Sabato 6 giugno 2026
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Prohibition party a Milano. Maroni: niente patente. De Corato: i Sert sono luoghi di spaccio. Pene piu' severe, manette, tolleranza zero...

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Assoluta durezza nel colpire il traffico e lo spaccio di stupefacenti attraverso una "delimitazione piú precisa tra spaccio e consumo" insieme con una politica mirata a "disincentivare i giovani a fare uso di droga", arrivando a introdurre anche sanzioni accessorie come il ritiro o la non concessione della patente di guida a chi è condannato in via definitiva per droga. E' la ricetta che il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha esposto nel corso del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica che si è tenuto questa mattina in Prefettura a Milano, che include anche un inasprimento mirato contro la criminalità organizzata e l'immigrazione clandestina extracomunitaria e modifiche tecniche al Codice per "migliorare i meccanismi di attacco al circuito dello smercio di stupefacenti".  Per Maroni è arrivato il momento non solo di "svuotare la vasca, cosa che lodevolmente fanno le forze dell'ordine, la magistraturra e le Istituzioni (come le iniziative che ha preso e prenderà il sindaco Moratti), ma anche di chiudere i rubinetti". In pratica questo significa secondo il ministro "interrompere i flussi di droga che vengono dal Sudamerica in Italia via 'ndrangheta passando principalmente dal porto di Gioia Tauro, e contrastare il flusso che viene da altre parti del mondo, in particolare dall'Asia via regioni Balcaniche, attraverso una serie di iniziative di collaborazione internazionale dal punto di vista delle indagini e di messa in sicurezza delle infrastrutture dove arriva la droga, che sono allo studio del ministero".  Il capo del Viminale ha poi sottolineato lo stretto legame tra droghe e mafie: "il grande business della criminalità organizzata ha ancora oggi come sua fonte principale di finanziamento i traffici legati alle sostanze stupefacenti e dunque la lotta alla criminalità organizzata è principalmente lotta al traffico di droga ed è una delle questioni su cui si concentrerà l'azione del Viminale nei prossimi mesi". Portando poi come esempio l'operazione condotta oggi dal Ros dei carabinieri e coordinata dalla Procura di Trento contro un'organizzazione legata alla Sacra Corona Unita pugliese finalizzata al traffico di stupefacenti e che aveva la sua base a Riva del Garda (Trento), il ministro ha sottolineato che il fenomeno della droga "è purtroppo in crescita e non è piú di esclusiva gestione da parte della 'ndrangheta".    
Evitando di soffermarsi sulle questioni "molto tecniche, come per esempio una modifica della normativa sul patteggiamento", Maroni ha invece voluto esporre "quattro delle cose piú significative uscite nell'incontro di oggi, che valuteremo e che metteremo nel disegno di legge Sicurezza che è in corso di discussione e conversione presso il Senato". "La prima questione è legata a una delimitazione piú precisa tra spaccio e consumo ha spiegato il ministro - e c'è un emendamento che valutiamo e che presenteremo che deve definire questa delimitazione e che pensiamo sia molto efficace per combattere soprattutto lo spaccio ma anche prevenire il consumo". "C'è poi il problema legato al fatto che circa l'80% di chi viene condannato è composto da cittadini extracomunitari - ha proseguito Maroni - e anche da questo punto di vista c'è un intreccio tra lotta all'immigrazione clandestina e lotta ai traffici di droga: se riuscissimo a bloccare davvero o a ridurre l'ingresso dei clandestini, si ridurrebbe probabilmente lo spaccio".
Il terzo punto sul quale il Ministero sarà chiamato a ragionare riguarda "una questione molto interessante sollevata dal Procuratore di Milano Ferdinando Pomarici in merito a squadre investigative comuni sul tema della droga tra polizia italiana e polizie di altri Paesi previste dall'ordinamento ma che non sono mai state attuate". "E' un tema che intendo sviluppare e realizzare - spiega il titolare dell'Interno - e che consentirebbe, ad esempio, di poter svolgere indagini direttamente negli altri Paesi senza ricorrere alla rogatoria, che è uno strumento lento, lungo e spesso inefficace".
Infine Maroni annuncia quarta e ultima proposta, quella forse destinata a creare piú dibattito non solo nelle sedi politiche.
L'esponente leghista ne è conscio e chiarisce che si tratta di "una proposta forte ma mi pare interessante, da valutare, ci sono questioni che dobbiamo ovviamente esaminare". E' una sanzione accessoria "per ritirare la patente a chi è condannato definitivamente per droga e se è un minore di impedirgli di prendere la patente a 18 anni come misura di prevenzione". "Sei uno che fa uso di droga, sei uno spacciatore, sei un minore, - afferma il ministro - sappi che oltre alle conseguenze del reato potrai avere come sanzione accessoria anche questo". Per Maroni questo fa parte delle iniziative "per disincentivare i giovani a fare uso di droga". "Politiche educative ma anche la minaccia o la consapevolezza - prosegue il ministro - che se faccio uso di droga poi potrei avere come conseguenza anche il fatto di non poter guidare la macchina o di non potere avere la patente a 18 anni, ottenendola magari a 20 o a 22: ora dobbiamo definire se, come e quando, ma a me pare una proposta interessante".
Ribadendo che "dobbiamo avere nei confronti della droga un atteggiamento di totale opposizione a tutti i livelli", Maroni chiarisce che "ovviamente la repressione in se non basta, ci vuole la prevenzione che viene fatta attraverso politiche di formazione, sugli stili di vita, sulla famiglia, politiche educative nelle scuole", ma poi ritorna immediatamente sull'aspetto repressivo confermando che "dobbiamo colpire con assoluta durezza lo spaccio". Proprio su questo fronte, il titolare del Viminale spiega che "ci sono alcune modifiche che sono state suggerite dai magistrati, che intervengono per migliorare i meccanismi di attacco al circuito dello smercio di stupefacenti che si è evoluto nel corso degli anni e spesso ci sono degli strumenti legislativi del Codice di procedura che non consentono di aggredire cosí come si potrebbe questi circuiti".

