Sabato 6 giugno 2026
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Procura di Torino pone questione di legittimità costituzionale su reato clandestinità

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Processare e condannare i clandestini solo perche' sono clandestini non si puo': la nuova legge, cosi' come e' stata scritta, non rispetta la Costituzione. Lo dicono i pm di Torino e Agrigento, che hanno chiesto ai giudici di interpellare la Consulta. Al centro c'e' l'articolo 10 bis, quello che punisce con ammende fino a diecimila euro chi si trova senza permesso nel territorio nazionale.
Nel capoluogo piemontese e' stato il pm Paola Bellone a proporre la questione di legittimita' a nome dell'intera procura guidata da Gian Carlo Caselli. Si stava discutendo il caso di un giardiniere egiziano - presente in aula - che ha sposato in Piemonte una ragazza marocchina regolare (conosciuta via chat quando era ancora ad Alessandria d'Egitto) dalla quale nove mesi fa ha avuto una bimba, Ritai: l'uomo voleva un documento di soggiorno per motivi familiari ma quando si e' presentato in questura e' stato denunciato. Ad Agrigento, dove l'atto e' stato depositato dal procuratore Renato Di Natale, era in corso il processo a ventuno migranti sbarcati nella Sicilia meridionale.
Nei rilievi dei magistrati si intrecciano norme giuridiche e aspetti umanitari. I siciliani segnalano il 'mancato rispetto degli obblighi internazionali assunti dall'Italia' (come il Protocollo Onu di Palermo del 2000) e fanno presente che si incriminano persone che ci si e' impegnati ad 'assistere e proteggere'. Nel tribunale di Torino, dove la piccola Ritai aspettava nei corridoi in braccio alla madre, la pm ha citato la convenzione di New York del 1989 sui diritti dei fanciulli all'identita' e alla cittadinanza. Per i torinesi la nuova disciplina introduce una 'disparita' di trattamento' rispetto agli immigrati gia' espulsi per ordine delle questure (i quali, in certi casi, a differenza dei clandestini 'semplici' possono essere assolti per 'giustificati motivi'), prevede sanzioni pecuniarie irragionevoli e inapplicabili, punisce 'una mera condizione personale dello straniero clandestino' che di per se', come ha gia' sancito la stessa Corte Costituzionale nel 2007, non indica 'una particolare pericolosita' sociale''.
Una questione analoga e' gia' stata sollevata d'ufficio dal tribunale di Pesaro il 31 agosto. A Torino il giudice decidera' il 6 ottobre. Fra gli esponenti della Lega, Mario Borghezio dice che le procure 'cercano il pelo nell'uovo', Roberto Cota afferma che 'sull'immigrazione clandestina il mandato dei cittadini e' chiaro e i magistrati dovrebbero applicare le leggi'. Giorgio Merlo, del Pd, ritiene invece che le critiche di Caselli al 10 bis 'non siano peregrine'.
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