Mercoledì 10 giugno 2026
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Proteine. 68% ha ridotto consumo per motivi economici

U.E.
Notizia ·
Secondo un'inedita indagine SWG, il 68% delle famiglie europee ha ridotto i consumi di proteine a causa della crisi economica. Due intervistati su tre indicano ricerca e tecnologia come elementi prioritari per la sostenibilita' alimentare. Dall'indagine di SWG sul tema dell'accesso al cibo nei Paesi Europei, commissionata dal Movimento Enough di Elanco e svolta su un campione di 2000 individui, rappresentativo della popolazione nazionale di Italia, Germania, Francia e UK, emerge che - a livello di percezione generale sulle proprie abitudini alimentari e su quelle dei propri concittadini - circa il 50% degli intervistati ammette di non avere una dieta equilibrata. In particolare, tra gli alimenti piu' spesso assenti dalle diete, o consumati meno di una volta a settimana, spiccano le carni (di vitello e di manzo, soprattutto, seguite da quella di maiale) e il pesce. "Si tratta di una carenza non legata solo a scelte e preferenze individuali, ma dettata soprattutto da ragioni economiche - commenta Maurizio Pessato, presidente di SWG -. Le criticita' maggiori si osservano in Italia e Francia: in Italia, dove la crisi economica e' stata piu' forte, la percezione e' che si siano ridotti tutti i consumi di carne, con un picco sulle carni di vitello (79%, in Francia 62%) e di manzo (78%, in Francia 68%)". "Sono dati che esprimono la percezione di un'opinione pubblica molto toccata dalla crisi - spiega ad Italpress Maurizio Pessato -. Le persone intervistate condividono l'idea che la riduzione dei consumi, soprattutto per quanto riguarda carne e pesce, sia molto elevata". "Oltre alle conseguenze della crisi - aggiunge il Presidente SWG - e' aumentata la sensibilita' al tema dello stile di vita. I dati confermano questa accresciuta sensibilita', un fenomeno nuovo rispetto ai decenni scorsi. E' quindi necessario che questa accresciuta consapevolezza sul tema della nutrizione sia usata non solo per rispondere alle necessita' economiche, ma per migliorare la qualita' dell'alimentazione e di conseguenza la salute di tutti".
In tutti i Paesi coinvolti nella rilevazione, la maggior parte degli intervistati ritiene, in generale, che i comportamenti di consumo alimentare siano profondamente cambiati, con una ridefinizione delle diete con l'uscita degli alimenti piu' costosi. Per gli intervistati il tema dell'accesso al cibo e della sostenibilita' alimentare sono una questione seria, i cui effetti non sono solo in proiezione futura, ma gia' ben evidenti allo stato attuale: una convinzione ancora piu' forte in Italia, dove riguarda l'84% degli intervistati. L'analisi SWG ha rilevato nelle opinioni dei cittadini due strade percorribili e complementari, che si muovono tra il piano individuale e quello globale. Se riduzione dello spreco di cibo e realizzazione di azioni educative sono tra le priorita' di intervento maggiormente condivise, si riscontra una condivisione anche sul fronte dell'innovazione tecnologica e del commercio. Complessivamente due intervistati su 3 sono favorevoli a un maggiore investimento in ricerca e tecnologia, per ridurre il problema della sostenibilita' alimentare, migliorando l'efficacia delle produzioni agricole e dell'allevamento. L'impatto di questo cambiamento nei consumi e nelle abitudini alimentari sulla salute dei cittadini europei e' gia' evidente, soprattutto se si considera l'obesita' come conseguenza della malnutrizione. In Europa, dagli anni '80, il tasso di obesita' e' triplicato e la percentuale di bambini italiani obesi, o in sovrappeso, si attesta intorno al 35%. La situazione e' allarmante anche in termini di costi, se si pensa che ogni anno quasi tre milioni di cittadini europei muoiono a causa di malattie dovute a uno stato di sovrappeso; con un aumento considerevole di malattie croniche (ad es. diabete, ipertensione e cardiopatie), legate anche all'alimentazione, cui viene destinato il 7% dei budget sanitari nazionali.
E' in questo scenario complesso di accesso al cibo e malnutrizione, diffuso non solo nei Paesi in via di sviluppo ma anche in Europa, che si introduce il Movimento ENOUGH, ponendo l'accento sulla necessita' di difendere il diritto all'accesso e alla scelta in tema di alimentazione. L'iniziativa, promossa da Elanco, azienda leader mondiale del settore dell'animal health, promuove una battaglia a favore della sicurezza alimentare con l'intento di far si' che le persone in ogni angolo del mondo possano seguire un'alimentazione adeguata, ricca di proteine, sia oggi sia nei decenni a venire. "Si stima che nel 2050 il nostro pianeta avra' 9 miliardi di abitanti. - dichiara Ramiro Cabral Regional Leader, Europe, Middle East and Africa (EMEA), Elanco -. La sfida del Movimento ENOUGH (#Feedthe9) si propone di rendere sostenibile e accessibile per queste persone la produzione di carne, latte o uova, proponendo soluzioni orientate allo sviluppo e all'innovazione nella produzione agroalimentare. Si tratta - aggiunge Cabral - di ampliare la produzione di cibo, e in particolare di proteine, riducendo le risorse impiegate. La collaborazione da parte di tutti gli attori coinvolti nei processi produttivi e dei policy makers, unita all'innovazione nelle tecniche produttive, sara' la chiave per un successo globale".

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