'La Lombardia e' primissima nell' 'emergenza droga', con dati di diffusione e arresti 'di circa il doppio rispetto alle altre Regioni' seconde in questa poco ambita classifica. Lo afferma il sindaco di Milano, Letizia Moratti. 'Ringrazio il ministro Maroni e il governo - afferma Moratti al termine delal riunione del Comitato Provinciale per la Sicurezza e l'Ordine Pubblico che si e' tenuto a Milano - per la tempestivita' con la quale si occupano del nostro territorio, anche perche' i dati sono impressionanti'. Nel 2007, secondo il sindaco di Milano, in Lombardia ci sono state 4.129 operazioni antidroga, con 6.798 chili di stupefacente sequestrato e quasi 6.000 persone segnalate. Moratti ha confermato che varera' i provvedimenti comunali di contrasto al consumo di stupefacenti non appena sara' pronto anche il 'pacchetto' per le politiche sociali di recupero.   

'I Sert sono da chiudere'. Lo afferma il vice sindaco e assessore alla Sicurezza del Comune di Milano, Riccardo De Corato, secondo il quale i Servizi per le tossicodipendenze del sistema sanitario nazionale dedicati alla cura, alla prevenzione e alla riabilitazione delle persone che hanno problemi di abuso di droghe o alcool 'sono oggi un focolaio di spaccio piu' che luogo di cura'. 'Su questo abbiamo trovato ampio consenso nelle istituzioni convenute al Tavolo sulla droga', aggiunge De Corato, che e' anche deputato del Pdl, facendo riferimento all'odierna riunione cui hanno partecipato, tra gli altri, il ministro degli Interni, Roberto Maroni, e il presidente del Tribunale di Milano, Livia Pomodoro.    

Per combattere efficacemente l'abuso di alcol soprattutto tra i giovani occorre estendere il divieto di somministrazione degli alcolici dopo le due di notte, attualmente nelle discoteche, a tutti i locali e gli esercizi commerciali. Lo ha detto il senatore Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Famiglia, droga e servizio civile, intervenendo al dibattito conclusivo della Conferenza nazionale sull'alcol. È già stato presentato, ha spiegato Giovanardi, un emendamento al pacchetto sicurezza con questa nuova norma. Non solo ma, ha aggiunto, l'emendamento prevede anche il divieto di vendita di bevande alcoliche "per asporto poste in qualsiasi genere di contenitore" dalle 23 alle 6 del mattino.  "Di fronte ai dati emersi da questa conferenza sull'alcol - ha detto il sottosegretario - il Parlamento non potrà fare un passo indietro sul divieto di somministrazione dopo le 2 nelle discoteche. I gestori delle discoteche peró lamentano giustamente che non ha senso mantenere la regola soltanto per loro. Con questa nuova norma uniformiamo il sistema".  "Il circuito del divertimento - ha aggiunto Giovanardi - è come la favola di Pinocchio. C'è chi guadagna sull'alcol mentre le famiglie ci mettono i figli". In Italia, ha continuato, "perdiamo tanti giovani il venerdí e il sabato notte quanto gil Stati Uniti nella guerra in Iraq. Su questa situazione - ha concluso - il Parlamento deve fare qualcosa".    

