Giovedì 11 giugno 2026
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Procura di Roma chiede archiviazione fascicolo contro Maroni

U.E. - ITALIA
Notizia ·
La procura di Roma ha chiesto al tribunale dei ministri di archiviare la posizione di Roberto Maroni, quale titolare del dicastero dell'Interno, indagato per abuso d'ufficio in relazione al respingimento dei 227 migranti partiti dalla Libia e salvati in acque internazionali nel maggio scorso. L'iniziativa dei magistrati di piazzale Clodio era legata all'esposto presentato contro il Governo italiano e il Viminale dai parlamentari Radicali eletti nelle liste del Pd Rita Bernardini, Elisabetta Zamparutti, Donatella Poretti e Marco Perduca e dagli avvocati Alessandro Gerardi e Giuseppe Rossodivita, membri dirigenti di Radicali italiani. Con quell'esposto, si chiedeva alla magistratura di verificare la legittimita' giuridica del respingimento in Libia dei profughi soccorsi in acque non territoriali, "atteso che alcuni di loro erano in possesso dei requisiti per avanzare richiesta di asilo politico una volta giunti in Italia, come certificato anche dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati".
Per la procura nessun reato e' addebitale al ministro Maroni: quello del respingimento - e' la motivazioni dei pm - e' stato un provvedimento di natura politica finalizzato a evitare l'ingresso dei clandestini nel nostro Paese mantenendo ferma, comunque, la tutela di chi ha tutti i requisiti per chiedere asilo politico.

"Ci sorprende e rammarica il fatto che la Procura della Repubblica di Roma abbia deciso di archiviare, in tempi brevissimi e senza aver svolto alcuna attivita' di indagine, il nostro esposto in merito ai respingimenti dei potenziali richiedenti asilo attuati in questi mesi dal ministro Maroni". Lo dichiarano i parlamentari radicali che avevano presentato l'esposto.
"Restiamo infatti convinti- continuano- che il nostro governo, nel riammettere con l'uso della forza i migranti in Libia, Paese che non ha firmato la Convenzione di Ginevra e che continua impunemente a calpestare in modo violento e sistematico i diritti umani dei potenziali rifugiati, stia violando tutti gli obblighi internazionali in materia di asilo".
Respingere le barche che arrivano nel nostro Paese "non rappresenta, come sostiene la Procura di Roma, un atto di natura politica in quanto tale insindacabile in sede penale, proprio perche' trattasi di attivita' che rende praticamente impossibile l'accesso alla richiesta d'asilo politico da parte di persone che ne hanno bisogno".
Il governo italiano, il primo ministro ed il ministro dell'Interno, continuano i radicali, "hanno assolutamente ragione quando dicono che non tutte le persone che arrivano in Italia hanno diritto ad ottenere lo status di rifugiato; tuttavia, quelle stesse persone hanno certamente diritto a chiederlo e, con i respingimenti, questo diritto viene loro negato, cosi' come viene negata la possibilita' che le loro ragioni siano valutate secondo i principi dei diritti umani".
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