La coppia che si e' rivolta al tribunale di Catania - ricorda all'Adnkronos Salute l'avvocato Maria Paola Costantini, curatrice del ricorso - e' siciliana. Il marito ha 40 anni e la moglie 37.
Quest'ultima non puo' avere figli a causa di una menopausa precoce.
Hanno tentato per molto tempo di avere figli con la fecondazione assistita in Italia e si sono anche rivolti all'estero, senza successo. La coppia che ha invece presentato ricorso a Firenze presentava un problema di sterilita' maschile, legata a un disturbo chiamato azoospermia totale". Esattamente quello che affligge la coppia che si e' rivolta al tribunale di Milano, lo stesso che oggi ha sollevato il dubbio di incostituzionalita'.
Nel caso delle coppie che hanno fatto ricorso al tribunale di Bologna, che deve ancora "emettere la sua ordinanza, si tratta di una coppia siciliana e di una bolognese, entrambe composte da persone molto giovani e in cui il marito e' sterile".
"Abbiamo intenzione di riunire le procedure davanti alla Consulta - fa sapere il legale - come accadde nel 2009 nel caso della diagnosi preimpianto". Oggi, intanto, in Gazzetta ufficiale e' stata pubblicata l'ordinanza del tribunale di Firenze, cosa che "implica la calendarizzazione da parte della Corte costituzionale, che normalmente avviene due, tre mesi dopo la pubblicazione in Gazzetta ma che, in questo caso, potrebbe ritardare proprio a causa della nostra intenzione di unificare le ordinanze.
Sappiamo che anche l'ordinanza del tribunale di Catania e' arrivata alla Consulta - assicura l'avvocato - che dovrebbe pubblicarla in Gazzetta a breve".
Costantini rende noto infine che "la Corte europea dei diritti dell'uomo si pronuncera' il prossimo 23 febbraio sulla conformita' alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo della disciplina austriaca che pone un divieto analogo a quello italiano alla procreazione assistita di tipo eterologo. Come altre associazioni di pazienti di tutta Europa - annuncia - anche le associazioni Hera e Sos infertilita' sono state autorizzate a intervenire come rappresentanti italiane".
"Oltre alle giurisdizioni nazionali siamo pronti ad attivare tutte quelle internazionali perche' giustizia sia fatta". Cosi' Marco Cappato, segretario dell'associazione Luca Coscioni, e Filomena Gallo, presidente di Amica Cicogna e vice segretario della Coscioni, dopo che il tribunale di Milano, terzo dopo quelli di Firenze e Catania, ha inviato la legge sulla procreazione medicalmente assistita alla Corte Costituzionale sul divieto di eterologa.
"La strada aperta dalla Corte europea dei diritti dell'uomo lo scorso aprile - sottolinea Cappato - ha consentito che i giudici italiani, quali giudici 'comunitari', sollevassero il dubbio di legittimita' costituzionale sul divieto di eterologa della legge 40.
L'Italia, che si distingue per avere la legge in materia piu' antiscientifica e lesiva dei diritti delle persone, oggi dovrebbe finalmente porre in agenda politica il rispetto del diritto alla salute, del principio di uguaglianza, del rispetto della liberta' di ricerca scientifica e intervenire sulla legge 40 come vorrebbe la maggioranza dei cittadini".
"Dal 2004 a oggi - incalza Gallo - le coppie hanno fatto un passaggio obbligato nei tribunali per poter accedere alla fecondazione assistita nel rispetto del diritto alla salute e del principio di uguaglianza. Ricordiamo che per ben 8 volte i tribunali italiani hanno inviato la legge 40 dinanzi ai giudici costituzionali. Attualmente la legislazione italiana - conclude - e' un caso unico al mondo poiche' dispone divieti tassativi su tecniche mediche, a danno di tante persone che per curarsi devono recarsi all'estero. Purtroppo il Governo nazionale si ostina a difendere tale legge che puntualmente i tribunali condannano cancellandone parti sostanziali".
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