Proposta francese per punire chi da' lavoro ai clandestini
Sanzioni finanziarie e amministrative per i datori di lavoro che assumono immigrati clandestini in nero per tagliare alla radice uno dei fattori che fa da magnete all'immigrazione illegale nell'Ue, combattendo allo stesso tempo abusi e sfruttamento. Questo l'obiettivo della proposta di direttiva che punta a dare un quadro europeo all' interno del quale i ventisette fissino regole e punizioni per i datori di lavoro che assumono lavoratori di Paesi terzi non in possesso di regolari documenti di soggiorno.
La proposta fa il paio con la direttiva sui rimpatri, approvata da poco. Sulla proposta si dovra' pronunciare l'Europarlamento in co-decisione con in Paesi Ue.
L'obiettivo della presidenza di turno francese, per la quale l'immigrazione e' uno dei temi prioritari, e' il via libera gia' durante questo semestre. Il lavoro politico per conciliare le posizioni di Commissione, Parlamento e Consiglio entrera' nel vivo gia' dalla prossima settimana, quando la direttiva sara' sul tavolo dei ministri degli Interni Ue. La proposta prevede anche che lo sfruttamento di clandestini non dichiarati sia da considerare un vero e proprio reato in presenza di sfruttamento o dell'utilizzo di persone, sapendo che sono vittime del traffico di esseri umani. Secondo il relatore Claudio Fava (Sinistra democratica), autore di una serie di proposte di modifica che saranno esaminate dalla commissione Liberta' civili dopo la pausa estiva, bisogna evitare che 'per punire i datori di lavoro la direttiva si trasformi in punizione degli sfruttati' In particolare, ha affermato Fava durante una audizione alla quale ha partecipato Marco Barbieri, assessore al lavoro della regione Puglia, va inserito l'obbligo che i pagamenti arretrati di stipendi e contributi vengano versati dall'imprenditore prima del rimpatrio forzato del lavoratore clandestino nel suo Paese d'origine. 'Il rimpatrio forzato in se' e' gia' una misura punitiva', ha sottolineato Fava, secondo il quale gli Stati dovrebbero, invece, alleggerire le sanzioni per un privato che assume una badante in nero.
La proposta fa il paio con la direttiva sui rimpatri, approvata da poco. Sulla proposta si dovra' pronunciare l'Europarlamento in co-decisione con in Paesi Ue.
L'obiettivo della presidenza di turno francese, per la quale l'immigrazione e' uno dei temi prioritari, e' il via libera gia' durante questo semestre. Il lavoro politico per conciliare le posizioni di Commissione, Parlamento e Consiglio entrera' nel vivo gia' dalla prossima settimana, quando la direttiva sara' sul tavolo dei ministri degli Interni Ue. La proposta prevede anche che lo sfruttamento di clandestini non dichiarati sia da considerare un vero e proprio reato in presenza di sfruttamento o dell'utilizzo di persone, sapendo che sono vittime del traffico di esseri umani. Secondo il relatore Claudio Fava (Sinistra democratica), autore di una serie di proposte di modifica che saranno esaminate dalla commissione Liberta' civili dopo la pausa estiva, bisogna evitare che 'per punire i datori di lavoro la direttiva si trasformi in punizione degli sfruttati' In particolare, ha affermato Fava durante una audizione alla quale ha partecipato Marco Barbieri, assessore al lavoro della regione Puglia, va inserito l'obbligo che i pagamenti arretrati di stipendi e contributi vengano versati dall'imprenditore prima del rimpatrio forzato del lavoratore clandestino nel suo Paese d'origine. 'Il rimpatrio forzato in se' e' gia' una misura punitiva', ha sottolineato Fava, secondo il quale gli Stati dovrebbero, invece, alleggerire le sanzioni per un privato che assume una badante in nero.
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