Prostituzione. In centomila sulle strade italiane. Ricerca
Sulle strade italiane ci sono circa 100 mila prostitute, il 40% sono minorenni, pochissime le ragazze sopra i 25 anni o di origine italiana. Si vendono a nove milioni di clienti. Sono i dati emersi nel convengo svoltosi all'Universita' 'Carlo Bo' di Urbino dal titolo 'Perche' le vogliono schiave? Il fenomeno della tratta e della prostituzione coatta', presenti il sottosegretario all'Interno Saverio Ruperto e il card. Francesco Coccopalmerio.
'Abbiamo 600 strutture - ha detto don Aldo Buonaiuto, della Comunita' Papa Giovanni XXIII - sparse in 40 Paesi del mondo. In Italia accogliamo 9.000 donne, provenienti soprattutto dalla Nigeria, dalla Romania, dalla Moldavia e da altri Paesi poveri.
Arrivano con gravi problemi fisici e psichici, dopo essere state vendute e comprate, seviziate e torturate'. 'Quando le avviciniamo per strada - ha aggiunto - chiediamo solo 'quanto soffri?': spesso si mettono a piangere, raccontando delle minacce subite, non tanto nei loro confronti quanto verso i loro cari rimasti a casa, che sono spesso la ragione per cui hanno accettato di espatriare. Vengono per dare qualcosa da mangiare ai familiari, o per permettere loro di curarsi'.
'Nelle Marche solo nella provincia di Pesaro Urbino non ci sono prostitute per strada, probabilmente grazie all'azione di controllo e di prevenzione delle forze dell'ordine'. Secondo il sacerdote, 'bisognerebbe adottare il 'modello Pesaro' in tutta Italia, dimostrando che anche con le leggi attuali la prostituzione si puo' sconfiggere, sia quella di strada dia nei luoghi chiusi'.
Luigi Ciampoli, procuratore generale della Corte d'Appello di Roma vorrebbe confiscare i proventi di questa attivita' illecita, la terza per redditivita' dopo i traffici di droga e di armi. Per il sottosegretario Saverio Ruperto, il tema della prostituzione va al di la' dei risultati operativi, perche' 'coinvolge la cultura e la sensibilita' di un popolo', in quanto 'la prostituzione e' violenza anche quando la donna e' apparentemente consenziente'. 'Negli ultimi tempi - ha proseguito - le istituzioni non hanno dato prove serie, si tratta di episodi da archiviare, se vogliamo un vero cambiamento. Il ministero dell'Interno e' dalla parte di chi vuole veramente contrastare questo fenomeno, anche con norme piu' incisive, in quanto la prostituzione e' un volano per tutto il malaffare. Va creata un'istituzione dedicata a studiare e affrontare la prostituzione, cosi' come accade per il traffico di stupefacenti, l'usura e le persone scomparse. Anche se la repressione non e' l'unico mezzo: e' necessario un cambiamento culturale, con riprovazione morale e sociale'.
Dopo le conclusioni del card. Francesco Coccopalmerio, hanno parlato due donne uscite dal dramma della prostituzione schiavizzata, che hanno ringraziato la comunita' di don Buonaiuto.
'Abbiamo 600 strutture - ha detto don Aldo Buonaiuto, della Comunita' Papa Giovanni XXIII - sparse in 40 Paesi del mondo. In Italia accogliamo 9.000 donne, provenienti soprattutto dalla Nigeria, dalla Romania, dalla Moldavia e da altri Paesi poveri.
Arrivano con gravi problemi fisici e psichici, dopo essere state vendute e comprate, seviziate e torturate'. 'Quando le avviciniamo per strada - ha aggiunto - chiediamo solo 'quanto soffri?': spesso si mettono a piangere, raccontando delle minacce subite, non tanto nei loro confronti quanto verso i loro cari rimasti a casa, che sono spesso la ragione per cui hanno accettato di espatriare. Vengono per dare qualcosa da mangiare ai familiari, o per permettere loro di curarsi'.
'Nelle Marche solo nella provincia di Pesaro Urbino non ci sono prostitute per strada, probabilmente grazie all'azione di controllo e di prevenzione delle forze dell'ordine'. Secondo il sacerdote, 'bisognerebbe adottare il 'modello Pesaro' in tutta Italia, dimostrando che anche con le leggi attuali la prostituzione si puo' sconfiggere, sia quella di strada dia nei luoghi chiusi'.
Luigi Ciampoli, procuratore generale della Corte d'Appello di Roma vorrebbe confiscare i proventi di questa attivita' illecita, la terza per redditivita' dopo i traffici di droga e di armi. Per il sottosegretario Saverio Ruperto, il tema della prostituzione va al di la' dei risultati operativi, perche' 'coinvolge la cultura e la sensibilita' di un popolo', in quanto 'la prostituzione e' violenza anche quando la donna e' apparentemente consenziente'. 'Negli ultimi tempi - ha proseguito - le istituzioni non hanno dato prove serie, si tratta di episodi da archiviare, se vogliamo un vero cambiamento. Il ministero dell'Interno e' dalla parte di chi vuole veramente contrastare questo fenomeno, anche con norme piu' incisive, in quanto la prostituzione e' un volano per tutto il malaffare. Va creata un'istituzione dedicata a studiare e affrontare la prostituzione, cosi' come accade per il traffico di stupefacenti, l'usura e le persone scomparse. Anche se la repressione non e' l'unico mezzo: e' necessario un cambiamento culturale, con riprovazione morale e sociale'.
Dopo le conclusioni del card. Francesco Coccopalmerio, hanno parlato due donne uscite dal dramma della prostituzione schiavizzata, che hanno ringraziato la comunita' di don Buonaiuto.
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