Prostituzione. No alla criminalizzazione dei clienti. Appello di Ong ad eurodeputati
Più di 554 associazioni e organizzazioni non governative europee, tra le quali le italiane 'Certi diritti' e 'Comitato per i diritti civili delle prostitute', insieme a 56 accademici e ricercatori, chiedono al Parlamento europeo di respingere il rapporto della parlamentare londinese Mary Honeyball, che sarà discusso in una sessione a Strasburgo il 25 febbraio e che promuove la criminalizzazione dei clienti delle lavoratrici e dei lavoratori del sesso. Le ong hanno inviato una lettera, presentata dal Comitato internazionale per i diritti dei sex worker in Europa (ICRSE), una rete che rappresenta 59 organizzazioni in Europa e Asia Centrale. Per Icrse il rapporto fa confusione tra lavoro sessuale e tratta, non si preoccupa della salute dei lavoratori del sesso e non è basato su prove scientifiche. Per Pia Covre e Yuri Guaiana, rispettivamente presidente del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute e segretario dell'Associazione Radicale Certi Diritti, "la sistematica criminalizzazione degli acquirenti di sesso non porterà i risultati che i sostenitori di questa idea sperano; piuttosto, l'esperienza in Svezia ha dimostrato che la prostituzione non scompare con l'introduzione della criminalizzazione dei clienti, le attività semplicemente si nascondono nel sommerso. Questa non può essere la soluzione". Secondo le critiche, il rapporto non riesce a rappresentare le differenti realtà del lavoro sessuale nei contesti europei, rinforza gli stereotipi che tutte le donne provenienti dall'Est Europa siano trafficate in Europa occidentale, mettendo a tutte l'etichetta di vittime. Molte organizzazioni che si occupano di hiv, inoltre, sottolineano che Honeyball cita a malapena l'hiv nel suo rapporto, apparentemente ignorando che i sex worker sono un gruppo chiave sul fronte della lotta alla malattia. Un ulteriore documento redatto e firmato da più di 40 accademici e ricercatori consiste in un contro-rapporto presentato ai Parlamentari europei, che tra le altre cose sottolinea come Mary Honeyball abbia "completamente frainteso una relazione congiunta commissionata dal Comune di Amsterdam e dal Ministero della Giustizia olandese, confondendo, in maniera imbarazzante, i dati sui coffee shop con quelli sui postriboli".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti