Giovedì 4 giugno 2026
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Un quarto della popolazione straniera e' minorenne

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Forse e' questo il miglior antidoto contro l'invecchiamento della popolazione italiana. I minorenni stranieri al 1° gennaio 2008 sono circa 761 mila, pari al 22,2 per cento del totale degli stranieri residenti ed in aumento di circa 94 mila unita' rispetto all'anno precedente. E' quanto rileva l'Istat nel suo rapporto annuale precisando che l'incremento e' determinato per circa i due terzi dalle nascite in Italia da genitori entrambi stranieri, che nel 2007 sono state piu' di 64 mila, pari all'11,4% del totale dei nuovi nati. La parte rimanente e' costituita invece dai minori arrivati in Italia per ricongiungimento familiare.
Nel 2007, rileva ancora l'Istat, la maggior incidenza di nati stranieri, pari al 20% dei nati residenti, si registra in Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia. Al Centro spiccano i valori elevati delle Marche (15,4%) e della Toscana (15,2%). Nel Mezzogiorno, invece, l'incidenza degli stranieri sul totale dei nati e' assai piu' contenuta (intorno al 3%), con l'eccezione dell'Abruzzo (quasi 8%).
Sempre nel 2007 il numero medio di figli e' pari a 1,28 per le donne italiane e a 2,40 per le straniere.

STRANIERI IN BUONA SALUTE, PIÙ DEGLI ITALIANI
- Gli stranieri in Italia ricorrono alle visite specialistiche molto meno rispetto agli italiani. Lo rivela il rapporto Istat per il 2008. Secondo lo studio tra gli stranieri e' molto meno diffuso il ricorso delle visite sanitarie specialistiche in confronto agli italiani in termini sia di volume complessivo di visite con 15 visite per 100 stranieri e 25 visite per 100 italiani, sia di persone che vi fanno ricorso. Tra gli uomini stranieri la quota di persone che si sottopone a una visita specialistica e' quasi la meta' di quella degli italiani: il 5,9% rispetto all' 11,5%. Tra le donne, invece, la quota e' pari al 16,4% per le italiane e al 12,3% per le straniere. Meno frequenti rispetto agli italiani anche i controlli di tipo preventivo. Secondo l'Istat, circa il 40% degli stranieri, infatti, riferisce di non aver mai controllato il livello di colesterolo o di glicemia, contro il 22% della popolazione italiana. Il 35,2% degli stranieri, inoltre, dichiara di non essersi mai sottoposto nemmeno a controlli della pressione arteriosa, mentre tra gli italiani questa quota quasi si dimezza al 19,7%.
Nella popolazione straniera, cosi' come in quella italiana, sono le donne a prestare piu' attenzione alla prevenzione, ma tuttavia le donne straniere ricorrono meno agli screening dei tumori femminili delle italiane, solo il 42,9% delle donne straniere ha fatto ricorso alla mammografia, contro il 73,1% delle italiane, mentre la meta' delle straniere, il 53%, ha fatto un pap test contro il 71,6% delle italiane. L'accesso al pronto soccorso da parte degli stranieri supera, pero', quella dei cittadini italiani 6,2% degli stranieri contro il 4,1% degli italiani. Mentre il ricorso ai servizi ospedalieri e' complessivamente simile per entrambe le popolazioni, quella italiana e quella straniera.
Per quanto riguarda i ricoveri nei tra mesi precedenti l'intervista hanno riguardato il 2,4% degli italiani, contro il 2,1% degli stranieri. In questo ambito si notano delle differenze significative per quanto riguarda le donne. Per le donne in eta' fertile e in particolare quelle tra i 18 e i 34 anni, il tasso di ricovero e' il doppio di quello delle italiane: il 5,1% contro il 2,8%, dato che si spiega per il maggior ricorso al ricovero per il parto. Il 61,3% delle straniere ha dichiarato di essersi ricoverata per parto nei tre mesi precedenti all'intervista contro il 49,3% delle italiane. Il ricovero per incidente e' invece piu' frequente negli uomini stranieri rispetto agli italiani, col 35,1% rispetto al 17,9% del totale dei ricoverati.
Gli stranieri inoltre sono maggiormente interessati da infortuni sul lavoro degli italiani, sono il 7,4% gli stranieri che nell'ultimo anno ha avuto un infortunio contro il 4,3% degli italiani. Secondo il rapporto dell'Istat tra gli stranieri si evidenziano condizioni di salute piu' favorevoli rispetto agli italiani sia attraverso gli indicatori di percezione, dove per gli stranieri l'80% dichiara di stare bene o molto bene contro il 71,4% degli italiani compresi tra i 15 e i 64 anni, sia attraverso l'analisi delle informazioni raccolte sulle malattie prevalenti: il 22,8% degli stranieri ha avuto una malattia nelle quattro settimane precedenti l'intervista contro il 27% degli italiani. Tuttavia le condizioni di salute meno favorevoli, anche per gli stranieri si riscontrano per quelle persone con un basso titolo di studio, di cui il 68,2% dichiara buone condizioni di salute contro l'83% di quelli con un livello di istruzione piu' alto.
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