Proposta. Frequenze Gsm utilizzabili anche per comunicazioni Umts
La Commissione europea ha deciso di proporre l'abrogazione della direttiva del 1987 che attribuiva in esclusiva ai servizi di telefonia mobile Gsm le bande di frequenza di 900 e 1.800 Mhz dello spettro radio in tutti gli Stati membri. In questo modo, Bruxelles intende liberare queste frequenze per le nuove tecnologie Umts, o cosiddette 'di terza generazione', che consentono, ad esempio, di offrire servizi video sul telefono cellulare.
Utilizzando le due bande da 900e 1.800 Mhz, invece delle frequenze più alte a cui sono costretti a ricorrere oggi, gli operatori potranno realizzare economie fino al 40% nelle spese di investimenti su cinque anni, e allo stesso tempo potranno aumentare la copertura dei propri servizi del 40%, ha affermato oggi il portavoce della Commissione competente per questo settore, Martin Selmayr.
Gli operatori di telefonia mobile in Europa "potranno fornire e sviluppare tecnologie senza fili innovative in modo più semplice e redditizio", osserva l'Esecutivo Ue in una nota. La proposta di abrogazione della direttiva Gsm dovrebbe essere attuata alla fine dell'anno, quando si prevede che sarà stata approvata dal Consiglio Ue e del Parlamento europeo. In seguito a questo provvedimento, "i servizi mobili avanzati di dati e multimedia (come i servizi 3G che permettono lo streaming di video e download rapidi su apparecchi portatili), faranno aumentare il numero e la varietà dei servizi senza fili disponibili e allargheranno la copertura geografica a vantaggio dei cittadini europei", sostiene la Commissione, aggiungendo inoltre che le nuove misure "ridurranno i costi di realizzazione della rete per l'industria europea delle comunicazioni senza fili" e offriranno ai consumatori "maggiori possibilità di accesso ai servizi multimediali".
Secondo una dichiarazione del commissario europeo alla Società dell'informazione e ai Media, Viviane Reding, "lo spettro radio è una risorsa economica cruciale che deve essere gestita correttamente in tutta Europa per liberare il potenziale del nostro settore delle telecomunicazioni. Nell'Ue dobbiamo quindi eliminare le barriere normative e agevolare la realizzazione delle comunicazioni mobili permettendo alle nuove tecnologie di condividere lo spettro radio con quelle esistenti".
Selmayr ha ricordato come la direttiva del 1987 che ora si propone di abrogare, negli anni passati abbia molto contribuito ad assicurare il successo della tecnologia Gsm, prima in Europa e poi nel mondo. Oggi, tuttavia, ha spiegato il portavoce, il sistema è obsoleto e ostacola, con il divieto di utilizzo delle frequenze riservate alle comunicazioni in Gsm, lo sviluppo delle tecnologie senza fili più avanzate.
L'abrogazione della direttiva Gsm rappresenta anche un caso di scuola dell'applicazione della cosiddetta "sunset clause", o clausola di scadenza, che almeno una parte dell'Esecutivo Ue propugna come un principio liberale e antiburocratico, da applicare ad alcune normative comunitarie nell'ambito degli sforzi di delegificazione o semplificazione legislativa.
La Commissione propone, inoltre, una decisione che permetterà di garantire il funzionamento del sistema Gsm anche dopo che i nuovi servizi multimediali avranno cominciato a utilizzare le frequenze 900 e 1.800 MHz. "La decisione intende assicurare la coesistenza armoniosa dei vari sistemi all'interno e intorno a questa banda di radiofrequenze nell'Unione europea e nei paesi confinanti", afferma l'Esecutivo comunitario.
Utilizzando le due bande da 900e 1.800 Mhz, invece delle frequenze più alte a cui sono costretti a ricorrere oggi, gli operatori potranno realizzare economie fino al 40% nelle spese di investimenti su cinque anni, e allo stesso tempo potranno aumentare la copertura dei propri servizi del 40%, ha affermato oggi il portavoce della Commissione competente per questo settore, Martin Selmayr.
Gli operatori di telefonia mobile in Europa "potranno fornire e sviluppare tecnologie senza fili innovative in modo più semplice e redditizio", osserva l'Esecutivo Ue in una nota. La proposta di abrogazione della direttiva Gsm dovrebbe essere attuata alla fine dell'anno, quando si prevede che sarà stata approvata dal Consiglio Ue e del Parlamento europeo. In seguito a questo provvedimento, "i servizi mobili avanzati di dati e multimedia (come i servizi 3G che permettono lo streaming di video e download rapidi su apparecchi portatili), faranno aumentare il numero e la varietà dei servizi senza fili disponibili e allargheranno la copertura geografica a vantaggio dei cittadini europei", sostiene la Commissione, aggiungendo inoltre che le nuove misure "ridurranno i costi di realizzazione della rete per l'industria europea delle comunicazioni senza fili" e offriranno ai consumatori "maggiori possibilità di accesso ai servizi multimediali".
Secondo una dichiarazione del commissario europeo alla Società dell'informazione e ai Media, Viviane Reding, "lo spettro radio è una risorsa economica cruciale che deve essere gestita correttamente in tutta Europa per liberare il potenziale del nostro settore delle telecomunicazioni. Nell'Ue dobbiamo quindi eliminare le barriere normative e agevolare la realizzazione delle comunicazioni mobili permettendo alle nuove tecnologie di condividere lo spettro radio con quelle esistenti".
Selmayr ha ricordato come la direttiva del 1987 che ora si propone di abrogare, negli anni passati abbia molto contribuito ad assicurare il successo della tecnologia Gsm, prima in Europa e poi nel mondo. Oggi, tuttavia, ha spiegato il portavoce, il sistema è obsoleto e ostacola, con il divieto di utilizzo delle frequenze riservate alle comunicazioni in Gsm, lo sviluppo delle tecnologie senza fili più avanzate.
L'abrogazione della direttiva Gsm rappresenta anche un caso di scuola dell'applicazione della cosiddetta "sunset clause", o clausola di scadenza, che almeno una parte dell'Esecutivo Ue propugna come un principio liberale e antiburocratico, da applicare ad alcune normative comunitarie nell'ambito degli sforzi di delegificazione o semplificazione legislativa.
La Commissione propone, inoltre, una decisione che permetterà di garantire il funzionamento del sistema Gsm anche dopo che i nuovi servizi multimediali avranno cominciato a utilizzare le frequenze 900 e 1.800 MHz. "La decisione intende assicurare la coesistenza armoniosa dei vari sistemi all'interno e intorno a questa banda di radiofrequenze nell'Unione europea e nei paesi confinanti", afferma l'Esecutivo comunitario.
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