Psichiatri: informare donne che vogliono abortire su rischi depressione
Le donne che abortiscono rischiano gravi problemi per la loro salute mentale, come un profonda depressione: lo afferma il Royal College of Psychiatrists, l'associazione degli psichiatri britannici ed irlandesi, per la quale prima dell'interruzione della gravidanza, la donna deve essere avvertita di questi rischi potenziali.
Questa posizione, ha scritto ieri il Sunday Times, rappresenta una inversione di marcia rispetto alla convinzione, consolidata da anni, per la quale i rischi di perdere la propria salute mentale sono maggiori se si porta avanti una gravidanza indesiderata, rispetto a quelli posti da un aborto.
Ma la presa di posizione rischia di essere controversa.
L'intervento degli psichiatri giunge infatti a pochi giorni dal voto ai Comuni sulla proposta di ridurre il termine temporale per l'aborto da 24 a 20 settimane. Lo stesso domenicale pubblica un sondaggio per il quale il 59% delle donne e' favorevole a questa restrizione, contro il 28% che non vuole modifiche alla legge. Sommati insieme donne e uomini, il 48% vuole che si abbassi il limite a 20 settimane, contro il 35 che chiede che restino le 24 settimane. Alcuni parlamentari vorrebbero introdurre un 'periodo di riflessione' prima dell'interruzione, nel quale potrebbero essere fornite queste informazioni di natura psicologica.
Secondo i fautori della restrizione, tra cui il leader conservatore David Cameron, la medicina ha fatto oggi tali progressi che molti neonati prematuri alla 24 settimana hanno forti possibilita' di vivere, cosa che non accadeva quando la legge fu varata.
Secondo dati riportati dal Sunday Times, oltre il 90% delle interruzioni di gravidanza (200.000 all'anno) in Gran Bretagna vengono effettuate perche' il medico valuta che proseguire la gravidanza porterebbe a grave stress psicologico sulla donna. Ma il Royal College of Psychiatrists sostiene che sia necessario aggiornare le brochure informative sull'aborto per includere i rischi di depressione: 'Il consenso non puo' essere informato senza fornire adeguata ed appropriata informazione', si afferma in un documento dell'associazione.
Diversi studi, si ricorda, compreso uno pubblicato nel Journal of Child Psychology and Psychiatry nel 2006, hanno concluso che l'aborto nelle giovani donne puo' essere collegato a problemi per la salute mentale.
Ma il governo ha detto e ripetuto che non c'e' la necessaria convinzione nella comunita' medica (la sola, ha detto in passato il premier Gordon Brown in persona, che puo' portare a cambiamenti nella legge) che giustifichi una revisione in materia. Il sottosegretario alla Sanita' Dawn Primarolo chiedera' questa settimana ai parlamentari di respingere la proposta restrittiva, all'interno dell'insieme delle leggi su embrioni e fertilita' su cui si deve esprimere il Parlamento.
Questa posizione, ha scritto ieri il Sunday Times, rappresenta una inversione di marcia rispetto alla convinzione, consolidata da anni, per la quale i rischi di perdere la propria salute mentale sono maggiori se si porta avanti una gravidanza indesiderata, rispetto a quelli posti da un aborto.
Ma la presa di posizione rischia di essere controversa.
L'intervento degli psichiatri giunge infatti a pochi giorni dal voto ai Comuni sulla proposta di ridurre il termine temporale per l'aborto da 24 a 20 settimane. Lo stesso domenicale pubblica un sondaggio per il quale il 59% delle donne e' favorevole a questa restrizione, contro il 28% che non vuole modifiche alla legge. Sommati insieme donne e uomini, il 48% vuole che si abbassi il limite a 20 settimane, contro il 35 che chiede che restino le 24 settimane. Alcuni parlamentari vorrebbero introdurre un 'periodo di riflessione' prima dell'interruzione, nel quale potrebbero essere fornite queste informazioni di natura psicologica.
Secondo i fautori della restrizione, tra cui il leader conservatore David Cameron, la medicina ha fatto oggi tali progressi che molti neonati prematuri alla 24 settimana hanno forti possibilita' di vivere, cosa che non accadeva quando la legge fu varata.
Secondo dati riportati dal Sunday Times, oltre il 90% delle interruzioni di gravidanza (200.000 all'anno) in Gran Bretagna vengono effettuate perche' il medico valuta che proseguire la gravidanza porterebbe a grave stress psicologico sulla donna. Ma il Royal College of Psychiatrists sostiene che sia necessario aggiornare le brochure informative sull'aborto per includere i rischi di depressione: 'Il consenso non puo' essere informato senza fornire adeguata ed appropriata informazione', si afferma in un documento dell'associazione.
Diversi studi, si ricorda, compreso uno pubblicato nel Journal of Child Psychology and Psychiatry nel 2006, hanno concluso che l'aborto nelle giovani donne puo' essere collegato a problemi per la salute mentale.
Ma il governo ha detto e ripetuto che non c'e' la necessaria convinzione nella comunita' medica (la sola, ha detto in passato il premier Gordon Brown in persona, che puo' portare a cambiamenti nella legge) che giustifichi una revisione in materia. Il sottosegretario alla Sanita' Dawn Primarolo chiedera' questa settimana ai parlamentari di respingere la proposta restrittiva, all'interno dell'insieme delle leggi su embrioni e fertilita' su cui si deve esprimere il Parlamento.
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