Le politiche proibizioniste per combattere il consumo di stupefacenti "hanno dimostrato non solo di essere inefficaci, ma di rappresentare uno straordinario volano dal rafforzamento delle organizzazioni criminali che trafficano in droga". E' il commento di Alfio Nicotra, segretario regionale del Prc Lombardia, alla campagna sulla droga aperta da Letizia Moratti con il supporto del ministro Maroni, che secondo il segretario del Prc costituisce 'l'ultima arma di distrazione di massa del centrodestra'.    
'Che Milano sia la citta' con il maggior numero di consumatori di droga - continua Nicotra - lo si sapeva da tempo.
Stupisce invece che solo adesso Letizia Moratti se ne sia accorta, ovviamente affiancando a questa sua 'illuminazione' ricette sbagliate e un moralismo che sinceramente lascia il tempo che trova. Il mercato della droga e' uno dei piu' grandi business dei nostri tempi. Con i proventi del narcotraffico la criminalita' si sta facendo strada nel mondo degli affari 'puliti', in particolare nel mondo degli appalti, dello smaltimento dei rifiuti, del 'privato sociale' che vive di convenzioni e commesse pubbliche, premendo e infiltrando la politica locale".
'Non e' certo un caso - prosegue Nicotra - se in Lombardia (specie nell'area milanese) si e' intensificata la presenza di boss e omicidi di mafia, di attentati e sparatorie contro funzionari e amministratori comunali. Le recenti inchieste della magistratura, che hanno coinvolto anche personalita' politiche legate al centrodestra, dimostrano - conclude - come le 'ndrine siano ben ramificate nella nostra regione".

"Riccardo De Corato straparla, non ha la minima idea di cosa sia un Sert. Vada a chiedere alle migliaia di famiglie milanesi che hanno visto uscire dalla dipendenza dall'eroina e dalle droghe sintetiche i propri figli proprio grazie all'attivita' dei Sert". Cosi' Vittorio Agnoletto, eurodeputato di Rifondazione comunista-Sinistra europea, gia' presidente della Lila (Lega italiana per la lotta contro l'Aids), replica alle dichiarazioni del vicesindaco di Milano e parlamentare del Pdl in materia di lotta alla droga. "Nei Sert - continua Agnoletto - vi sono operatori che con enormi sacrifici personali, spesso sottopagati, senza le strutture necessarie conducono ogni giorno una guerra di trincea contro il dilagare della droga nella nostra citta'".  Per Agnoletto "senza le psicoterapie, senza la somministrazione del metadone, senza le iniziative di prevenzione, tutte attivita' che i Sert realizzano ogni giorno, tantissimi giovani sarebbero completamente abbandonati a se stessi e molti probabilmente oggi non sarebbero piu' in vita. La rete italiana dei servizi pubblici contro le droghe e' presa come esempio in tutta Europa. Forse quella di De Corato non e' solo ignoranza , ma nasconde un preciso calcolo politico, distruggere i servizi pubblici, tagliare i finanziamenti all'associazionismo e alle comunita' che da anni collaborano positivamente con i Sert, per aprire le porte ad iniziative totalmente private che cercheranno di fare profitti sulla pelle dei ragazzi tossicodipendenti. E forse - conclude - la Moratti ha gia' qualche nome di privati suoi amici da suggerire....".    

Dichiarazione di Marco Perduca, co-vicepresidente del senato Partito Radicale Nonviolento eletto al Senato nelle liste del PD:
Oggi il Ministro Maroni si è dedicato per tutta la giornata all'arcinoto training autogeno proibizionista rispolverando misure degne della legge Jervolino-Vassalli che vanno ad aggravare le norme della normativa Fini-Giovanardi in materia di contrasto alle "droghe". Alleato di questa panoplia di grida proibizioniste anche il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica che suggerisce la sospensione della patente a chi è "condannato per droga" in via definitiva e a non concederla ai minorenni.
Possibile che quaranta anni di fallimenti del proibizionismo non possano che suscitare la ripetizione automatica delle stesse ricette criminogene fatte di tolleranza zero e totale ignoranza relativamente a politiche di tipo diverso adottate in altri paesi d'Europa? Perché Maroni invece che cimentarsi negli improbabili panni dell'apprendista stregone proibizionista, improbabili perché non dimentichiamo le sue dichiarazioni per la depenalizzazione delle "droghe leggere", non sollecita piuttosto il suo collega Giovanardi a che venga convocata entro l'anno la conferenza nazionale sulle droghe? Nei prossimi mesi il Partito Radicale presenterà uno studio che quantifica i costi del proibizionismo in Italia nel tentativo di fornire elementi di riflessione e valutazione sul da farsi in materia di governo del fenomeno tossicomanie.
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