Procura New York e Miami indagano per narcotraffico il presidente della Camera del Venezuela
I procuratori statunitensi stanno conducendo indagini a carico di diversi alti funzionari e ufficiali venezuelani, incluso il presidente dell'Assemblea nazionale Diosdado Cabello, sospettati di aver trasformato il loro Paese in un vero e proprio snodo mondiale del traffico di cocaina e del riciclaggio di denaro. A condurre le indagini - secondo un'inchiesta del "Wall Street Journal" - sono una unita' d'elite della Drug Enforcement Administration di Washington, e procuratori federali a New York e Miami, che si avvalgono delle testimonianze di ex trafficanti di droga, informatori e disertori delle forze armate venezuelane. Secondo un funzionario anonimo del dipartimento di Giustizia statunitense, gli investigatori hanno accumulato un gran numero di prove che confermerebbero come Cabello sia uno dei capi, se non il capo assoluto, del cartello della droga venezuelano oggetto delle indagini, profondamente radicato nelle istituzioni pubbliche di quel paese sudamericano. Oltre a Cabello, tra i nomi piu' importanti dell'inchiesta emergono il governatore dello Stato di Aragua ed ex ministro dell'Interno, Tarek El Aissami, cosi' come l'ex direttore dei servizi segreti militari, Hugo Carvajal, che dal 2008 e' accusato dagli Stati Uniti di partecipare al narcotraffico con la guerriglia delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc). Cabello ha chiaramente negato queste accuse e, la scorsa settimana, un tribunale venezuelano ha vietato di lasciare il paese a 22 dirigenti e rappresentanti dei quotidiani "El Nacional" e "Tal Cual", che lo stesso presidente dell'Assemblea nazionale aveva denunciato per diffamazione aggravata, per aver pubblicato le informazioni circa il suo presunto legame con il Cartello dei Los Soles. Nel suo articolo, il "Wall Street Journal" non menziona il cartello, ma riporta che secondo alcune autorita' degli Stati Uniti alcuni dei funzionari e degli ufficiali militari venezuelani indagati sono "di fatto leader delle organizzazioni del narcotraffico, che utilizzano il Venezuela come base per l'invio di cocaina verso gli Stati Uniti e l'Europa". Anche se le indagini sarebbero a buon punto, le imputazioni potrebbero rimanere segrete fino a quando non saranno effettuati i primi arresti, cosa difficile a meno che i sospetti non si spostino all'estero, spiega il quotidiano nordamericano.
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