Proposte di legge popolari a Strasburgo. Possibile con un milione di firme
Il Parlamento europeo ha dato oggi il suo via libera all'iniziativa cittadina, grazie a cui d'ora in poi gli europei potranno proporre direttamente delle iniziative legislative all'Ue previa raccolta di almeno un milione di firme. Le regole che definiscono il funzionamento del nuovo strumento di democrazia partecipativa a livello Ue, previsto dal Trattato di Lisbona, dovranno ora piu' solo ricevere l'ok formale da parte del Consiglio Ue ed essere integrate nella legislazione nazionale dei 27 stati membri, entrando quindi in vigore, salvo sorprese, all'inizio del 2012.Secondo la nuova legislazione, un "comitato di cittadini" composto da persone provenienti da almeno sette paesi Ue potra' registrare un'iniziativa e iniziare a raccogliere le firme, su carta o online, dopo una verifica di ammissibilita' da parte della Commissione. Dodici i mesi di tempo concessi per la raccolta delle firme necessarie, un milione quelle richieste, almeno sette i paesi da cui devono provenire i firmatari, che devono essere in un numero minimo per Stato membro variabile a seconda della popolazione. Per esempio, per l'Italia e' 54.000, per la Germania 74.250 e per Malta 3.750.
Spetta agli stati membri la verifica della validita' delle firme, che devono comunque essere di cittadini europei e in eta' di voto. Tocca invece alla Commissione Ue decidere se, una volta convalidate le firme entro tre mesi dalla loro ricezione, procedere o meno con una proposta legislativa concreta che faccia seguito alla richiesta avanzata dai firmatari. La decisione di Bruxelles dovra' essere resa pubblica. L'esecutivo Ue dovra' inoltre verificare, prima che si comincino a raccogliere le firme, l'ammissibilita' e la conformita' con i valori e le norme Ue della proposta legislativa avanzata dal comitato di cittadini.
"Oggi l'Unione europea si sta aprendo a una democrazia partecipata" in quanto "i cittadini posseggono adesso gli stessi diritti del Parlamento del Consiglio europeo sull'iniziativa politica, spetta a loro agire ora", ha affermato il relatore del provvedimento, l'eurodeputato dei popolari francesi Alain Lamassoure.
Il voto a Strasburgo ha infatti approvato il testo con una schiacciante maggioranza, con 628 voti a favore, 15 contrari e 24 astensioni.
"Il Parlamento europeo ha approvato oggi una delle innovazioni piu' significative introdotte dal Trattato di Lisbona, grazie a cui i cittadini europei potranno chiedere alla Commissione di legiferare su temi sui quali l'opinione pubblica abbia deciso di mobilitarsi", ha affermato l'eurodeputato del Pd Gualtieri, sottolineando il "riconoscimento del ruolo dei partiti politici europei, inclusi tra coloro in grado di promuovere un'iniziativa dei cittadini" a Bruxelles. Soddisfazione anche da parte di Niccolo' Rinaldi, eurodeputato Idv, secondo cui "si e' fatto un ulteriore passo verso la trasparenza, dando i natali a un reale meccanismo decisionale che parte dal basso". Ma, ha avvertito il parlamentare, "le sorti di questo nuovo strumento dipendono anche dal buon uso che se ne fara'" in quanto "alcune questioni che restano bloccate nelle istanze europee, come ad esempio una direttiva che garantisca il pluralismo dei media e una severa disciplina sulla vivisezione, possono presto diventare un'occasione di mobilitazione per la societa' europea".
"Un nuovo utile strumento nelle mani dei cittadini europei simile a quanto prevede la Costituzione italiana" per Carlo Casini, eurodeputato Udc e presidente della commissione affari costituzionali, che ha sottolineato che "a differenza del Parlamento italiano la Commissione Europea deve dare una risposta motivata, e i promotori, in caso di rifiuto, hanno il diritto di ottenere la sua presentazione con dibattito all'Europarlamento".
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