Pronta proposta di linee guida sulle mutilazioni genitali femminili
Presentata al ministro della Salute Livia Turco una proposta di linee guida sul tema delle mutilazioni genitali femminili. A darne notizia e' lo stesso dicastero di Lungotevere Ripa, che provvedera' ad emanarle "non appena saranno acquisiti i pareri dei ministeri della Pubblica Istruzione, dei Diritti e delle Pari Opportunita', della Ricerca scientifica, e quindi della Conferenza Stato-Regioni". Ne da' notizia lo stesso ministero guidato da Turco, che in una nota precisa che a metterle a punto ha provveduto la Commissione per la redazione delle linee guida per la formazione degli operatori sanitari.
"La proposta di Linee Guida - spiega il ministero - si muove nell'ambito di obiettivi generali quali l'affermazione del rispetto della donna come persona, della sua dignita', del diritto all'integrita' del suo corpo, alla salute, all'esercizio delle liberta' fondamentali. Il documento e' costituito da due parti interdipendenti, di pari importanza: una di carattere socio-antropologico che introduce alla tematica delle mutilazioni genitali femminili, illustrandone le profonde motivazioni psicologiche, economiche, sociali e culturali, oltre agli strumenti giuridici che consentono di contrastarle in Italia e nel mondo in nome di diritti universali; l'altra costituita dalle vere e proprie indicazioni di tipo relazionale e medico-sanitarie per operatori sanitari ed operatori sociali che, nell'esercizio della loro professione, si imbattono in queste problematiche".
Le linee-guida "saranno uno strumento per le Regioni - prosegue il ministero - per attivare sul territorio tutte le iniziative volte alla formazione del personale sanitario per la prevenzione della diffusione delle mutilazioni genitali femminili, per l'assistenza e la riabilitazione delle donne che hanno gia' sperimentato tali pratiche.
Un invito al sistema sanitario ad adeguare le proprie conoscenze e le proprie modalita' di cura per rispondere alla domanda di salute proveniente da una specifica fascia di popolazione femminile immigrata. Non stigmatizzazione quindi, ma, nella fermezza della condanna, un invito ad accogliere e ad integrare".
"La proposta di Linee Guida - spiega il ministero - si muove nell'ambito di obiettivi generali quali l'affermazione del rispetto della donna come persona, della sua dignita', del diritto all'integrita' del suo corpo, alla salute, all'esercizio delle liberta' fondamentali. Il documento e' costituito da due parti interdipendenti, di pari importanza: una di carattere socio-antropologico che introduce alla tematica delle mutilazioni genitali femminili, illustrandone le profonde motivazioni psicologiche, economiche, sociali e culturali, oltre agli strumenti giuridici che consentono di contrastarle in Italia e nel mondo in nome di diritti universali; l'altra costituita dalle vere e proprie indicazioni di tipo relazionale e medico-sanitarie per operatori sanitari ed operatori sociali che, nell'esercizio della loro professione, si imbattono in queste problematiche".
Le linee-guida "saranno uno strumento per le Regioni - prosegue il ministero - per attivare sul territorio tutte le iniziative volte alla formazione del personale sanitario per la prevenzione della diffusione delle mutilazioni genitali femminili, per l'assistenza e la riabilitazione delle donne che hanno gia' sperimentato tali pratiche.
Un invito al sistema sanitario ad adeguare le proprie conoscenze e le proprie modalita' di cura per rispondere alla domanda di salute proveniente da una specifica fascia di popolazione femminile immigrata. Non stigmatizzazione quindi, ma, nella fermezza della condanna, un invito ad accogliere e ad integrare".
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