Sabato 6 giugno 2026
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Quattro milioni gli stranieri residenti, piu' integrazione al nord

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Nel 1970 gli immigrati stranieri regolari erano meno di 150.000, nel 2004 hanno toccato quota 2 milioni, mentre a fine 2007 hanno superato i 4 milioni. Questi i dati emersi durante il convegno internazionale su 'La giornata dell'integrazione. Ricerche sugli indicatori dell'integrazione in Italia e in Europa' organizzato dall'Organismo nazionale di coordinamento per le politiche di integrazione sociale degli stranieri presso le sede del consiglio nazionale dell'economia e del lavoro in collaborazione con il Centro studi e ricerche Idos. Per numero di presenze e' da anni ormai che la Lombardia e il Lazio sono ai vertici, con quasi un quarto e un sesto del totale e si parla percio' di Milano e di Roma come capitali dell'immigrazione in Italia. Si trovano poi con una quota di circa il 10% ciascuno, il Veneto e l'Emilia Romagna.    

INTEGRAZIONE -  Immigrazione e integrazione a due velocita': bene al Nord, male, a volte molto male al Sud. Una necessità sempre piu' urgente per l'Italia, che in questi ultimi anni si è imposta come uno tra i piú grandi paesi europei di immigrazione con un ritmo d'aumento superiore, in proporzione, a quello degli Stati Uniti. Nella fotografia scattata dal Cnel emerge che è il Trentino Alto Adige la regione italiana piu' attiva e piu' ben disposta all'integrazione sociale. E cio' e' testimoniato da alcuni indicatori che riguardano la polarizzazione, la stabilità sociale e l'inserimento lavorativo degli immigrati, sulla base dei quali il Cnel ha svolto la sua indagine e ha stilato una classifica di regioni e province. Altre regioni a massimo potenziale d'integrazione sono nell'ordine, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Marche e Friuli Venezia Giulia: sembra cosí affermarsi, secondo quanto rivela il Rapporto del Cnel, un 'modello adriatico' di integrazione, che dal Friuli Venezia Giulia arriva fino all'alto Abruzzo (11/mo posto), includendo anche la Lombardia. Le regioni che invece denotano un basso o minimo potenziale d'integrazione sono quelle meridionali e insulari, con la Sicilia al 20/mo posto. Per quanto riguarda le province, la medaglia d'oro va a Trento, mentre all'ultimo posto c'è Siracusa. Da notare la posizione di Napoli: ultima nella graduatoria del rapporto 2007, in questo è risalita di ben 20 posizioni (ora è al 83/mo posto); Roma e' al 53/mo, Milano al 12/mo. Per quanto riguarda il numero di presenze degli immigrati, ai vertici del Rapporto Cnel si trovano Lombardia e Lazio, con quasi un quarto e un sesto del totale di presenze, tanto che si parla di Milano e Roma come delle capitali dell'immigrazione in Italia. Un'incidenza del 10% si registra invece in Veneto e in Emilia Romagna. Le province con la piú alta incidenza di immigrati sono Roma, Milano, Firenze, Prato, Brescia e Modena Tra il 1994 e il 2004, il numero di immigrati presenti in Umbria e Marche sono quadruplicati, in Veneto ed Emilia Romagna sono triplicati. A livello provinciale Prato ha registrato un aumento della popolazione immigrata di ben 31 volte. Il Rapporto Cnel parla anche della densità degli immigrati per chilometro quadrato, che arrivano in media a quota 9,2 (in Lombardia a quota 27, nel Lazio a quota 23). Le regioni con maggiore esodo di immigrati sono, in ordine crescente, la Campania, la Sicilia, il Lazio, la Puglia, la Calabria e la Basilicata, per cui il Meridione, e in parte il Lazio, svolgono una funzione di area di smistamento. Con un saldo negativo superiore al 100% troviamo le province di Brindisi, Caserta, Crotone, Palermo, Foggia e Reggio Calabria, alcune delle quali sono conosciute per la prima accoglienza degli immigrati. Lombardia, Emilia Romagna e Veneto sono le regioni con maggior potere di attrazione e trattenimento della popolazione immigrata; per quanto riguarda l'inserimento occupazionale si segnalano ai vertici il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia; per l'inserimento sociale troviamo il Trentino Alto Adige, la Valle d'Aosta e il Friuli Venezia Giulia. Per la stabilita' sociale la posizione di testa spetta alle Marche.    


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