Pronto il Piano Nazionale per le Cure Palliative
Il Ministero della Sanita' e' pronto a scendere in campo per garantire l'assistenza a 250 mila malati terminali, oncologici e non e senza distinzione di eta'. Con l'aiuto di una task force di esperti e' stato, infatti, stilato il primo Piano Nazionale per le Cure Palliative che dovrebbe essere presentato ufficialmente nelle prossime settimane mentre si punta ad approvare una legge ad hoc entro il 2008.
Il Piano -si legge in una anticipazione su 'Il Sole 24 Ore Sanita'' - tocca un po' tutto il pianeta della lotta al dolore: dalla rete delle cure palliative alle terapie per i minori, dall'accreditamento degli erogatori agli aspetti clinici e alla formazione fino alla ricerca e alle regole del terzo settore.
Tra i primi passi da compiere la definizione di indicatori e standard strutturali, tecnologici e organizzativi uguali in tutta Italia. La rete (nazionale, regionale e locale) deve comprendere hospice, cure domiciliari, ricoveri ordinari, day-hospital e ambulatori. Non solo: deve essere garantita gratuita' e accessibilita' a tutti i sistemi diagnostici e terapeutici per il controllo del dolore e dunque va rivisto il sistema tariffario che attualmente e' a discrezione della Regione e spesso varia anche all'interno della stessa. Il tutto sara' vigilato da un apposito Osservatorio Nazionale che oltre a controllare il funzionamento della rete monitorera' i bisogni dei malati e dei loro familiari.
Altro punto fondamentale del documento la formazione del personale. Andranno definiti ruoli e profili professionali attraverso l'istituzione della disciplina di medicina palliativa nell'elenco delle discipline della dirigenza medica. Un capitolo del piano e' dedicato alla ricerca: almeno il 10% dei fondi ex articolo 12, oltre ai finanziamenti del Ministero della Ricerca, andranno investiti in questo settore.
Infine, tra le sfide da affrontare per una corretta applicazione del Piano, la realizzazione degli hospice che e' in forte ritardo. Ad oggi sono 114, pari a 1.229 posti letto, cioe' 0.20 ogni 10 mila abitanti, concentrati soprattutto al nord (Emilia Romagna, Lombardia e Veneto). Secondo gli esperti ne occorrerebbero il triplo (0.60 posti letto ogni 10 mila abitanti). 'I fondi per costruire ci sono - ricorda il presidente della Societa' Italiana di Cure Palliative Furio Zucco - ma sono inutilizzati perche' manca un modello di sviluppo nazionale'.
Il Piano -si legge in una anticipazione su 'Il Sole 24 Ore Sanita'' - tocca un po' tutto il pianeta della lotta al dolore: dalla rete delle cure palliative alle terapie per i minori, dall'accreditamento degli erogatori agli aspetti clinici e alla formazione fino alla ricerca e alle regole del terzo settore.
Tra i primi passi da compiere la definizione di indicatori e standard strutturali, tecnologici e organizzativi uguali in tutta Italia. La rete (nazionale, regionale e locale) deve comprendere hospice, cure domiciliari, ricoveri ordinari, day-hospital e ambulatori. Non solo: deve essere garantita gratuita' e accessibilita' a tutti i sistemi diagnostici e terapeutici per il controllo del dolore e dunque va rivisto il sistema tariffario che attualmente e' a discrezione della Regione e spesso varia anche all'interno della stessa. Il tutto sara' vigilato da un apposito Osservatorio Nazionale che oltre a controllare il funzionamento della rete monitorera' i bisogni dei malati e dei loro familiari.
Altro punto fondamentale del documento la formazione del personale. Andranno definiti ruoli e profili professionali attraverso l'istituzione della disciplina di medicina palliativa nell'elenco delle discipline della dirigenza medica. Un capitolo del piano e' dedicato alla ricerca: almeno il 10% dei fondi ex articolo 12, oltre ai finanziamenti del Ministero della Ricerca, andranno investiti in questo settore.
Infine, tra le sfide da affrontare per una corretta applicazione del Piano, la realizzazione degli hospice che e' in forte ritardo. Ad oggi sono 114, pari a 1.229 posti letto, cioe' 0.20 ogni 10 mila abitanti, concentrati soprattutto al nord (Emilia Romagna, Lombardia e Veneto). Secondo gli esperti ne occorrerebbero il triplo (0.60 posti letto ogni 10 mila abitanti). 'I fondi per costruire ci sono - ricorda il presidente della Societa' Italiana di Cure Palliative Furio Zucco - ma sono inutilizzati perche' manca un modello di sviluppo nazionale'.
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