Protesi dell'anca poco raccomandabili
La società DePuy, filiale della statunitense Johnson & Johnson, lo scorso settembre ha dovuto ritirare dal mercato mondiale una sua protesi dell'anca dopo che, in diversi pazienti britannici e non solo, è stato necessario rimuoverla. In apparenza è una protesi conveniente e facile da applicare. Il problema è l'usura delle sue componenti metalliche, sicché i frammenti possono causare infiammazioni, l'osso rischia di fratturarsi, l'articolazione di assumere una posizione sbagliata, l'impianto di allentarsi. La conseguenza finale è la sua sostituzione, con i disagi immaginabili e costi non indifferenti. In Germania è un problema molto sentito, sia perché ne sono state impiantate almeno 5.500, sia perché, diversamente da altri Paesi, lì manca un registro ufficiale delle protesi che aiuti a rintracciare i pazienti danneggiati da impianti poco buoni. La sua assenza si deve a motivi economici e di riservatezza dei dati personali. Ma la ministra della Sanità della Regione Nordreno-Vestfalia, Barbara Steffens, è decisa a riproporlo: "Ci sono materiali estremamente scadenti, di cui i pazienti vengono a conoscenza troppo tardi o mai". La sua idea è che si debba agevolare l'individuazione delle responsabilità e, nel peggiore dei casi, che sia lo Stato a farsene carico.
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